Figli di un dio minore – Mario Krejis

di Mario Krejis

Stemma Fratellanza

Ho ricevuto alcune richieste di chiarimento sui miei rapporti – e su quelli della Società Italiana di Studi Ermetici- con Giuliano Kremmerz e la sua Scuola di Ermetismo.

La Cesnur, nella sezione del sito dedicata alle Religioni d’Italia, al capitolo sull’Ermetismo Kremmerziano, colloca la Società Ermetica tra le organizzazioni di stampo miriamico. Non credo che gli amici della Cesnur si siano presi la briga di leggere qualche mio scritto, cercando di comprendere lo spirito che anima la mia ricerca. Non mi meraviglio. Sono troppo impegnati a cercare il Male, anche dove il Male non c’è.
In fondo mi reputo fortunato. Generalmente gli addetti ai lavori m’ignorano, non ritenendomi degno di particolare attenzione. Il motivo è semplice: mi faccio i fatti miei e non intervengo nelle dispute iniziatiche. Scrivo cose abbastanza scontate e non ho particolari segreti da rivelare. Inoltre non faccio proselitismo, non partecipo a convegni di propaganda e non organizzo corsi di numificazione alchemica per corrispondenza. Buon per me! … Lavoro meno e non devo arrovellarmi il cervello con preoccupazioni inutili.

Ritorniamo al Kremmerz. Se sono un kremmerziano? Ebbene sì, lo sono come tutti i medici si sentono discepoli di Fleming, l’inventore della penicillina; o come tutti gli pneumologi sono seguaci di Forlanini e di Morelli.
Credo che tutti gli Ermetisti italiani debbano sentirsi figli spirituali di Giuliano Kremmerz, che fu per l’Ermetismo ciò che Montale rappresentò per l’omonima corrente letteraria: un ispiratore, un caposcuola e un serio ricercatore.
Per molti anni, dopo la sua morte, il Maestro napoletano fu osannato in quasi tutti gli ambienti esoterici. Più recentemente la sua immagine è stata vilipesa e il suo profilo d’iniziato deformato e frainteso. Ciò si deve soprattutto alla malafede e alla disinformazione.
Perciò esprimerò la mia opinione, cercando di essere obiettivo. Il più grande merito del Kremmerz fu di aver contribuito alla nascita di un Ermetismo aperto a tutti e fuori delle congreghe iniziatiche. Purtroppo egli riuscì solo in parte nel suo proposito, probabilmente per aver incontrato troppi ostacoli o perché, come ammise egli stesso, i tempi non erano ancora maturi.

Giuliano Kremmerz

Ciò non toglie che la sua missione sia stata straordinaria e per questo meriterebbe il plauso di tutti i sinceri ricercatori del Segreto Alchemico. Esiste allora un Segreto?
Chi può dirlo! … Non mi occupo di segreti, ma di verità. E l’unica verità che riconosco è la mia anima. Del resto non mi curo, come dovrebbero fare quanti sono abituati a vedere la pagliuzza nell’occhio altrui, ignorando la trave che trapassa il proprio.
Agli inizi degli anni 80, quando già nuotavo in acque ermetiche, si era da poco estinto l’Ordine Osirideo Egizio che per anni, dopo la morte del Kremmerz, aveva assunto unilateralmente la tutela della Fratellanza di Miriam.
Pochi pappafichi impagliati, con la stanza piena di sigilli e i cassetti zeppi di sterline d’oro, che la Natura si compiacque di indirizzare ben presto verso lidi più torridi e consoni al loro temperamento. La Fratellanza di Miriam era ridotta a sparuti Circoli di praticanti, lasciati in eredità da qualche osirideo ai suoi discepoli preferiti, che però si limitarono a distribuire qualche pratica senza talento magistrale e senza saper infondere, specie nei giovani, l’amore per la Tradizione.

Anzi spesso criticando il Kremmerz, la cui memoria era sottomessa alla maldicenza e all’ignoranza di mediocri burattinai, esperti di ragioneria iniziatica e mestatori d’anime, più che veri Maestri di Miriam. Faccio queste considerazioni senza alcun intento polemico. Il passato è passato.
La Legge Divina recide i rami secchi, quando la linfa dell’amore non circola più nell’albero della Tradizione. Sono i Demoni dei Palazzi, i messaggeri di Seth, incaricati della sistematica demolizione di tutto ciò che è corrotto e che non serve più alla causa divina.
La turpe degenerazione del purissimo ideale alchemico, nelle infime manipolazioni del Corpus (l’Opera iniziatica più importante del Kremmerz) e i terribili veleni distribuiti a larghe mani in quelle righe, sono il monumentale esempio della furia distruttrice della Natura quando è sfidata nelle sue leggi più pure.

Le numerose profanazioni, avvenute dagli anni ’80, furono lo strumento inflessibile del Nargal (la Legge Unica). “Chi pratica nella materia, in essa è destinato a rimanere per i secoli a venire”. E’ il monito del Kremmerz, che prevedeva probabili abusi legati alla profanazione.
Ancora oggi vi è chi pensa che quel testo contenga le vere pratiche dell’Alchimia Spirituale. Forse in minima parte è così. Nel corso degli anni le manipolazioni sono state tante. D’altra parte una mente, impreparata a cogliere le segrete analogie della Natura, non può comprendere il duplice senso della verità.

Bene e Male, bianco e nero, sono gli opposti contrari che coesistono nell’Unità. Chi cerca la Luce, deve prepararsi ad affrontare anche l’Ombra. Com’è vero il contrario. Tuttavia chi nutre solo il nero nell’anima sua, risuonerà con gli aspetti demoniaci della Legge entrando trionfalmente nel campo morfogenetico del Male, che solidificherà nella sua anima come un macigno che difficilmente potrà essere frantumato. Saranno necessarie molte vite.
Ecco perché l’opera di purificazione ermetica è la parte propedeutica di ogni Scala ascendente verso l’Invisibile. Lo stregone deve purificarsi, esattamente come il Mago che si vota al Bene. Entrambi potranno scegliere da che parte stare. Poi vi saranno nuove scelte, altre vite.
L’anima tutto deve provare, il Bene e il Male, perché alla fine essa trionfi nell’unità dello stato di equilibrio, che non è né Bene né Male, ma li comprende entrambi. Tuttavia la strada dell’evoluzione può durare molti secoli. E le catene che possono essere serrate al collo di un imprudente sono lunghe. Chi contrae patti anche taciti con le Forze del Male, dovrà espiare prima che Dio consenta che quel patto si rompa. Un gesto incauto, compiuto con leggerezza, avrà sempre pesanti conseguenze. Credo di essere stato chiaro.

Torniamo al Kremmerz. L’effetto delle profanazioni del Corpus, che inizialmente aveva lo scopo di far progredire le anime, fu di accelerare la fine di un periodo storico. E, con le speranze di molti osiridei, finirono nel calderone del Male anche molti ingenui. Persino il più innocente dei cadetti può finire ucciso, quando la battaglia infuria e la legge biblica dell’occhio per occhio ha il suo trionfo. Le mie parole suoneranno forse esagerate. Chi, con un po’ di sale in zucca, potrebbe esprimersi come me?
Il Kremmerz non fu il Maestro che molti si aspettavano. Non risuscitava i morti, non levitava come san Giuseppe da Copertino, non digiunava fino all’anoressia, né declamava i sonetti di San Francesco. La sua vita terrena fu tempestata di errori, di cadute e di risalite, come la vita di tutti.
Persino la sua morte fu normale. Morì di ictus cerebrale. Non vennero gli Angeli del Signore, per trasferirlo sul carro di Elia nel cielo dei Numi. Il misticismo cristiano contagia anche la Scienza di Ermete. Come un santo della Chiesa, un Maestro dovrebbe fare miracoli e vivere fuori dal mondo, esperendo la vita da una dimensione superiore.

Tutti gli iniziati che fondarono Movimenti Spirituali ebbero un’esistenza per molti versi comune. Furono uomini come tutti gli altri, almeno in apparenza, nei Paesi dell’Occidente più che nelle mistiche terre d’Oriente, dove la vita contemplativa è l’unica alternativa a un’esistenza di stenti e di passività.
E comunque in Oriente devono incarnarsi gli Spiriti bisognosi di silenzio, che hanno necessità di svilupparsi nell’astrazione e nell’annullamento della personalità. Come accadeva un tempo in Europa, in alcuni Ordini monastici, e come ormai non accade più.

Chi s’incarna nei Paesi del frettoloso Occidente, ha al contrario bisogno di esperire la vita, di temprarsi nel divenire delle forme, nel gioco delle contraddizioni, nella socialità e nella competizione esasperata. Il fine è di conquistare la stabilità giungendo attraverso l’equilibrio, conquistato nella sofferenza, a intravedere il Sole del Dio individuale.
Nell’uno e nell’altro caso, in Oriente come in Occidente, il senso della strada spirituale è di esaurire il Karma, cioè la catena ininterrotta di casualità che tengono avvinta l’anima nel gioco degli opposti che sempre, come si è detto, bisogna ricondurre all’unità. Perché solo nell’unità può esistere l’identificazione dell’anima con i suoi Principi Superiori.

Nell’anima che abbia conquistato il suo Stato Mercuriale, estrapolando dall’esperienza le forze che sottendono i fenomeni, armonizzandole in un dipolo funzionale equilibrato, c’è la radice del potere interiore e la possibilità di modificare se stessi.
Solo quando l’iniziato avrà fatto tacere il rumore delle sensazioni e dell’attività mentale caotica, il Principio Intelligente potrà ascendere i Piani e la sua coscienza si espanderà, sino ad attingere a piene mani all’Inconscio Collettivo.

Se Giuliano Kremmerz sia stato o no un Maestro, è un falso problema. I Maestri sono solo uomini, se vogliamo con anime più antiche e progredite nel campo della consapevolezza e dell’integrazione spirituale.
Ogni uomo è una stella, ghignava Aleister Crowley. Vi sono nell’Universo stelle più grandi di altre, comete che traversano lo spazio infinito e incrociano piccoli asteroidi e sciami di meteoriti. Entrare nell’orbita di una di quelle stelle significa seguirne la traiettoria, assorbendone la forza e il magnetismo.
Un’anima antica torna sulla terra per completare il suo percorso spirituale e per esaurire il suo Karma, prima di abbandonare definitivamente la dimensione terrestre. Occorre essere realisti e ragionare con obiettività.
A parte i grandi fondatori di Religioni, come Cristo, Budda o Maometto, se si osserva la realtà, si nota che la maggior parte dei cosiddetti Maestri Spirituali, al massimo del loro splendore, contarono solo qualche migliaio di seguaci. Troppo pochi per cambiare il mondo: piccole gocce nel mare magnum dell’Inconscio Collettivo, minuscole forme tra miriadi di altre forme, destinate a essere riassorbite nel ribollire della Mente Planetaria.
E’ l’aspetto illusorio del Misticismo: il bisogno dell’uomo di credere nell’assolutezza dell’Idea, la trasposizione sul piano spirituale dei bisogni interiori di un’umanità sempre più insicura e timorosa della morte.

Il Maestro Kremmerz era una stella, tra le tante comete che solcano l’Universo. Occorre correggere il tiro, tralasciando la facile critica per cercare l’idea di evoluzione su altri piani.
Il Sé dell’uomo, la sua parte più elevata e solare, deve costruirsi una nuova identità terrena. I succubi dell’idea aristotelica credono nella personalità e spendono tempo prezioso nel tentativo di realizzare, attraverso la Religione, l’identità della loro parte divina (Sé) con il loro Ego.
Tuttavia il Dio individuale (Nume) non ha bisogno di crescere o di evolversi. E’ già perfetto e immortale. L’anima – il prodotto della vita sulla Terra – è la sola parte che può trasformarsi e cambiare, per giungere alla fine a identificarsi con il Nume, cioè con la parte più elevata e immortale dell’essere umano.
Non esistono Maestri capaci di produrre dei risvegli miracolosi o delle straordinarie metamorfosi. Forse questa mia affermazione potrà turbare qualcuno, ma resta da dimostrare il contrario. Coloro che assumono la responsabilità dell’ascenso di persone non pronte per il cambiamento, andranno incontro a grandi delusioni.

Modificare il Dio in sè non è possibile. Si può invece accrescere la propria consapevolezza, mirando alla progressiva integrazione dell’anima col Nume, che proviene da Dio e s’interessa alla vita dell’uomo solo se questi si rende degno di trasferirlo nella sua coscienza.
L’evoluzione spirituale è la consapevolezza dell’origine divina dell’intelligenza umana. Portare in alto la coscienza, dalla semplice coscienza corporea a una consapevolezza superiore, significa estendere il proprio senso interiore all’Invisibile, ossia a ciò che non vediamo ma che per noi sicuramente esiste.
E’ il bisogno di evolvere che differenzia un discepolo dall’altro e che sancisce il successo di un percorso spirituale. Possiamo quindi rielaborare il concetto di Maestro, alla luce delle considerazioni fin ora espresse.

Qualsiasi candidato alla Strada Spirituale, che avverte l’ansia d’ulteriore, sente il richiamo all’unità. Si tratta spesso di un evento karmico, legato alle trasformazioni intervenute in precedenti incarnazioni e trasmesse nel proprio DNA spirituale come un istinto irresistibile al cambiamento. Chiunque sia in tali condizioni di predisposizione, può entrare in risonanza con una determinata Tradizione e provare attrazione per i suoi contenuti o per il Saggio che meglio rappresenta quel patrimonio di conoscenze.
Inizialmente il neofito entra in risonanza con alcune affermazioni, che per altri possono essere irrilevanti. L’anima vibra, il sentimento divampa, esattamente come l’attrazione, la riconoscenza, l’amore, per effetto delle parole di quel particolare iniziato che egli riconosce come Maestro.
E’ il segnale che il processo di ascesi può iniziare. A tal punto il discepolo è solitamente iniziato. E’ cioè immesso in una Corrente, in un Campo Morfogenetico più ampio, entro cui la sua coscienza dovrà lentamente espandersi, acquisendo gli strumenti informativi che gli consentiranno di decifrare la sua realtà interiore.

Quindi, in principio c’è la risonanza. Si può risuonare con una Tradizione o con un’altra. Si può essere attratti da un Maestro o da un altro. All’inizio chi compie la scelta è l’anima, in base alla maturità acquisita nelle vite precedenti. Poi la primitiva attrazione dovrà gradatamente svilupparsi e diventare amore, o potrà estinguersi nell’apatia e nell’indifferenza.
Vi sono persone predisposte, con un Uomo Storico antico, che hanno già percorso una strada spirituale, non necessariamente l’Ermetismo. Esse sentiranno fortissima la suggestione della risonanza. Per loro percorrere quella strada sarà un imperativo al quale non potranno sottrarsi.

Tuttavia anche anime meno mature possono essere attratte. Sono i casi più frequenti e anche i più difficili. Infatti, l’iniziale fervore dovrà essere continuamente alimentato dalla fede, dalla lettura di testi di spiritualità, dal pensiero costante e soprattutto dalle Ritualità che ogni Tradizione riserva ai suoi più solerti ascritti.
Praticando, l’iniziato sarà certo di rendere continuo il suo apprendimento sul piano empatico e vibrazionale. Egli scoprirà nuove verità, che risuoneranno in lui con sempre maggiore intensità e attraverso la compassione estenderà la sua coscienza, fino a ottenere un significativo mutamento. Poco per volta sentirà nascere un sentimento di amore e la sua devozione aumenterà.

L’amore è il segno inequivocabile del suo progresso spirituale, della sintonicità della sua percezione, che abbraccerà orizzonti sempre più vasti. Tuttavia questo tipo di iniziato è il più difficile da aiutare. Non ancora maturi per un’evoluzione superiore, questi Figli di un Dio minore alternano periodi di entusiasmo, in cui sembra che brucino le tappe, con altri più frequenti e lunghi in cui la loro personalità (e soprattutto la loro Ombra) riprende il sopravvento sull’anima, ricacciando indietro le sensibilità appena acquisite.
E’ una danza snervante, che fiacca la volontà dell’iniziato e lo sprofonda nella sfiducia. In tali casi non si è ancora compreso il vero valore della preghiera; o può darsi che le influenze inconsce e caratteriali siano tanto poderose da inibire l’entusiasmo e la fiducia nel Maestro.

Questa fase può durare molto a lungo e generalmente finisce con l’abbandono della strada spirituale; o con la nascita di atteggiamenti di saccenza e di falso scetticismo, che fanno da puntello alla delusione di un risultato mancato.
In tali circostanze il Maestro non può (e non deve) fare nulla per aiutare la persona che gli sta di fronte e che non si rende conto di ciò che gli accade. Se egli intervenisse, alimenterebbe la falsa personalità del discepolo, che ha seppellito nell’assuefazione e nel dubbio ogni autentica propulsione alla spiritualità.
Comunque non sempre è così. Pochi ce la fanno. Ciò però non dipende quasi mai dal Maestro. Un importante trauma emotivo che disturbi l’equilibrio psicologico o un amore sconvolgente, può ridestare la vibrazione interiore ormai affievolita, riportando l’iniziato nell’orbita di Ermete.

Il Maestro è l’uomo che ha il potere di risuonare con l’anima del discepolo e con cui questi risuona. Tale risonanza dovrà essere diretta al risveglio spirituale, cioè all’evoluzione della consapevolezza.
Ci sono tanti Maestri quanti sono i potenziali discepoli. Ognuno è destinato a trovare il Maestro più adatto alla sua conformazione interiore nel momento in cui inizia il percorso. Le possibilità di trovare una siffatta persona, cioè realmente evoluta, non sono in vero molte. L’uomo moderno ha poco tempo da dedicare alla ricerca e vorrebbe sempre il piatto pronto. E poi non sempre l’attrazione scatta istantaneamente: bisogna muoversi, chiedere in giro.
Oggi s’incontrano molti personaggi interessati al potere e al denaro, che usano il mezzo della suggestione per acquisire nuovi seguaci. Scrivono libri, fanno corsi pratici, danno istruzioni e suggerimenti facendo leva sugli aspetti più accattivanti che il senso comune (e l’ignoranza) attribuisce a tal tipo di percorso (Magia, Spiritismo, Tantrismo, ecc.).

Nascono così attrazioni temporanee, fascinazioni telematiche e percorsi su Facebook destinati a finire alla prima delusione. L’errore è credere che la Strada Spirituale sia qualcosa di oggettivo. Una persona accetta un personaggio come Maestro e riceve istruzioni e pratiche. Ciò dovrebbe essere sufficiente. Si tende invece a rendere passivo il nuovo entrato, approfittando della sua iniziale apertura. L’effetto sarà che questi creerà sempre nuove barriere improntate alla diffidenza e alla paura, che susciteranno in lui sfiducia e sofferenza ostacolandone il progresso.
Nei casi più fortunati, il discepolo avanzerà invece nel processo maturativo fino al massimo consentito dalla sua Tradizione. In seguito si aprirà a nuove sensibilità. Ecco perché nell’Ermetismo si afferma che quando il discepolo è pronto, il Maestro si presenta. In realtà è vero anche il contrario. Ogni Maestro, ancora in corsa per la sua evoluzione, troverà i discepoli più adatti a lui.

Insomma anche l’iniziazione, come qualunque altra cosa, è un processo naturale, che si sviluppa secondo le stesse leggi che presiedono all’evoluzione nell’universo formale. Alla luce di ciò, Giuliano Kremmerz fu un grande divulgatore della Dottrina Ermetica.
I suoi scritti, soprattutto il Mondo Segreto, sono disseminati di profonde verità, di sorprendenti analogie in grado di suscitare l’emozione di chi è predisposto facendolo vibrare nell’anima e aprendo un varco nel suo inconscio, attraverso cui fluiranno i ricchi contenuti dell’Uomo Storico, che assumerà un ruolo sempre più decisivo nella sua vita.
Attraverso quel varco, altre informazioni emergeranno di cui l’iniziato non aveva contezza, nuove sensibilità si affermeranno, forti correnti di amore invaderanno la sua anima morale conducendolo nel regno di Ermete. Tuttavia, se aprire quella porta è merito del Maestro, mantenerla aperta sarà compito dell’iniziato.

I Riti ermetici sono i puntelli che reggono l’architrave della verità. Le virtù e le buone pratiche di vita saranno il dolcificante che renderà appetibili le virtù cui ogni iniziato deve tendere: la fede, l’equilibrio e la serenità.
Amici miei, l’anima è l’uomo. Non guardate inebetiti il cielo. Riuscireste solo a vedere i dischi volanti delle vostre illusioni. Siete qui, sulla Terra, e qui resterete.
Nessuno vi farà sconti, nessuno vi regalerà la vita eterna senza che versiate lacrime e sangue. Ma il paradiso dovete cercarlo nella vostra vita.
E’ in questa vita che dovete migliorare voi stessi, perché ciò che realizzerete in Terra, sarà confermato anche in Cielo. Apritevi al vostro Uomo Storico. E amate il vostro Maestro, che per primo aprì il vostro cuore e vi donò la vostra personale sinfonia. Vi auguro che sia davvero così.
Kremmerz fu un grande Maestro? Chi risponderà di sì, vorrà dire che sente e ama come lui. Chi invece affermerà che non è vero, non sia troppo severo col buon Ciro Formisano. Egli risvegliò tante anime, più intelligenti ed evolute di altre.
Potrebbe farlo anche Krejis? Io sono un caso a parte. Amo l’Ermetismo e scrivo per me stesso. Non ho sposato nessuna missione. Ho capito, forse troppo tardi, che le missioni servono all’uomo, non all’iniziato e tanto meno a Dio.
Allora ognuno faccia ciò che può e ciò che sente. E’ l’unico consiglio che mi sento di dare.

Ermetismo e Scienza Quantistica – Mario Krejis

di Mario Krejis

PARTE PRIMA
I

Se il grande Ermete Trismegisto fosse vissuto ai giorni nostri, non avrebbe perso tempo. Si sarebbe accomodato su una poltrona di foglie d’edera e avrebbe calzato una cuffia di legno d’acero, costruendo il primo sistema di Quantum Energy della storia umana.
Il suo acume avrebbe fatto le veci dei potenti trasduttori di segnale e, tutto teso verso l’Energia Planetaria, egli avrebbe scannerizzato l’Invisibile per trovare la Panacea Universale, senza che dovessero trascorrere migliaia di anni prima del cosiddetto Big Bang quantistico.
Oggi, anche per un ermetista abituato a spaziare col suo Ermete nel mondo virtuale del pensiero, non è facile penetrare nella forma mentis del fisico, imparando il difficile linguaggio della matematica. Tuttavia, qualche volta, è possibile che ciò accada.

Nei miei scritti ho cercato più volte di spiegare che l’Ermetismo deve adeguare il suo linguaggio ai tempi, acquisendo la giusta terminologia per essere inteso e (si spera) capito dall’uomo del secolo. L’Ermetismo deve cambiare pelle, come il serpente quando si appresta a un nuovo ciclo vitale e si rinnova nell’apparenza, restando pur sempre un serpente.
L’Ermetismo è la scienza dell’unità. In un certo senso è la scienza olistica per eccellenza. Postula l’uomo composto di mente, anima e corpo, indissolubilmente accomunati da una medesima origine e da una sola destinazione. L’Ermetismo è più che altro una scienza sintetica, nel senso che tende a creare l’unità dove questa non c’è, ossia nella maggior parte degli esseri umani.

L’olismo ermetico traspare negli insegnamenti di tutti i grandi Maestri: da Pitagora a Paracelso, da Cagliostro a Giuliano Kremmerz, che fu certamente un iniziato e un grande divulgatore.
Il principio del Come in alto così in basso, contenuto nella “Tavola di Smeraldo” di Ermete Trismegisto, è il fondamento teoretico dell’Ermetismo. Esso postula l’unità di tutte le cose nel Pensiero Divino, che dà impulso alla Materia determinando la creazione dell’Universo.
Un cerchio, con un punto a centro, è il simbolo ermetico dell’unità del Tutto nell’Uno (Dio). L’Ouroboros, un serpente che si mangia la coda, rappresenta la ciclicità dell’universo formale e la Legge di Rivoluzione delle Forze, che il pensiero orientale rappresenta nelle Maree Tattwiche.

La Materia, naturata dal Pensiero Divino, si organizza attraverso quattro Principi Elementari (Terra, Acqua, Aria e Fuoco), costruendo la nostra realtà e ciò che non vediamo perchè si sottrae alla percezione sensoria.
Oggigiorno la Fisica Quantistica, rivoluzionaria e caotica evoluzione del pensiero newtoniano, sancisce la natura olografica dell’Universo. Un Ologramma è la rappresentazione del Tutto in ogni unità vivente.
Nell’uomo (Microcosmo) è racchiusa la rappresentazione simbolica delle leggi che governano la Creazione (Macrocosmo), dal minerale alle immense nebulose dello spazio. Analogamente in ogni cellula del corpo sono rintracciabili le linee guida che crearono le Stelle e i Pianeti e, sulla nostra Terra, la complessa architettura del Mondo minerale, vegetale e animale.

Com’è in alto, così è in basso. Ermete aveva ragione.

La Magia Ermetica sostiene di poter guarire le persone afflitte da malattie organiche e mentali: o direttamente, utilizzando le leggi del Magnetismo e della volontà; o a distanza (Teleurgia), tramite l’uso di Genialità Terapeutiche, forme psichiche intelligenti create dall’iniziato perchè possano servire ai suoi scopi.
La Medicina Psichica è una realtà: il potere di agire sulla materia corporea con la forza del pensiero. La psiche dell’ammalato, turbata dallo squilibrio, può influire negativamente sulla salute, determinando la malattia; o al contrario può promuovere un processo di auto-guarigione, ristabilendo l’ordine e la gerarchia nel complesso regno delle cellule e dei sistemi organici.
Einstein, con la sua teoria della relatività, dimostrò per primo l’identità di materia ed energia. Oggi la Fisica Quantistica insegna che materia ed energia sono a loro volta espressione di unità energetiche elementari, che sono i Fotoni: atomi di luce solare e mattoncini elementari della realtà.

E’ lo stesso Dio Sole, il Radiante Iddio di Giuliano Kremmerz, l’Amon-Rha dei nostri antenati egizi: un immenso flusso di Raggi Solari, che fluiscono ininterrottamente dall’Uno/Dio. Sono atomi di Volontà e di Amore, latori intelligenti dell’Intenzione Creatrice, vibranti di Luce e di Suono.
Il Suono è il veicolo di manifestazione, come il Magnetismo e l’Elettricità. Il Dipolo Elettro-Magnetico è il meccanismo perfetto di creazione delle forme, che si riflette nell’uomo regolando il metabolismo del corpo fisico e dei Corpi Invisibili (Corpo Lunare e Mercuriale).

La Corrente di Vita, cui faccio riferimento nei miei scritti, è dunque corrente fotonica, radice divina della Creazione. Nella dimensione creativa, attraverso il gioco bipolare (materia/energia – elettricità/magnetismo) si manifesta la “Maria Universale” degli Alchimisti, il numero Due della creazione, riflesso della Fonte Unica nel divenire dell’universo formale.
Materia, realizzatrice del progetto divino: è la Madre pietosa, generatrice di tutti i miracoli, perchè nel suo mondo le Forze della Creazione sono un immenso crogiolo intelligente, in cui ogni cosa si trasforma nel suo contrario e tutti i prodigi si realizzano. Oltre il tempo, nello spazio infinito che è insieme Vuoto e Pieno, fonte inesauribile di Energia e di Amore.
Nell’uomo, ologramma dell’Universo, si riproduce lo stesso miracolo. Conseguire lo Stato di Maria vuol dire, nell’Ermetismo, raggiungere la Fonte da cui si genera la realtà; identificarsi con la Forza primigenia, inalando atomi di pura Luce, per poi dirigerli col desiderio e con la volontà; vibrare con l’anima fino a raggiungere le stesse frequenze celesti, che bisogna riprodurre in sé per accedere allo stato creativo per eccellenza: l’Intelligenza Mercuriale o Ermete.

La Fisica Quantistica sembra confermare i principi dell’Ermetismo, dimostrando che particelle strettamente legate si comportano come onde, e che ognuna influenza le altre come se fossero un unico essere. Tale teoria può essere facilmente applicata a sistemi in generale, dove singole parti lavorano insieme e s’influenzano a vicenda. Un esempio è rappresentato dagli esseri viventi: ognuno di loro è considerato una rete complessa di cellule, di organi e di sistemi che interagiscono tra di loro.
La Scienza Quantistica offre gli strumenti adeguati per lo studio degli aspetti del comportamento umano, nonchè delle complesse interazioni tra le parti del corpo, la mente e le emozioni, che essa considera come una complessa rete interconnessa.

Da ciò deriva l’applicazione della Medicina Quantistica, che considera la vita, la salute e le malattie come un vero fenomeno di rete, utilizzando la Statistica come strumento analitico. Perciò la scienza nei sistemi complessi può garantire solo delle probabilità, in merito al comportamento dei singoli elementi.
Si tratta di operare un cambio di mentalità. Nel mondo quantico, non vi sono realtà assolute e sistemi rigidi che preordinano la realtà, ma una serie infinita di possibilità che possono essere influenzate dall’osservazione.
Studi sperimentali, eseguiti presso l’Università di Princeton, hanno dimostrato che l’osservatore è in grado di influenzare intenzionalmente, in misura statisticamente rilevante, una serie di eventi apparentemente casuali. La Fisica Quantistica offre quindi una spiegazione scientifica e plausibile del concetto di Destino, interpretato dall’Ermetismo come un insieme di probabilità e di indirizzi che possono essere modificati o annullati dalla volontà dell’iniziato.

Il Destino sarebbe solo in apparenza ineluttabile, dipendendo in gran parte dal grado di consapevolezza dell’iniziato, che può modificare le sue predisposizioni naturali esaurendo (o temperando) le Forze che agiscono in lui e che ha imparato saggiamente a controllare.
La Sorte, che sembra segnare crudelmente alcuni e premiare ingiustamente altri, è il prodotto di questa e di altre vite. Esso è il rumore di fondo dell’anima; è il Caos dentro di noi, che tuttavia è anche Ordine, perchè risponde a leggi precise che sono l’Informazione e la Risonanza.

La Fisica Quantistica stabilisce che Energia e Informazione sono legate tra loro secondo una relazione di dipendenza, in cui rientra la costante di Planck.

Cioè: I=f(E h)

Informazione, Energia e Materia sono collegate a cascata: la materia non esiste senza l’energia, che a sua volta non ha forma senza l’informazione. L’informazione è pertanto un punto cruciale della Creazione e dell’euritmia umana, su tutti i piani e in tutte le dimensioni.
E’ l’informazione, o meglio le innumerevoli informazioni che compongono il meccanismo conoscitivo, che trasportate dall’elettricità e dal magnetismo controllano il funzionamento apparentemente casuale (ma in realtà perfetto) di organi e sistemi, nell’Universo e nell’uomo.
Esiste un personale campo informativo, unico per ogni creatura vivente. La nuova scienza lo definisce anche Campo Morfogenetico (Sheldrake), perchè è il fondamento dell’individualità e della vita umana. Esso è trasmesso di vita in vita rappresentando l’eredità che ogni uomo, con la morte, lascia a se stesso.

Pertanto l’Uomo Storico dell’Ermetismo corrisponderebbe al Campo Morfogenetico, che la morte non distruggerebbe completamente, ma limiterebbe nei suoi meccanismi di appercezione sensoriale. Analogamente l’Evoluzione Spirituale consisterebbe in una progressiva espansione della coscienza, fino all’integrazione con l’Uomo Storico e alla progressiva scomparsa del mondo incosciente.
In quest’ottica, lo scopo della Strada Spirituale sarebbe di integrare e rettificare il Campo Morfogenetico dell’iniziato, attraverso la consapevolezza e con l’ausilio delle pratiche ermetiche. Realizzato tale obiettivo, la coscienza si aprirà alla percezione di Unità Energo-Informative sempre più grandi, ordinate secondo una proporzione aurea, fino a penetrare coscientemente in quello che Jung definisce l’Inconscio Collettivo. Oltre esiste solo il Pensiero Divino.

Tale progresso, decisivo per l’Ermetista, è segnato dal cosiddetto Risveglio Ermetico: l’intelligenza, libera dalla prigionia della disinformazione, si libra celerissima nei Cieli (da coelo=celare) ed entra in rapporto con gli dei: coscienze evolute o evolutissime che hanno imparato, dopo una lunga serie di incarnazioni, a controllare e a dirigere la Forza Naturale.
Kremmerz sosteneva che nel Mondo Invisibile, nella dimensione terrestre, solo gli Eoni (Enti) sono superiori agli uomini. Lo Stato Eonico, di cui offro una delle possibili chiavi di lettura, è uno stato d’infinita consapevolezza. Nell’Invisibile gli Spiriti Eonici vivono l’esistenza dei disincarnati, apprezzando l’unità di tutti gli esseri che sono nella Luce di Dio, potendo influenzare con la loro volontà la vita umana e il destino d’interi popoli.
Per gli Ermetisti gli Spiriti Eonici sono realtà e tutti potrebbero richiamarli a sè, conquistandone l’amicizia con l’amore e l’umiltà. Vada a loro tutto il nostro rispetto. Contro la ragione sofica di quanti tentano la Strada Spirituale senz’amore, si erge la terribile e meravigliosa realtà degli Spiriti Eonici, che sbarrano il passo a quanti non sono maturi per vivere nella verità.

II

L’informazione è il motore della realtà. Tutto, nel mondo come nel nostro corpo, è informazione. Le cellule comunicano tra loro attraverso impulsi elettro-magnetici, enormemente più veloci dell’energia chimica, che la Medicina Allopatica e la Biologia considerano il meccanismo fondamentale dell’omeostasi corporea.
Le risposte quasi istantanee con cui l’organismo reagisce a stimoli esterni e interni, come le reazioni di pericolo, le modificazioni del tono neuro-muscolare e del ritmo cardiaco, si spiegano ammettendo una trasmissione di tipo energo-magnetico dello stimolo e della conseguente reazione di adattamento.
Un classico esempio dell’importanza dell’informazione, nel mantenimento della salute, è offerto dall’Omeopatia. Nata dalle geniali intuizioni di Samuel Hahnemann, l’Omeopatia ha rappresentato per quasi due secoli un enigma, suscitando ilarità e scetticismo presso quasi tutta la Comunità Scientifica.

Com’era possibile che un principio omeopatico, diluito centinaia di volte, potesse conservare il suo potere terapeutico? Nella farmacopea omeopatica si raggiungono diluizioni che superano il Numero di Avogadro, oltre il quale non sono più dimostrabili molecole da farmaco in soluzione.
La Fisica Quantistica, rivalutando l’informazione, ha consentito di comprendere la legge più importante dell’Omeopatia: Similia cum similibus curantur. Lo stesso principio medicamentoso, che a dosi tossiche provoca il sintomo, se somministrato a dosi infinitesimali esercita effetti terapeutici e di guarigione.

Il meccanismo consiste appunto nell’informazione, trasportata dalla soluzione acquosa che diviene il veicolo del farmaco informazionale. Gli studi di eminenti studiosi, fra cui i fisici italiani Emilio Del Giudice e Giuliano Preparata, hanno dimostrato l’importanza dell’acqua quale raccoglitrice d’informazioni.
In particolare le molecole di acqua, sottoposte adeguatamente a succussione omeopatica (scuotimento ritmico), acquisterebbero la capacità di formare dei clusters, cioè degli aggregati molecolari, legati da deboli forze elettro-magnetiche, in grado di raccogliere e trasmettere l’informazione.
Una volta informatizzata l’acqua, il farmaco omeopatico diverrebbe capace di trasferire l’informazione curativa, intercettando nelle varie sedi (mentale, emozionale e fisico) lo squilibrio energetico e svolgendo efficace azione terapeutica. Inoltre, alle diluizioni più alte, esso acquisterebbe la capacità di agire sempre più in alto nella catena causale che porta alla patologia fino a correggere la causa prima, cioè il temperamento, l’essenza di quella vita.

E’ il concetto omeopatico di Simillimum, che in realtà ben pochi terapeuti sanno individuare. Il Simillimum è la panacea di quel dato paziente, è il correttivo di tutti i correttivi, produttore eccelso di salute e di guarigione.
L’Ermetismo conosce bene l’Omeopatia, che risale ai tempi di Paracelso, almeno nei suoi principi fondamentali. Kremmerz era un esperto omeopata e molti iniziati dell’Ordine Ermetico coltivarono tale attività, prima che un po’ di luce fosse fatta in quest’ambito particolare della scienza medica.

Ho spiegato che l’informazione è alla base di tutto l’esistente. Nel campo informazionale le dimensioni di Tempo e Spazio non esistono, ma tutto è contemporaneo e interdipendente. Perciò una stessa informazione può generare catene causali sul piano fisico, mentale o emozionale.
Tuttavia, nella maggior parte dei casi, è difficile stabilire le esatte relazioni tra i vari livelli del piano informativo. Aiuta a orientarsi la Legge di Risonanza, in base alla quale tutto ciò che è analogo risuona.

Come un diapason fa vibrare (entra cioè in risonanza) un altro diapason con le medesime caratteristiche, allo stesso modo due diverse condizioni (nel piano mentale, emozionale o fisico), se uguali sul piano informazionale, sono analoghe tra loro, cioè risonanti. E ciò prescindendo dall’interpretazione razionale che si può dare di tale rapporto.
Tale comportamento è alla base della cosiddetta Legge di Analogia, che costituisce uno degli assi portanti del Sistema Magico, nell’Ermetismo come in altre Tradizioni Esoteriche. Se l’informazione è simile, due o più aspetti della realtà saranno collegati tra loro da un intimo rapporto. A tal punto sarà irrilevante su quale piano s’interviene. Correggendo l’informazione (o trasmettendone una nuova), il fattore correttivo agirà ovunque e tutti i vari livelli ne saranno influenzati.

Molte pratiche ermetiche sono basate sulla Legge di Analogia. Un semplice esempio è rappresentato dalle abluzioni rituali, antico rito purificatorio ancora in uso in alcune Scuole Misteriche di derivazione ermetica.
Il discepolo, ogni sera, deve lavare le sue parti intime invocando la purezza. Mentre esegue il lavacro, egli pronuncia (nella Fratellanza di Miriam) le parole rituali: “Come l’acqua lava la pietra, così il mio Corpo Lunare (Corpo Emozionale) sia purificato da ogni impurità.” Il rituale è inefficace se non è sostenuto dalla sincera intenzione di ottenere l’effetto desiderato.
L’informazione che il neofito trasmette a se stesso è dunque la funzione purificatrice dell’acqua. L’acqua lava gli organi genitali. Tuttavia, sul piano analogico, i genitali sono associati al mondo della sessualità, universalmente riconosciuta come il motore somato-psichico dellemotività.
Pertanto, lavando analogicamente il corpo, si fornisce all’inconscio un’importante informazione correttiva, nel senso di un riequilibrio delle emozioni e della forza energo-sessuale, alterata nel corso della vita sociale.
Tale informazione correggerà tutto ciò che è squilibrato su diversi piani: a livello fisico, per esempio, favorirà il rilassamento e uno stato mentale meditativo; sul piano energetico, invece, stabilizzerà i Chakra (specie il Mooladhara) allineandoli tra loro e normalizzando i flussi energetici.

Un altro esempio di analogia è rappresentato dal Rito Lunare, che novizi e anziani della Fratellanza di Miriam eseguono il giorno di Luna Nuova, nell’ora della fase. In tal caso si sfrutta un’analogia planetaria (la Luna era considerata anticamente un pianeta), cioè Macrocosmica.
E’ noto che il Ciclo Lunare, agendo sul magnetismo terrestre, condiziona i ritmi naturali regolando le stagioni, provocando le maree, influenzando i raccolti e persino il sesso dei nascituri, secondo una tradizione popolare che sembra aver trovato conferma in alcuni studi recenti.
Si può dire che l’influenza lunare, tipicamente ciclica, regoli i bioritmi in tutto il Regno Naturale. Gli Ermetisti definiscono col termine Corpo Lunare la parte emotiva, essenzialmente inconscia, dell’essere umano; cioè quella porzione dell’anima che è intimamente connessa con i meccanismi della percezione (sensibilità esterocettiva) e della reattività psicosomatica.

Il giorno di Luna Nuova il satellite non è visibile e inizia il suo ciclo astronomico, che dura 28 giorni e comprende quattro fasi (Luna Nuova, Luna Crescente, Luna Piena e Luna Calante).
Tradizionalmente le fasi di Luna Nuova e Luna Crescente sono considerate anaboliche e nutrienti, nel senso che qualunque forma – naturale o concepita mentalmente – trova in tale periodo le condizioni migliori per il suo sviluppo. I bioritmi naturali raggiungono l’acme della loro espressione in Luna Piena, per poi iniziare una lenta fase involutiva (Luna Calante) fino a un valore minimo (Luna Nuova). Dopo di che il ciclo ricomincia.

L’anima dell’uomo, quando viene al mondo, è analogicamente simile alla Luna Nuova, perchè priva delle impressioni sensorie derivanti dalla passata incarnazione. L’anima è cioè energeticamente pura, dopo essere passata attraverso il processo di decantazione fluidica definito ermeticamente seconda morte.
Sfruttando tale analogia, nel Rito Lunare l’intenzione del discepolo è di liberare la sua sensibilità (Corpo Lunare) dalle impressioni squilibranti accumulate nel corso dell’esperienza, appunto allineando il suo metabolismo interiore al ritmo lunare.
L’informazione in tal caso riguarda la Luna, ma agisce sulla psiche del discepolo in senso analogico, perchè – come si è detto – vi è una precisa corrispondenza tra il Ciclo Lunare e i fenomeni naturali, e tra questi e l’uomo.

Si potrebbero fare infiniti esempi di come la Legge di Analogia è utilizzata in campo esoterico. Nella Magia popolare, per esempio, si curano le infezioni dentarie e le ferite infette utilizzando la collaborazione delle piante. L’informazione di guarigione è fornita al paziente attraverso un atto di Magia analogica.
Con un coltello affilato il terapeuta stacca un pezzo di corteccia da un albero e inserisce sotto di essa un batuffolo di cotone, imbevuto di secrezione purulenta o di sangue infetto. Qui le informazioni in gioco sono numerose. In particolare:
– Il fluido corporeo è simile alla linfa.
– La Linfa purifica il sangue dai germi infetti.
– L’energia della pianta guarisce il corpo.

Anche la cosiddetta Magia Nera, cioè egoistica, si serve dell’analogia per inviare alla vittima del sortilegio informazioni negative. Tutti conoscono la parola “fattura”, cioè le aberranti pratiche d’involtamento praticate dagli stregoni con l’obiettivo di distruggere nemici, uccidere il bestiame dei vicini o conquistare con la forza la condiscendenza di un’amante. Sono pratiche medievali, ma ancora in auge presso alcune culture tribali e persino in alcune regioni italiane.
Il meccanismo è sempre lo stesso, cioè l’analogia, la corrispondenza tra fattori apparentemente lontani e diversi tra loro, ma accomunati sul piano dell’informazione. In realtà potremmo paragonare l’informazione a uno stampo energetico, che imprime la sua forma ovunque e in ogni parte del Macrocosmo (Natura, Pianeti, Stelle) e del Microcosmo (uomo).

La stessa informazione, trasmessa magneticamente, produrrà effetti diversi sul piano mentale, emozionale e fisico. Le possibili manifestazioni sono innumerevoli e possono essere rintracciate in ogni campo dello scibile umano.
Ecco perchè non è facile individuare le analogie, anche se alcune Tradizioni Esoteriche contengono delle chiavi interpretative che possono essere usate con successo. In alternativa occorre sviluppare la propria sensibilità a tal punto da raccogliere empaticamente l’informazione, stabilendo un ponte di consapevolezza tra eventi in apparenza senza alcun rapporto tra loro.

III

L’Astrologia è un campo d’attività basato sulla Legge di Analogia e sulla ricerca dei Principi Primi. L’Astrologia identifica nei sette Pianeti (Sole, Luna, Mercurio, Marte, Venere, Giove e Saturno) le unità di cui è composta la molteplicità, in modo da ridurre tutte le infinite manifestazioni a poche qualità originarie. Tali qualità sono pertanto delle Idee Archetipe, presenti e rintracciabili nel regno animale, vegetale e minerale.
I Pianeti rappresentano quindi i Principi Primi, le informazioni basilari, le idee originarie da cui tutto scaturisce e alle quali ogni cosa fa riferimento. Un Principio Primo attraversa verticalmente tutti i piani delle forme di manifestazione. Il numero dei piani è in pratica illimitato, ma essi sono tutti accomunati dallo stesso Principio Originario.

La Legge di Analogia unisce in Categorie Prime l’infinità della manifestazione. Perciò, sapendo collegare aspetti diversi della realtà, si può risalire al Principio Primo che li anima, individuando ciò che li accomuna su ogni piano e le qualità essenziali che s’intendono sfruttare.
Nell’Astrologia le Categorie Prime sono identificate con i corpi celesti e in particolar modo con i sette Pianeti, che oggigiorno sono diventati dieci (Nettuno, Urano e Plutone), nel tentativo di individuare nuove Categorie Prime che possono giocare un ruolo nella vita umana.

Pertanto l’Astrologia è la dottrina dei Principi Primi, non delle Stelle. Tali Principi Primi, come si è detto, attraversano tutti i livelli della manifestazione. Nascono così delle Catene Analogiche, i cui anelli appartengono a piani diversi pur rappresentando tutti il medesimo Principio. Ovviamente chi realmente conosce l’Astrologia, col tempo non avrà più bisogno di una mappa astrologica, perchè imparerà a conoscere i Principi Archetipi in tutti i piani.
L’Oroscopo mostra in forma simbolica lo specifico ordine e il reciproco rapporto dei Principi Primi al momento della nascita. Rappresenta quindi il programma che la persona dovrà svolgere in questa vita. Le Costellazioni, a loro volta, sono dei raggruppamenti di Principi Primi. Ogni Costellazione indica un compito, un’attitudine, un problema che attende di essere risolto e che quindi rappresenta l’eredità storica dell’anima.

Tutte le Costellazioni vigenti al momento della nascita dovranno essere trasformate in vita vissuta, attraverso la realizzazione attiva e dei passi in avanti sulla strada dell’apprendimento. Lo scopo dell’anima è di migliorare e imparare dall’esperienza. Ciò si ottiene attraverso un duro lavoro su se stessi, come nella strada spirituale; o assecondando le linee del Destino con la comprensione, la fede e l’accettazione delle prove che si dovranno affrontare.
Spesso ho posto l’accento sul valore catartico della sofferenza. A volte l’uomo si rifiuta di cogliere i segnali che vorrebbero sospingerlo in una data direzione. Sono segnali dell’anima, cioè dell’Uomo Storico. Sono tracce del Destino, informazioni prime di un’Entità Spirituale che vuole esperire il suo Karma.

Seguire gli impulsi dell’anima, trasformando il potenziale in reale, è difficile e non è mai un atto volontario. La sofferenza, legata a eventi apparentemente casuali, ma in realtà analogici, pone rimedio all’innata pigrizia dell’essere umano e alla sua inconscia paura del cambiamento.
La sofferenza rompe gli equilibri di una mente sclerotizzata nella personalità, mette in gioco le risorse più intime dell’interiorità, dissolve i fantasmi illusori dell’Ego e libera la mente dalle coercizioni dell’inconscio.

Nel campo esoterico, ma anche nella Religione, la sofferenza dev’essere accettata e sublimata in una silenziosa offerta a Dio, che si tratti del Dio Cristiano o del Dio individuale dell’Ermetismo. Solo in tal modo il dolore può essere trasceso, la stasi è superata e il viandante della vita può riprendere il suo cammino da una posizione più avanzata.
La sofferenza in definitiva (quando è karmica), per essere efficace in senso spirituale deve operare un vero e proprio reset dell’individuo, facendo emergere dalle caligini dell’inconscio il vero Spirito Ermetico.
La sofferenza dev’essere compresa nel suo valore di evoluzione e pazientemente accettata. Non insisto ulteriormente su questo punto. Tuttavia a volte le idee di chi compie i primi passi sulla strada spirituale sono sbagliate.
Si pensa che si tratti di fare una passeggiata in compagnia di qualche Elfo o di una Ninfa ben disposta. Ben presto un simile iniziato resterà disilluso, specie quando dovrà confrontarsi con la sofferenza.

Certo è vero, tutti soffrono. L’iniziato però soffre più degli altri, perchè il suo scopo (e anche la sua sfida) è di modificare il proprio Oroscopo, o meglio di realizzarlo in pieno, in modo da eliminare ogni carico pendente ai fini delle sue future incarnazioni.
Nell’iniziato dell’Ermetismo, l’intero campo morfico dev’essere resettato e purificato. Le tracce informative di altre vite devono essere corrette e integrate con le nuove linee prime dell’evoluzione ermetica e infine armonizzate con la vita reale in una coscienza completamente rigenerata. L’Ombra, ricettacolo di pulsioni rimosse, dev’essere decantata dai fattori destabilizzanti e progressivamente assorbita nella coscienza unitaria dell’iniziato.

Si tratta di un processo lungo, che può essere definito di Purificazione Isiaca. Iside è la dea della conoscenza ed è anche la personificazione dell’aspetto femminile e materno della Natura. Nell’uomo l’aspetto isiaco è quello morale, animico, sentimentale ed empatico. Esso comprende anche il piano energetico, che attraverso le correnti elettro-magnetiche tiene unito il nostro mondo di cartapesta, consentendo alla forma corporea di mantenersi integra per il tempo della vita.
Nel nostro corpo si rintracciano tutte le catene causali analogiche. In quelle catene, molto complesse e intricate, occorrerà penetrare, se non con l’intelletto almeno con l’intuizione, al fine di semplificare e regolare il meccanismo delle Cause Prime che devono essere rese armoniche con quelle che operano in Natura.

Occorre conseguire la semplicità e l’innocenza di un bambino, aprirsi alla vita applicando intuitivamente le leggi naturali, lasciandosi guidare dalle analogie che pullulano intorno a noi e che l’iniziato, divenuto saggio, deve imparare a riconoscere in sé e negli altri. Solo chi abbia realizzato, almeno in parte, tale stato di coscienza può definirsi progredito.
Chi ha creato in sé l’armonia, è sano dentro e fuori, nell’anima e nel corpo. Ogni volta che il maglio della sofferenza lo colpirà, l’iniziato riprenderà dignitosamente il suo cammino, più puro e forte che mai, verso la sua Meta lontana. E sarà pronto per l’ulteriore, se il Destino prevede che egli vada oltre e se le Forze Invisibili, in risonanza con la sua anima, decideranno di aiutarlo.
Purtroppo questi semplici principi il più delle volte non sono compresi. Si perde tempo prezioso in dispute inutili, in sterili ricerche intellettuali e in polemiche senza senso. Si critica il vicino e non si percepisce il dolore dello stiletto della disarmonia, infisso profondamente nel proprio cuore.
Se ogni ricercatore comprendesse che è lui stesso l’oggetto della purificazione e che dovrebbe insistentemente coltivare le virtù della fede, dell’umiltà e della perseveranza, molte disillusioni e disgrazie gli verrebbero risparmiate.

Amare Amare Amare

E’ il solo modo per riuscire. Non esiste altra strada che questa.

FINE DELLA PRIMA PARTE

Maestri di se stessi – Mario Krejis

di Mario Krejis

Pongo una domanda al lettore: è possibile percorrere da soli la Strada Spirituale, qualunque sia, cioè senza l’aiuto di un Maestro o di chi sia già passato attraverso le esperienze che si è disposti a sopportare per raggiungere una Meta, che di solito è confusa e sfuma all’orizzonte della fantasia?
La risposta è certamente positiva. Si può farlo, se si è abbastanza intelligenti da capire ciò che si vuole e sino a che punto si è disposti a rischiare. Accettato il concetto che tutti gli uomini possiedono un’anima, resta da comprendere il significato dell’evoluzione spirituale per trovare il proprio sistema di risalita verso i Cieli (se si è mistici) o verso uno stato di più integrale umanità, se si cammina con i piedi per terra come certi amici miei di buone speranze e di sano ottimismo italico.

Si può essere Maestri di se stessi? La mia risposta è ancora una volta sì, se chi inizia sa come sottrarsi al fascino malefico dell’Ombra (in senso Junghiano), acquisendo quella capacità di distacco che lo rende capace di essere un preciso osservatore dei suoi processi mentali e –soprattutto- un fedele interprete dei propri dinamismi incoscienti, fino ad assimilarli ristabilendoli nell’equilibrio di una mente emancipata e solare.

Chiedo ancora: Sei tu, maestro di te stesso, capace di tanto? Hai tu la potestà di riunire le parti della tua coscienza, senza che uno psicanalista debba somministrarti i suoi fumosi rimedi, che ti trasformeranno ipoteticamente in una persona più felice e saggia?
Io credo che ciò sia possibile. Perciò, amico mio, non hai bisogno di un Maestro che t’insegni l’abicì dell’Ermetismo, o di un Eggregore che ti accolga per correggere le tue trascurabili imperfezioni.
Tutto è in te, o uomo che ricerchi! Gli ingredienti della ricetta ermetica sono già pronti, nel tuo corpo e nella tua anima, come i pezzi di un meccano che devi fissare con le viti della pazienza e della costanza, per realizzare il luminoso disegno che hai predisposto per te stesso.

E l’ingegnere? Non ne hai bisogno! Anche l’ingegnere è in te!
Dunque meno ciance e più azione!
Lavora su te stesso e produci: angeli o sifilitiche macchiette d’uomo emancipato? O diavoletti dal pisello spuntato? Non temere qualcosa sicuramente realizzerai. E fra qualche anno pubblicherai le tue conquiste nell’archivio dei sogni infranti. Oppure, rimpiangendo d’aver perso tempo, maledirai il giorno che decidesti di tentare un’impresa così assurda.

Sarà realmente così? Non ha importanza. E’ vero ciò in cui si crede. Ognuno ha diritto alla sua personale verità.

Amico mio, ormai ho quasi in odio il termine Maestro. Non provi anche tu una sottile nausea per la parola tanto abusata? Apprezzo i maestri di scuola. Ma nel campo spirituale, chi sarebbero quei pozzi di scienza infusa, i sedicenti prodotti di un’aristocrazia interiore tutta da dimostrare?
Forse anche tu, un giorno, troverai un discepolo. Gli presenterai la torta della tua sapienza, adornata con le ciliegine delle tue proiezioni inconsce, delle tue paure, dei tuoi sensi di colpa e d’inferiorità. Diventerai anche tu un Maestro.

Kremmerz consigliava ai novizi maniscalchi di rivolgersi al maestro artigiano, per imparare a trattare il ferro. Quello che poteva fare un fabbro, con pochi colpi ben assestati, non poteva farlo nessun altro.
Vedete? L’importanza di rivolgersi a un esperto! … Per i giusti investimenti, s’interpella l’amico bancario. Per dirimere una disputa legale, ci si rivolge a un avvocato. E più bravo è, meglio sarà per voi.
Il concetto è logico: Experientia Docet!

Così dovrebbe essere anche nel campo spirituale. Però, a quanto pare, così non è. Faccio una proposta. Aboliamo dal lessico esoterico la parola “Maestro”. Sfrondiamo il concetto dai fronzoli della creduloneria, del misticismo di proiezione, dell’alone di mistero e di magia.
San Pancrazio, fammi la grazia! Ho un callo che mi tormenta il piede. Fallo sparire tu, con le tue benedizioni!
Oh Maestro venerabile, trasformami in un Mago con la tua bacchetta dell’Arte! Donami la Luce! Ma fallo nei giorni feriali, perchè nel week-end devo riposarmi!

Barzellette! … Nel primo caso San Pancrazio continuerà a dormire i suoi sonni beati. E nel secondo il cosiddetto Maestro dispenserà solo i profumi della sua megalomania e gli improbabili prodotti del suo Ego.

Dunque eliminiamo i Maestri. Non esistono.
Crowley? era un pazzo scatenato. La Blavaski? Un’isterica boriosa, con la tiroide ipertrofica; Gurdieff? Un ballerino sfruttatore di talenti danarosi. E Kremmerz? Ahimè! Il solito chiacchierone napoletano: una benedizione qui un piatto di spaghetti là … e panzane per tutti!

No, discepolo di te stesso, i Maestri non esistono e non devono esistere.

E ora ti svelo l’arcano degli arcani. La strada spirituale non esiste: è un’invenzione di Santa Romana Chiesa. E non esiste neppure l’evoluzione delle anime. L’hai mai vista tu, un’anima?

E allora che si fa? La mia risposta è semplice: Si vive, si mangia e … si muore.


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Là su, là su, dove salir non anche
fu dato al nostro desiderio intenso
forse un dì voleremo, anime stanche
spiriti vani e liberi dal senso.

Là su, là su, dove le stelle bianche
fan la notte più bella e il ciel più denso,
anime volerem giulive e franche,
raggi di luce ne l’azzurro immenso.

Voleremo a delizie interminate
in alto, in alto, luminose larve
eternamente libere e beate.

Scorderemo lassù l’antico errore
e questo mondo vil, dove ci parve
balsamo l’odio e tossico l’amore

Lorenzo Stecchetti

Medicina Quantistica – Andrea Gadducci

di Andrea Gadducci

Presentazione di Mario Krejis

Con piacere presento ai lettori di Ermetismo un interessante articolo di Andrea Gadducci sulla Medicina Quantistica, che credo sarà utile a chi voglia comprendere i principi basilari della Nuova Fisica, con particolare riguardo alle sue applicazioni in campo medico.
Il mio non è un interesse solo professionale. Le teorie della Fisica Quantistica hanno rivoluzionato il mondo dell’Esoterismo, offrendo una spiegazione scientifica (e in parte sperimentale) di molte antiche conoscenze, che fino a qualche tempo fa erano relegate negli archivi della superstizione o della magia.

La telepatia, la divinazione, la rabdomanzia, il magnetismo, la pranoterapia, i Chakra, il Reiki e tutti i miracoli dei guaritori spirituali e dei santi hanno in parte trovato conferma negli assunti delle teorie quantistiche, confermate in laboratorio da fisici, medici e ricercatori di frontiera.
In particolare la Medicina Olistica, che considera l’essere umano in una visione unitaria di mente anima e corpo, ha tratto vantaggio dalle nuove conoscenze attraverso l’elaborazione di protocolli curativi basati sull’uso di frequenze, risonanze e terapie elettro-magnetiche, informatizzate ciberneticamente e personalizzate per ogni singolo paziente.

La Naturopatia, l’Agopuntura, l’Omeopatia, la Medicina Tradizionale Cinese, l’Ayurveda, l’Yoga, la Nuova Medicina Germanica, la Chiropratica e molte altre discipline, che costituiscono il Corpus della Medicina Alternativa o Complementare, sono state interpretate alla luce delle moderne teorie della Fisica Quantistica; come pure la cosiddetta Medicina Psicosomatica, la Psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI) e l’Epigenetica.
Naturalmente, come accade nelle rivoluzioni culturali, vi sono state esagerazioni e interpretazioni interessate. Alcuni intraprendenti esperti di coaching, osteopati fisioterapisti e medici, esponenti di rilievo della cultura New Age, hanno cavalcato l’onda del filone quantico per creare nuovi metodi di realizzazione personale mirati al conseguimento del potere e della felicità.

Rhonda Byrne col suo “The Secret”, Eric Pearl con le sue promettenti tecniche di Reconnection, Vianna Stibal con il Theta Healing, Richard Bartlett con il Quantum Energetics, Frank Kinslow con l’Eufeeling, Vladimir Zeland con il Transurfing, Alexander Loyd con i Codici di Guarigione: sono solo alcuni tra i tanti personaggi, intraprendenti e a volte bizzarri, che hanno conquistato la notorietà promettendo il successo e la salute a chiunque adotti il loro sistema di pratiche.

Sui risultati di tali tecniche vi sarebbe da argomentare. Se fosse così facile trasformare la sfortuna e l’insoddisfazione in potere e in saggezza, il nostro sarebbe un mondo migliore e non ci sarebbe più bisogno dell’Ermetismo o di qualunque altra strada di evoluzione spirituale.
Anche alcuni italiani hanno sposato lo stesso atteggiamento mentale, applicando la loro inventiva, tutta levantina, alla Fisica Quantistica e superando (in furbizia) molte ingenue concezioni dei loro colleghi d’oltreoceano. Sono nate così l’Alchimia Quantica, il Tantrismo Quantico, il Sesso Quantico, ecc. Non ci meravigliamo, sono le degenerazioni del sistema. In fondo tutto il mondo è paese.

A parte ciò, la conoscenza dei principi fondamentali della Fisica Quantistica è consigliabile anche a chi, come noi, si occupa di scienze dell’anima. Non è semplice aprirsi al nuovo. Si può credere nei miracoli o nella forza del pensiero ma poi, il più delle volte, si preferisce continuare la propria vita come se nulla fosse, senza modificare i propri parametri di giudizio e le proprie abitudini.
Molti cultori di Ermetismo affermano a parole di credere nei principi ermetici, ma all’atto pratico sposano la mentalità comune, il solito tranquillizzante materialismo infarcito di buon senso e di razionalità.
Sussiste spesso nell’iniziato una dicotomia tra il suo mondo ideale e la realtà. Egli vive sospeso tra questi due mondi (senza farsene troppi problemi), non sapendo così di rinunciare a vivere più integralmente la propria esperienza spirituale.

La Fisica Quantistica sfida l’ermetista alla ricerca e all’approfondimento. Essa è il modo intelligente di uscire da idee pedissequamente accettate, per iniziare una nuova e più fruttuosa analisi delle proprie convinzioni alla luce di ciò che di vero e di concreto offre la moderna ricerca scientifica.
La Medicina, in particolare, è un campo ideale di sperimentazione delle teorie quantistiche e, per noi ermetisti, può rappresentare l’anello mancante tra scienza moderna e Alchimia Spirituale. Molte pratiche terapeutiche dell’Ermetismo trovano spiegazione nella teoria dei quanti, come si avrà occasione di costatare leggendo gli altri articoli contenuti nella rivista.

Tuttavia, come si è detto, non è facile penetrare in questo mondo. Serve un vero e proprio salto culturale, un cambio di mentalità. Posso affermarlo con cognizione di causa, avendo io stesso approfondito con impegno i temi della Medicina Quantistica, con l’intento di verificarli personalmente interpretandoli alla luce delle conoscenze ermetiche.
Non ho certo mia intenzione fondare una scuola di Ermetismo Quantico. M’interessa invece rendere più efficace l’opera di svecchiamento del linguaggio ermetico, di cui mi occupo da parecchio tempo.

Andrea Gadducci è un brillante ingegnere elettronico e un manager di successo. Ligure di nascita, romano d’adozione, qualche anno fa ha fondato una promettente azienda di strumentazioni elettromedicali, che intelligentemente ha intitolato Tecnologie per la Vita (BIOT). Fin qui nulla di straordinario.
Ciò che rende particolare Andrea Gadducci, dal nostro punto di vista, è la sua sincera passione per la Fisica Quantistica e il suo interesse per le implicazioni spirituali di questa scienza. Qualche anno fa, per risonanza spirituale, egli fece un incontro importante che avrebbe dato un ulteriore impulso ai suoi studi e alla sua ricerca personale. Conobbe un fisico e inventore tedesco di nome Kiran Schmidt, un gigante biondo dall’espressione gioviale, simile più a un vichingo che allo stereotipo dello scienziato. Sicuramente un uomo dotato di genialità e grande intelligenza.

Kiran Schmidt è l’inventore di una complessa e raffinata apparecchiatura medica, basata sui principi della Fisica Quantistica, che è utilizzata con successo in soggetti con malattie fisiche e mentali. La particolarità dell’apparecchio consiste nella sua capacità di scandagliare il Campo Informazionale del paziente, analizzando gli aspetti della psiche che sono all’origine di catene causali che portano a squilibri emozionali e fisici. L’approccio di Kiran alla salute umana è quindi prettamente olistico. Una stessa informazione, definibile come uno schema energetico, agisce su tutti i livelli della manifestazione, potendo determinare i suoi effetti su qualunque piano (mentale, emozionale e fisico). Pertanto il Campo Informazionale (o Morfogenetico) può essere considerato una mappa olografica particolarmente complessa, contenente gli schemi esperienziali e personalizzati di ciascun essere vivente.

Nella ricerca di possibili fattori di patologia, le migliaia di risonanze contenute nel software (affermazioni, terapie naturali, agopuntura, omeopatia, emozioni, ecc.), convertite numericamente da un algoritmo complesso, sono correlate radionicamente al soggetto. Il grado di similitudine (cioè di risonanza) è quindi espresso in valori percentuali, che esprimono la probabilità che una data risonanza (o gruppo di risonanze) sia sincronica con l’aspetto informazionale che nel paziente è deteriorato o mancante.
Con un po’ di esperienza, e soprattutto con l’intuizione, è possibile scoprire le analogie statisticamente più rilevanti e farsi un’idea abbastanza precisa della vera natura del problema medico. Individuato lo schema informazionale, collegato con la malattia, il passo successivo consiste nel trasmettere al paziente le informazioni mancanti, basandosi sul concetto (applicato in Omeopatia) che qualunque principio in grado di provocare una malattia, se opportunamente somministrato (cioè in dosi omeopatiche), ha il potere di guarire.

Per l’approccio informazionale non è necessaria la presenza dell’ammalato. Infatti, poiché nella dimensione informativa non esiste nè Spazio nè Tempo, si può eseguire la diagnosi informazionale anche a distanza. Stabilito il contatto empatico, attraverso un testimone (in genere una fotografia), la trasmissione avviene senza bisogno di contatto fisico. Analogamente le informazioni sono trasferite al paziente radionicamente oppure sono convertite in frequenze, trasmesse a loro volta tramite l’elettricità o il magnetismo.

Non aggiungo altro. Il Campo Morfogenetico può essere considerato la radice del Destino, riassumendo l’aspetto informazionale dell’iter reincarnativo. Dal punto di vista iniziatico, il Campo Morfogenetico è assimilabile all’anima o piuttosto – per usare la terminologia ermetica – al Corpo Mercuriale (Mentale). Esso da un lato si continua con l’Intelligenza Superiore, cioè con la dimensione dello Spirito (Corpo Solare); dall’altro si estende verso il Corpo Lunare (o Fluidico), ossia nel campo prettamente energetico ed emozionale (Sistema Neurovegetativo), fino a coinvolgere la fisicità (corpo materiale).

Le leggi che governano il mondo del pensiero sono diverse da quelle che regolano la realtà fisica. In particolare:

Legge di Analogia: una qualunque informazione influenza contemporaneamente tutti i Piani della realtà (mentale, emozionale e fisica).
Legge di Corrispondenza: è basata sul principio olografico, secondo il quale l’essere umano (Microcosmo) contiene la rappresentazione informazionale di tutto l’Universo (Macrocosmo).
Legge di Risonanza: l’uomo è cosciente solo di ciò con cui entra in risonanza. Pertanto le coincidenze sono l’espressione fenomenica del rapporto analogico che si stabilisce tra i vari piani del Campo Informazionale.

Ho voluto descrivere brevemente l’apparecchio di Kiran, perchè rappresenta un’applicazione pratica e accessibile dei principi della Fisica Quantistica. Per noi è la prova della verità di molte conoscenze antiche, di cui fino a poco tempo fa non si aveva nessuna conferma.
Alla luce di quanto esposto, possiamo definire il significato di alcuni termini propri del linguaggio ermetico:

1) La Teleurgia: è la terapia psichica a distanza, resa possibile dal carattere non localistico dello spazio informativo.
2) La Psicurgia: è la possibilità di intervenire in senso terapeutico attraverso l’Informazione, cioè manipolando il Campo Morfogenetico del paziente e integrandolo con le informazioni di cui è deficitario.
3) I Geni Terapeutici: sono estroflessioni della volontà dell’iniziato, che funge da veicolo d’informazioni correttive. I Geni si trovano al di fuori della dimensione temporale e sono ubiquitari, nel senso che agiscono nella dimensione mentale, emozionale e fisica. Le cosiddette “Cifre di chiamata” sarebbero altresì delle rappresentazioni ideografiche (frattali) di circuiti informativi, relativi alla finalità terapeutica di ogni Entità.
4) I talismani con incise la cifra del Genio curativo e le generalità del paziente, che gli iniziati di alcune Fratellanze Ermetiche portano indosso per scopi curativi, sono sistemi inconsci di polarizzazione della volontà del terapeuta, che li alimenta col proprio magnetismo corporeo (veicolo d’intenzionalità).

Si potrebbero trovare molte altre corrispondenze tra l’antica Scienza di Ermete e la moderna Fisica Quantistica, cercando ovviamente di restare con i piedi sulla terra e di non fare troppi voli pindarici. Credo che ogni Ermetista debba conoscere tali aspetti e, se possibile, diventare egli stesso uno sperimentatore. La comprensione dei problemi migliora la capacità operativa. Pertanto tutti trarranno vantaggio da un’espansione quantica della loro consapevolezza.
In fondo è il fine che mi propongo: trasformare l’Ermetismo in un’esperienza più credibile, a disposizione di ogni persona sana e intelligente. Così – mi auguro – la modernità si trasformerà in Medicina Aurea.

 

Medicina Quantistica

di Andrea Gadducci

Con il termine “Medicina Quantistica” indichiamo un nuovo tipo di medicina vista con l’ottica della fisica quantistica, che come molti sanno è quella parte della fisica che indaga la realtà nel campo dell’infinitamente piccolo.

L’essere umano è costituito di materia ed energia, indissolubilmente legate fra loro e trasformabili una nell’altra. Inoltre l’energia è anche vibrazione e quindi frequenza, pertanto un corpo materiale non solo possiede energia, ma può anche emettere o assorbire frequenza. Ogni cellula del nostro organismo, tramite il suo DNA che funziona come un trasmettitore–ricevitore, emette e può ricevere segnali frequenziali e tutte le cellule dell’organismo sono in continua e istantanea comunicazione fra di loro e si scambiano messaggi elettromagnetici con precisi effetti biologici.

Tutto questo costituisce un sistema di autoregolazione continua, i cui dati viaggiano in continuazione tra le cellule per mantenere un equilibrio dinamico che si adatta alle modificazioni interne ed esterne e rappresenta equilibrio e salute.

Quando insorge un disturbo nella rete elettromagnetica di controllo e quindi nel sistema di autoregolazione, può insorgere una patologia. La Medicina Quantistica studia l’aspetto energetico-elettromagnetico della fisiologia e interviene su questo piano.

Un aspetto importante dal punto di vista psicologico è il fatto che emozioni come rabbia, gioia, ansia etc. hanno effetti sul nostro corpo, di conseguenza modificano le frequenze che il corpo emette. Tutto ciò può essere rilevato, di conseguenza, tramite il livello frequenziale, si possono indagare anche le emozioni. È importante notare come a livello frequenziale non si faccia distinzione tra fegato, rabbia, il sistema immunitario, o un singolo batterio, l’ansia etc. poiché sono tutte frequenze vibratorie e si distinguono tra loro “solo” per la particolare frequenza, come si può vedere dai campi di applicazione.

Meccanica e Fisica Quantistica

Fu Max Planck, agli inizi del Novecento, a introdurre per primo il concetto del “quanto” come la particella elementare costituente elettricità e materia. Questa intuizione, che si concretizzò nel dualismo onda-corpuscolo della materia, portò al fallimento delle teorie classiche e fu terreno fertile per numerosi studiosi come J. C. Maxwell, W. Heisemberg, A. Einstein, Popp, Frohlch, P. Nogier, i quali affiancarono alla Fisica studi paralleli di Chimica, Medicina, Biologia ed arrivarono a dimostrare come l’uomo e l’universo siano un tutt’uno, interconnessi da una matrice primordiale che permette all’uno di influenzare l’altro e viceversa.

Albert Einstein non avrebbe mai potuto realmente accettare la teoria quantistica come una scienza finita, perché la meccanica quantistica poteva in generale solo dare le probabilità di come singole particelle si sarebbero comportate, e non calcolare certezze assolute. Da qui, l’origine della famosa obiezione di Einstein “Dio non gioca a dadi con l’universo”. Il famoso scienziato ha sempre sperato che, alla fine, qualcuno sarebbe stato in grado di trovare tutti i parametri e i principi che avrebbero permesso alla fisica di calcolare tutto con la precisione desiderata, ma ciò non avvenne.

La teoria quantistica è stata chiamata prima meccanica quantistica, perché si supponeva che ci doveva essere una qualche legge meccanica coinvolta nel movimento delle particelle atomiche e dei quanti di energia simile a quella che descrive la meccanica dei corpi macroscopici, come i pianeti. Tuttavia, si è constatato che particelle strettamente legate si comportano come onde, e che ognuna influenza le altre come se fossero un unico essere. In un senso più ampio, la teoria quantistica è quindi la scienza dei sistemi complessi, e lo strumento principale della meccanica quantistica è la statistica. La teoria quantistica ha quindi una portata molto più ampia del mondo microscopico, e può essere applicata a sistemi in generale dove molte singole parti lavorano insieme e si influenzano a vicenda. Un esempio lampante di sistemi del genere è quello rappresentato dagli esseri viventi, poiché ognuno è una rete molto complessa di cellule, organi e sistemi che interagiscono continuamente. Pertanto, la scienza quantistica offre gli strumenti adeguati per lo studio di tutti gli aspetti del comportamento del genere umano, così come le interazioni tra parti del corpo, mente ed emozioni come un’unica rete interconnessa. La medicina quantica, dunque, è una medicina che vede la vita, la salute e la malattia come fenomeno di rete, utilizzando la statistica come strumento analitico.

La scienza quantistica non è, come credeva Einstein, una scienza incompleta, ma una scienza molto avanzata perché ammette che nei sistemi complessi la scienza possa dare solo probabilità in merito al comportamento dei singoli componenti. Le tecniche che le compagnie di assicurazione usano per calcolare la probabilità di malattie, incidenti o catastrofi naturali sono molto vicine a quelle della teoria quantistica, perché entrambe lavorano con sistemi di rete complessi. Guardando a un livello più profondo di Einstein, è in realtà molto rassicurante che nella teoria quantistica non ci sia modo di dare numeri assoluti e date per tutto ciò che accadrà ad un dato individuo, poiché questo potrebbe escludere qualsiasi libero arbitrio. Inoltre, creerebbe un paradosso insormontabile immaginare che noi vogliamo vivere in piena libertà in un mondo che è completamente imprevedibile, quando ogni nostro atomo e ogni nostra cellula è costituita dal materiale di quello stesso mondo.

In sintesi, la medicina quantica realizza la connessione di tutto, e quindi dispositivi e metodi che pretendono di applicare i principi quantistici devono prima di tutto essere loro stessi collegati con quello che pretendono di trattare. Una connessione reale però è sempre un processo a due vie, che significa che il processo di trattamento è un qualcosa che va adattato in base ai segnali ricevuti indietro dal destinatario.

Materia, Energia, Informazione, Coscienza – il modello C.I.E.M.

La conoscenza e la consapevolezza di tutte quelle leggi fisiche a cui la materia biologica risponde sono da considerarsi fondamentali per tutti i professionisti della salute e del benessere.

Einstein ci insegna come tutto ciò che è Materia, in realtà è anche Energia, entrambi correlati dall’equazione E=mc2; anche Energia ed Informazione sono legate tra loro secondo una relazione di dipendenza in cui rientra anche la costante di Planck

h, cioè I=f (E, h).

Informazione, Energia e Materia sono quindi tutte collegate a cascata, la materia non esiste senza energia, che a sua volta non ha forma senza informazione. In altre parole, la nostra mente produce informazioni che poi vengono messe in moto dall’energia per governare la materia E’ pertanto proprio l’informazione che determina come si deve comportare la materia, ed è quest’aspetto del mondo fisico che va necessariamente approfondito. Una semplice rappresentazione di tutto questo è il modello:

C.I.E.M. = Coscienza, Informazione, Energia, Materia.

• Il primo piano della realtà, quello della materia, è quello più intuitivo per i nostri sensi. Appartengono a questo piano, governato da spazio e tempo, ad es. la chimica con tutti gli elementi, le cellule di un organismo vivente, le molecole nelle varie forme (solida, liquida, gassosa), le particelle elementari come elettrone e fotone, e tutte queste entità ci risultano sperate e ben definite.
• Il piano dell’energia, collegato al primo dalla famosa equazione di Einstein, dipende ancora dai concetti di spazio e tempo, e solo negli ultimi due secoli abbiamo cominciato a familiarizzare con i concetti che sottende: elettromagnetismo, energia meccanica (es. suono), potenziali di membrana cellulare, legami tra molecole, correnti elettriche, campi magnetici, calore, lavoro, e di nuovo elettrone e fotone, che ritroviamo anche qui a causa della loro natura duale particella-onda.
• Il mondo dell’informazione è quello di cui si parla tanto ultimamente, ma del quale si conosce ben poco. L’informazione è, in sostanza, ciò che da forma all’energia, e quindi alla materia, in altre parole la matrice che governa l’universo, in cui è scritto che quegli atomi devono vibrare a quella frequenza. A questo livello non vi è più distinzione, tutto l’universo è interconnesso, siamo anche fuori dalle leggi dello spazio e del tempo.
• In un paragone con l’antichità, parliamo del motore immobile di Aristotele, o della monade di Platone. Cimentandoci in un paragone più attuale invece, è come se l’informazione fosse il software che governa il funzionamento di un PC, dove l’energia è rappresentata da tensione, corrente, suono etc. mentre le diverse parti fisiche (case, cavi…) sono la materia. Alcuni concetti risonanti col mondo dell’informazione sono ologramma, programma, idea, simbolo, numeri, frequenze…
• Infine abbiamo la coscienza, che è ciò che sceglie di interagire col tutto in diverse forme, sia volontarie che involontarie (coscio, inconscio, inconscio collettivo). Applicando questo modello ad un’azione quotidiana semplice, come il movimento di un braccio da un punto A ad un punto B, ho la seguente sequenza:

1. Coscienza: desidero muovere il mio braccio da A a B. Creo in tempo reale le coordinate di movimento nel piano dell’informazione
2. Informazione: ho le coordinate di movimento passate dalla coscienza, informo (= dò forma) all’energia per raggiungere tale scopo
3. Energia: trasmette l’informazione attraverso varie forme, come impulsi elettrici, biofotoni etc. alla materia M, che si muove.
4. Il braccio esegue il movimento da A a B

Uno dei principali problemi della medicina attuale è che questa lavora quasi esclusivamente sul piano della materia (es. farmaci che lavorano solo sulla biochimica), tralasciando o comunque dando poca importanza a quello che c’è a monte, ossia energia ed informazione. Dovrebbe essere premura del medico o dell’operatore, dotarsi di strumenti per osservare e indagare il mondo dell’energia e dell’informazione, rendersi consapevole di come la realtà sia gestita da una trama olografica di informazione e di come egli stesso sia la manifestazione di energia ed informazione, elementi che scambia a sua volta con quella dei propri pazienti.

Un “sistema di comunicazione” vivente – il DNA come antenna

Quando gli elettroni accelerano, emettono radiazioni, ossia campi elettromagnetici. Se l’elettrone si muove di moto uniforme, infatti, si trascina dietro il proprio campo elettrico “senza scossoni” e non irraggia, ma se l’elettrone subisce una brusca frenata, il campo elettrico si trova sbilanciato e tende a proseguire sotto forma di onda. La radiazione, dunque, dipende dall’accelerazione e non dalla velocità dell’elettrone.

Nelle antenne trasmittenti gli elettroni vengono fatti accelerare per emettere onde elettromagnetiche che colpiranno altre antenne, stavolta riceventi. L’onda che incide sull’antenna ricevente accelera gli elettroni contenuti nella stessa, così da generare correnti elettriche leggibili dal ricevitore.

Anche il DNA può essere assimilato a un condensatore elettrico le cui armature sono costituite dalle catene di molecole disposte fra loro parallelamente, a struttura elicoidale, e il mezzo dielettrico è costituito da acqua contenente atomi di vari elementi quali carbonio, azoto, ossigeno, zolfo, fosforo. La catena elicoidale del DNA, inoltre, può essere paragonata ad un solenoide il cui campo magnetico è dell’ordine del centomiliardesimo di Gauss.

Quindi il DNA ha le caratteristiche di un circuito oscillante, cioè di una antenna, e come tale può ricevere e trasmettere onde elettromagnetiche e quindi informazioni.

Lo scienziato tedesco Fritz Albert Popp ha dedicato i propri studi a verificare l’ipotesi per cui le cellule comunichino tra loro mediante segnali elettromagnetici, e solo sussidiariamente e localmente tramite la biochimica. Popp riuscì a dimostare che:

• Il DNA funziona come trasmettitore e ricevitore, avente una densità d’informazione pari a 10^21 Bit/cm^3
Le cellule comunicano tramite campi elettromagnetici, oltre che chimicamente, nel campo dagli infrarossi agli ultravioletti dai 200 agli 800 nm circa.

Uno degli esperimenti più famosi di Popp prevede l’utilizzo di due colture di cellule in contenitori di vetro separati fra loro da un diaframma di vetro oppure di vetro al quarzo, che è permeabile solo alla luce ultravioletta. In una delle due colture viene indotta un’infezione virale. Nel primo caso, non vi è nessuna alterazione sulla seconda coltura. Col diaframma al quarzo invece si riscontrano sintomi d’infezione con una riproducibilità dell’80% su oltre 10.000 esperimenti eseguiti.

Questo dimostra inequivocabilmente che c’è stata comunicazione di informazione fra una coltura e l’altra, e che questa comunicazione è avvenuta sulle frequenze della luce ultravioletta.

Esperienze come questa dimostrano come la sola chimica non possa bastare a descrivere appieno il funzionamento del corpo umano, e in generale di tutti gli esseri viventi, e che sia fondamentale conoscere e applicare i principi della fisica.

Ologramma e cervello olomico

Ologramma e frattali

Una scoperta fondamentale della fisica quantistica consiste nel fatto che, a livello subatomico, non esistono particelle se non in relazione alle altre. Ciò che chiamiamo oggetti sono in realtà punti di correlazione di una rete dinamica ininterrotta ed interconnessa di eventi, moti, reazioni, energie: la Matrice Vivente della natura.

In questo contesto si colloca il concetto di modello olografico, una della principali basi scientifico-filosofiche della nuova scienza olistica e del paradigma olistico che, a partire da dati fisico-matematici, estende la propria interpretazione all’intero campo dell’esistenza e alle dimensioni della coscienza. Si basa sul concetto di informazione globale che lega una parte al tutto: la singola parte, in tale modello, diventa un ologramma del tutto, ossia contiene al suo interno una rappresentazione completa dell’insieme da cui deriva.

L’ologramma si manifesta rispettando geometrie frattali, ossia geometrie nelle quali un oggetto si ripete nella sua forma allo stesso modo su scale diverse, in altre parole non cambia aspetto anche se visto con una lente d’ingrandimento. La natura è ricca di esempi di questo tipo, basti pensare al broccolo romanesco o alla struttura di un fiocco di neve.

Anche il corpo umano ha una struttura olografica, sfruttata in diverse discipline mediche o di medicina complementare, come l’Auricoloterapia, nella quale si riesce ad ottenere una gran quantità di informazioni sullo stato dell’intero organismo dal solo orecchio, o l’iridologia, che analizza lo stato della persona passando dall’analisi appunto dell’iride.

E che dire della cellula, unità basilare ogni organismo vivente, il cui DNA interno offre un quadro unico e completo di tutto l’organismo?

Considerando tutti gli esempi descritti, e portandoli ad un livello più ampio, possiamo dire che la teoria olografica illustra una verità tanto sorprendente quanto difficile da accettare: in ogni punto dell’universo è possibile ottenere informazioni inerenti l’intero universo stesso.

L’ologramma: la parte nel tutto, il tutto nella parte

Cerchiamo ora di capire più nel dettaglio cos’è un ologramma. L’ologramma nasce dal laser. Nella produzione di un ologramma, infatti, un fascio laser puro viene fatto passare da uno specchio semi-argentato, che lo divide in due fasci identici: il primo resterà puro, il secondo verrà proiettato sull’oggetto da “fotografare” che riflettendolo lo modificherà. Poi i due fasci, quello puro e quello modificato, si riuniscono e impressionano la lastra olografica, su cui arriva un fascio puro e uno modificato dall’oggetto. Tra questi due fasci si viene a creare un fenomeno di “interferenza” che appare sulla lastra olografica sotto forma di cerchi concentrici senza un senso apparente; queste linee d’interferenza contengono tutte le informazioni tridimensionali dell’oggetto fotografato.

Investendo ora la lastra precedentemente impressionata con un fascio laser puro, si ottiene un’immagine tridimensionale dell’oggetto catturato. Inoltre, ed è questo uno dei concetti più importanti dell’ologramma, al contrario di una normale pellicola fotografica la lastra dell’ologramma contiene l’intera immagine in ogni suo punto: se la spezziamo in tanti pezzi, ogni pezzo conterrà l’intera immagine, solo un po’ più sfocata a causa di una minima perdita di dettaglio. Questo significa che ogni punto dell’ologramma contiene, in perfetto ordine tridimensionale, tutte le informazioni dell’oggetto.

Il modello olografico quindi è essenzialmente un modello di relazione e di informazione globale, un modello universale, potente e fecondo: la sua forma è naturalmente tridimensionale, come insieme o campo, idealmente sferica, come ogni unità micro-macrocosmica.

Il modello olografico costituisce una delle basi teoriche che sostengono il concetto di ordine implicato di Bohm, dove tutto è connesso e in ogni punto c’è l’immagine e l’informazione del tutto. Dalle sfere celesti del macrocosmo agli atomi vivi della concezione greca, il modello olografico sembra ridare vita e comprensione scientifica alle visioni unitarie di tutti i tempi e di tutte le culture.

Così l’uomo diventa un insieme, un’unità olografica che contiene in sé la matrice dell’informazione totale del sistema in cui è incluso (la sfera terrestre, la sfera schiacciata del sistema solare, della galassia, e così via), e con il quale c’è un continuo scambio di informazioni e di energie; la stessa continua relazione, simultaneamente, esiste anche con le sfere più piccole di cui è composto, le cellule, gli atomi e le particelle subatomiche.

Il modello olografico – una nuova prospettiva della realtà

Il neuro-scienziato Karl Pribram di Stanford e il fisico David Bohm, dell’università di Londra, hanno proposto una teoria associata che potrebbe spiegare fenomeni come le esperienze trascendentali, gli eventi paranormali e le normali stranezze della percezione, portando profondissime implicazioni in ogni aspetto della vita umana.

I nostri cervelli, secondo questa teoria, costruiscono matematicamente la realtà “concreta”, quella che viviamo tutti i giorni, interpretando frequenze da un’altra dimensione, una dimensione di realtà primaria strutturata e significativa che trascende lo spazio/tempo. Il cervello è un ologramma che interpreta un universo olografico.

Fenomeni che riflettono stati non ordinari del cervello, come gli stati non ordinari di coscienza, sarebbero dovuti a una sintonizzazione alla matrice invisibile (il cosiddetto campo informazionale) che genera la realtà “concreta”. Si renderebbe possibile l’interazione con la realtà a livello primario, dando così spiegazione della precognizione, della psicocinesi, dei processi di guarigione, della distorsione del senso del tempo, dell’apprendimento rapido… e dell’esperienza di “essere uno con l’universo”, della convinzione che la realtà ordinaria è un’illusione, delle descrizioni del vuoto come paradossalmente pieno. Come dicono i taoisti: “Il reale è vuoto e il vuoto è reale”.

Il fisico David Bohm dice che l’ologramma è un punto di partenza per una nuova descrizione della realtà: l’ordine implicato. La realtà classica era focalizzata solo sulla manifestazioni secondarie, l’ordine esplicato delle cose, e non sulla loro sorgente. Queste manifestazioni secondarie sono estratte da un flusso intangibile e invisibile, che non è fatto di parti separate ma è una interconnessione inseparabile.

Bohm dice che le leggi fisiche primarie non possono essere scoperte da una scienza che tenti di dividere il mondo in parti.

Ci sono implicazioni convergenti nel modello che afferma che il cervello impiega un processo olografico per estrarre (astrarre) i suoi contenuti dal terreno olografico. I parapsicologi hanno cercato invano l’energia che poteva trasmettere la telepatia, la psicocinesi, l’energia dei guaritori, ecc. Se questi eventi emergono da un vasto campo di frequenze che trascende lo spazio e il tempo essi non hanno bisogno di essere trasmessi, perché sono potenzialmente simultanei e presenti ovunque. Lo spazio e il tempo verrebbero a crearsi nell’ordine esplicato come effetto del funzionamento olografico del cervello, dell’osservatore. Nella matrice originale del campo delle frequenze tutto è co-presente e interconnesso, cioè in ogni punto c’è già un immagine olografica del tutto sia in termini spaziali che temporali.

Paradigma olografico – vita/coscienza

Dalla teoria olografica sorgono alcune ipotesi fondamentali circa la vita e la coscienza:

1) Nulla esiste veramente come energia pura o materia pura.

Ogni aspetto dell’universo non sembra esprimersi né come cosa materiale né come non-cosa materiale esprimendosi piuttosto come manifestazione vibrazionale o energetica.

Quanto più i fisici quantici guardano in profondità nei mattoni primari con cui è costruito il cosiddetto “mondo fisico”, tanto più scoprono che la linea fra quello che è materia e quello che è energia non è affatto una linea precisa.

Al contrario, le particelle fondamentali della vita sembrano vivere in una “terra di nessuno” fra questo stati estremi dell’essere. I mattoni della vita sembrano racchiudere probabilità più che strati di legno e fogli di metallo.

In modo analogo, più i metafisici guardano in profondità ai mattoni primari del cosiddetto ‘mondo non-fisico’ psicologico, del corpo e della mente, non sono così distinti come molti di noi credono. Anche le particelle fondamentali o unità di coscienza sembrano vivere da qualche parte nella terra di nessuno energetica fra i due stati estremi dell’essere. (Come dirò nella sezione sul tempo, la materia e l’energia appaiono distinte nel contesto illusorio in cui il tempo è fermato, o non esiste, o dove la menta umana congela il tempo con i pensieri e le macchine fotografiche).

Questo punto suggerisce che i vari aspetti dell’universo si esprimono in forma di strutture energetiche che si mescolano fra loro, a volte distinguendosi le une dalle altre ma sempre contenendo informazioni che ne definiscono la natura, lo spirito, lo stile, la consistenza e in definitiva l’identità. Come suggerisce Buckiminster Fuller: “Sembro essere un verbo”.

2) Ciascun aspetto dell’universo è un tutto in sé, un essere intero, un sistema compiuto in sé che contiene al suo interno una riserva completa di informazione su se stesso.

Quest’informazione non esiste necessariamente nell’ambito di un sistema nervoso centrale, come fatto o teoria, ma può esistere come informazione energetica o vibrazionale. Questo punto è particolarmente provocatorio, per due importanti ragioni. Primo, la scienza preolografica ha proposto l’esistenza di due categorie generali di materia, quella vivente e quella non vivente.

In questa struttura, i cosiddetti sistemi viventi vengono intesi come un tutto biologico fondamentalmente intelligente, mentre i sistemi non-viventi non possederebbero alcuna di queste caratteristiche. Poiché, invece, tutti gli aspetti delI’Universo sarebbero espressioni energetiche, la rigida linea fra vivente e non-vivente in qualche suo modo primario.

Il secondo punto di sfida ha a che fare con la constatazione che ciascun aspetto dell’universo contiene e riceve informazione. Ancora una volta, partendo dalla struttura conoscitiva preolografica osserviamo una sorta di ‘chauvinismo umano’ che afferma che se hai due braccia, due gambe e un cervello di una certa proporzione relativa al peso del corpo, e stai eretto, ti riproduci sessualmente, ecc., allora soltanto sei un essere vivente e puoi conoscere.

Nell’ambito di questo nuovo paradigma olistico, invece, ogni cosa non solo è vivente ed esiste come un tutto in sé, ma è anche informata, in grado cioè di conoscere (knowledgeable), attraverso modalità informative ed energetiche. Non sto proponendo qui che un sassolino abbia conoscenza di se stesso allo stesso modo in cui io conosco me stesso. Comunque possiamo osservare in diverse comunità di animali e di insetti sistemi alternativi di autoconoscenza e di espressione simili a quelli praticati dagli umani. Per esempio, un sasso può autoconoscersi in maniera del tutto simile ad uno sciame di api che utilizza elaborati movimenti vibrazionali e strutture energetiche per comunicare al suo interno, in quanto sciame sprovvisto di sistema nervoso centrale e di proprietà di comunicazione lineari.

Dovremmo anche ricordare che la semplice dimensione non è un fattore determinante nell’esperienza di totalità. Un cerchio è un cerchio senza riguardo a quanto è grande. Pertanto, non solo le più piccole particelle atomiche debbono essere considerate un tutto cioè sistemi intelligenti e viventi, ma dobbiamo anche vedere il pianeta terra, il sistema solare e la galassia in cui viviamo come un essere vivente, un tutto auto-conoscente ad un livello energetico primario.

3) Ciascun aspetto dell’universo sembra essere parte di un essere più grande, di un sistema più complesso ed esauriente.

Se i primi due punti sono validi, allora questa ne è la diretta conseguenza. Infatti, se riteniamo che ciascun aspetto dell’universo, piccolo o grande che sia, è un essere vivente, vibratoriamente intelligente, dobbiamo renderci conto che l’universo è composto da un incommensurabile numero di insiemi, sottoinsiemi e sistemi interconnessi.

Sino a che l’universo si rivela illimitato, possiamo aspettarci che ci saranno schemi olografici sempre più grandi e più vasti all’interno dei quali esistono gli altri sistemi. Se questo non bastasse, dobbiamo affrontare la strabiliante nozione secondo cui il nostro universo illimitato potrebbe esso stesso essere una minuscola particella atomica all’interno di un altro sistema olografico incommensurabilmente grande.

Questa particolare nozione suggerisce il tradizionale sistema di macrocosmo microcosmo: ciascun sistema è espressione della dinamica delle sue parti, ciascun sistema olografico sussunto è composto di molti altri sistemi completi che, in questo sistema più vasto, si esprimono come parti.

Se ogni unità può contenere parti diverse e ciascuna totalità è fondamentalmente auto-intelligente, ne consegue che ciascun sistema olografico è energeticamente conoscibile riguardo a tutte le sue parti.

4) Poiché ciascun aspetto dell’universo esprime se stesso vibratoriamente e tutte le espressioni vibratorie s’intersecano con l’ologramma originario, ciascun aspetto dell’universo contiene informazioni circa il tutto e gli insiemi in cui esiste.

Per di più, l’espressione vibrazionale di ciascuna unità olografica è un’affermazione di pura informazione, possiamo aspettarci che ciascun particolare sia in relazione a ogni altro aspetto particolare all’interno dell’ologramma originario.

Pertanto, non solo ciascun aspetto dell’universo esiste come asserzione individuata in sé, ma contiene al suo interno una riserva completa di informazione, che possiamo tradurre come una comprensione di fondo della natura esistenziale del resto dell’universo… Detto semplicemente, ciascuna parte non è identica alle altre, ma conosce piuttosto in modo primario gli altri sistemi olografici alla presenza dei quali esiste.

5) All’interno del modello olografico, il tempo non esiste come momenti che si susseguono ticchettanti, che viaggiano eternamente in modo lineare, da “ora” a “dopo”. Al contrario, il tempo potrebbe esistere con movimenti multidimensionali in molte direzioni simultaneamente.

Questa nozione rende evidente che è il nostro intelletto che ci imprigiona nel tempo, collegando il concetto di tempo al decadimento biologico e alla morte della personalità. Se ci distacchiamo da questa illusione, possiamo cominciare ad avere esperienze delle proprietà multidirezionali e misteriosamente flessibili del tempo. Ogni momento o aspetto del tempo sembra esistere ovunque e sempre. In tal modo, il tempo è una dimensione piena e vivente, ed ogni momento coesiste in relazione informata e olografica con ogni altro momento.

In questa struttura, il tempo può essere considerato come un’espressione energetica e vibrazionale, così ogni aspetto del tempo sarebbe vivo, intero, autoconoscentesi e completamente informato di ogni altro aspetto dell’universo.

Dovremmo allora rivedere completamente le immagini e i simboli preolografici che siamo abituati ad associare con le altre dimensioni dello spazio e della progressione lineare del tempo: essi semplicemente non collimano. Il tempo, lo spazio e l’espressione energetica sembrano correlati come una sorta di nastro di Moebius, multidimensionale, che s’intreccia eternamente, muovendosi e avvolgendosi su se stesso, senza andare in alcun luogo e senza alcun tempo.

Il modello olografico non è nuovo. Se fosse nuovo, la teoria sottostante sarebbe falsa. E’ nuova invece la nostra capacità di sperimentare la natura, e le possibilità di questo paradigma olistico, in modo che abbia un senso e un’applicazione diretta all’esperienza che abbiamo di noi stessi e dell’universo.

Sull’energia delle emozioni – Mario Krejis

di Mario Krejis

Luna

L’Energia Primaria – che è Energia delle Stelle – irradia nel Cosmo dalla Causa Prima/Dio, rappresentando lo Jod, il Principio Creatore, che si manifesta come volontà inarrestabile alla vita e al movimento.

In campo metafisico lo Spirito Divino si sposa con la Materia/Energia, fondata sui quattro Elementi: Terra, Acqua, Aria e Fuoco. Essa è l’Etere, la “Maria Universale degli Ermetisti”, che gli egizi definirono con la parola Nùt, il Cielo Stellato. Pertanto lo Spirito Divino, che è suprema Volontà, anima la Materia/Energia del Creato (che è Forza intelligente), sospingendola nel circuito del divenire e forzandola nell’eterno gioco delle forme.

La “Maria Universale” è dunque la generatrice di tutte le cose di cui scandisce la nascita, il declino e la morte, secondo direttrici che l’uomo incompiutamente chiama evoluzione naturale, collocandola nella visione imperfetta delle dimensioni terrestri di spazio e tempo. Ciò accade in ogni ordine e grandezza delle Forze della Natura, cioè nel campo materiale, astrale e mentale.

Nell’uomo, l’energia/volontà scorre attraverso i Chakra e raggiunge l’anima, la parte più eterea del corpo fisico, dove hanno origine i processi intelligenti e risiede l’anima incarnata. Di qui essa irradia in tutto l’organismo, alimentando la materia più grossolana. Alla fine ritorna in circolo, rifornendo l’uomo corporeo di nuova Forza di Vita. Nel campo mentale l’Energia Vitale (la chiameremo così per semplificare) alimenta i pensieri e le forme psichiche. Nel campo emotivo dinamizza le forme inconsce e i ricordi, trasformandosi in energia del sentimento, prescindendo dalla sua tonalità affettiva.

Per tale ragione gli Ermetisti sostengono che ogni pensiero genera un’emozione, ma è vero anche il contrario, considerata la stretta interdipendenza tra la creazione d’idee e il tono emotivo di cui le stesse sono caricate.
Pertanto le idee e le emozioni sono il prodotto della Forza Vitale che circola nel corpo. La natura delle emozioni è tale che, se positive, esse conservano integralmente la loro energia; se negative, la disperdono depauperando l’organismo psico-fisico. Nel primo caso l’emozione positiva produrrà forme dello stesso segno. In esse l’energia si accrescerà in misura esponenziale, potendo essere diretta secondo la volontà dell’iniziato.

Nel secondo caso l’emozione negativa genererà nuove forme negative le quali, al contrario delle prime, dissiperanno l’energia in un insieme di sottoprodotti astrali: sono le Larve o le Simili Nature della Tradizione Ermetica, che possono assumere il controllo della personalità, sconvolgendo l’equilibrio mentale e fisico.

In pratica gestire le proprie emozioni, significa accettare unicamente idee che generano emozioni positive. Deve però il lettore comprendere che il meccanismo delle emozioni è la fonte automatica del mondo illusorio in cui l’uomo è immerso. Un’immagine, un ricordo o una sensazione possono richiamare molta energia vitale, che stimola il mondo inconscio (e l’Ombra) a espellere i suoi contenuti, che a loro volta diventano fonte di dubbi, di comportamenti contraddittori e di reazioni sbagliate.
In sintesi uscire dal mondo dell’illusione, che è l’obiettivo di ogni Tradizione Esoterica, vuol dire intercettare il meccanismo dell’emozione prima che divampi nella psiche, costringendola nella Torre di Babele della frustrazione e dell’infelicità.

A tal punto farò un esempio pratico, rivolgendomi al lettore. Immagina di trovarti, nella stessa giornata, in tre diverse situazioni:

  1. Incontri una persona di cui eri innamorato, la tua vecchia amante o il tuo ex-compagno. Quasi senza volerlo, senti il desiderio divampare in te come un tempo, mentre l’emozione ti colpisce nuovamente bloccandoti il respiro. Percepisci la tua eccitazione come una marea crescente. Ti senti divampare in un incendio di desiderio.
    Tenti di ragionare: Tutto ciò è assurdo! … Non è giusto, è una storia finita!… Se lo scoprisse mia moglie! … Pensa allo scandalo: i figli, le liti, la separazione! …
    Sono pensieri inutili. Non ammetti ragioni. Elabori una strategia di azione. Dove vi vedrete, in che modo la convincerai! … Le difficoltà però non ti spaventano. Per lei sei disposto a tutto.
  2. Mentre sei sopra pensiero, arrivi a casa dei tuoi genitori. Incontri tua madre, che ti accoglie sorridente: un bacio affettuoso, le solite lamentele, i problemi di sempre. Poi lei prende, da una scatola, un piccolo rotolo di banconote e te lo porge con espressione commossa. “E’ un regalo per il tuo compleanno, da parte mia e di tuo padre!”
    Accetti il dono riconoscente, commuovendoti per quel gesto affettuoso. Il tuo pensiero corre agli anni della tua infanzia. Ti sembra di rivedere tua madre, ancora giovane, intenta a preparare una bella crostata di frutta: hai quasi l’impressione di sentire l’odore del burro, il sapore del tuo dolce preferito.
    Ti emozioni. Senti l’impulso di abbracciarla, ringraziandola per il suo amore incondizionato. Provi un senso di tenerezza e di complicità. Nulla conta più di una vera famiglia. Il tuo pensiero corre ai tuoi figli. Vorresti essere per loro ciò che i tuoi genitori sono stati per te…
  3. Poco dopo esci in strada e incontri un vecchio collega. Quell’uomo ti deve una somma di denaro, che gli hai prestato anni prima e non ti ha più restituito. Lui ti guarda imbarazzato, cercando di cambiare strada. Ti ricordi della fiducia che riponevi in lui, della tua delusione quando ti sei sentito tradito. Quei soldi ora ti servirebbero: la rata del mutuo, il nuovo frigorifero, la vacanza al mare.
    Provi un intollerabile senso di rabbia. Ti senti impotente e ridicolo: “Quel cretino mi ha fregato” pensi. “Sono un vigliacco, perchè non ho il coraggio di affrontarlo e di rompergli la faccia!”… Ripensi al tuo capufficio, che ti ha appena negato un aumento di stipendio. Quasi per incanto il ricordo di vecchi rancori che sembravano sopiti si risveglia, mentre ti avvii stancamente verso casa, depresso e senza forze…

Ho voluto descrivere tre diverse situazioni emozionali, che potrebbero capitare a chiunque. Ciò su cui voglio porre l’accento è il carattere temporaneo e spesso contraddittorio delle reazioni emotive.

Quando il protagonista del mio esempio incontra la sua vecchia fiamma, è in una condizione di quiete emozionale. Subito dopo si sente felice, eccitato, desideroso di stringerla nuovamente tra le braccia. Dopo appena mezz’ora, il suo stato cambia. Mentre abbraccia sua madre, il ricordo della donna di cui era innamorato diventa quasi sbiadito, inconsistente. Riappaiono i vecchi dubbi. Senza volerlo ripensa alla sua cellulite, alle sue mani sudate, ai suoi capricci, alla sua invadenza.

Quando infine incontra il suo debitore, non vi è più traccia in lui del pensiero della famiglia. Ogni patina di tenerezza è scomparsa, sostituita da una livida reazione di rabbia e di ostilità. Si sente solo e demotivato, un uomo debole e inutile.

Tre diverse reazioni in poche ore. Tre diversi stati (con le conseguenti reazioni psicosomatiche) che hanno evocato altrettante forme mentali. Ogni volta egli aveva creduto che quella fosse la sua unica realtà. Dov’era finito il suo amore o il suo affetto filiare, mentre l’ira annullava ogni altro sentimento, come una pezza cancella le frasi su una lavagna?

Le emozioni sono dunque delle realtà illusorie. Come un getto d’aria, attraverso una cannuccia, fa gorgogliare l’acqua in mille bollicine scoppiettanti, così la Forza Vitale alimenta i nostri pensieri salienti, i ricordi più pregnanti e le forme inconsce più profondamente immerse nella psiche.
Le emozioni – meccanismo perfetto di conoscenza – finiscono così per diventare la lente che deforma la realtà, costringendo l’interiorità dell’uomo nei freddi circuiti del Karma.

Il Destino, che segna il futuro di ogni uomo, è prodotto dal complesso gioco di azioni e reazioni alle forme inconsce, anelli di una catena ininterrotta di cause ed effetti che non può aver fine.

Il controllo delle emozioni è dunque un sistema egregio di evoluzione spirituale. Arrestare il torrente di Forza Vitale, che scorre inarrestabile di forma in forma esplodendo nella mente dell’uomo e costringendolo all’infelicità o alla temporanea euforia, è il solo modo per ricondurre il processo conoscitivo alle sue primitive connotazioni di purezza.

Innocenza: è il sostantivo che meglio esprime il concetto del controllo delle emozioni e del proprio mondo affettivo. Vivere l’esperienza e imparare ad attingere da essa, in ogni circostanza della vita, la forza che serve per andare avanti.

L’obiettivo non è dunque la statica appercezione, bensì il moto, l’azione. E’ nell’azione, infatti, più che nell’emozione che si tempra l’anima. Bisogna agire, temprando la propria volontà. Così lo Spirito Santo, sposo di Maria, genererà il Cristo, l’uomo interiore.

Essenza e Forma, Volontà e Azione.

L’uomo evoluto impara a volere. Egli concepisce le forme desiderate, le crea con l’immaginazione e le nutre di Spirito di Vita, in modo che si oggettivino nella realtà. Egli crea così il suo mondo e plasma il suo Destino.

Quisque faber fortunae suae!

E’ il concetto dell’uomo virile dell’antichità, che prima agisce e dopo pensa. E’ l’eroico tormento dell’eroe, che percepisce la Forza Divina nella sua sfolgorante purezza e diviene co-autore della Creazione, attivo collaboratore dell’infinito progetto divino. Egli purifica la materia del suo corpo, distillando lentamente la sua anima, materia viva e intelligente, pura e prolifica, in cui insuffla il suo Soffio, la sua volontà, perchè si realizzi il suo progetto: figlio di Dio e dio egli stesso, nella consapevolezza della sua missione di eternità e di pace.

Tuttavia tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. Si deve lavorare su se stessi, per imparare a controllare le proprie emozioni. Il resto lo faranno l’intuito e soprattutto la costante applicazione. Può darsi che i migliori riusciranno. Ecco dunque le regole di Krejis.

  • Ogni emozione è frutto di una Forza, che è sempre la stessa, che agisce su una forma variabile. In base all’esperienza che l’ha determinata, la forma può evocare sensazioni di piacere o di dolore, di gioia o d’infelicità.
  • La forma – qualunque essa sia – quando è evocata, diviene vitale e assorbe una certa quantità di energia. Essa può essere cosciente o inconscia, appartenente a questa o ad altre vite.
  • Le emozioni possono essere positive o negative, in base al carattere morale dell’esperienza maturata.
  • Si può intercettare la Forza Vitale, evocata dall’esperienza, prima che si frammenti nelle mille sfaccettature dell’attività mentale.
  • Quando l’emozione è positiva, l’effetto della cascata di forme è positivo. Ciò significa che, da una forma positiva, possono derivare solo forme dello stesso segno. Esse, a loro volta, sono in grado di attirare nuova Forza Vitale dai centri aurici dei Chakra, venendosi a creare un potente meccanismo di amplificazione che mette a disposizione dell’iniziato infinite risorse creative.
  • Quando l’emozione è negativa, essa comporta un impoverimento dell’organismo fluidico, essendo la Forza vitale impiegata in eccesso per gli istintivi meccanismi di difesa e di allarme. Del pari ogni filiazione di forma avrà analogo effetto, determinandosi una sommazione di forze negative che condurrà alla depressione e nei casi più gravi alla malattia e alla morte.
  • Ne consegue che l’uomo evoluto dovrà evitare come la peste tutte le emozioni negative, accettando solo quelle positive, le uniche che possono aiutarlo a vivere un’esistenza serena. Comunque, in entrambi i casi, egli dovrà essere in grado di identificare la Forza che anima le sue forme mentali, indirizzandola verso l’azione per lui più utile e sana. In particolare:
    • Nel caso di emozioni positive, sarà consentito lasciare spazio alla fantasia, permettendo al meccanismo psichico di auto-alimentarsi, fino a divenire preponderante.
    • Nel caso di emozioni negative, l’azione di deflessione della Forza dovrà essere istantanea e intervenire prima che si disegnino i meccanismi di frustrazione che paralizzano la volontà.

Alcune Scuole di Esoterismo si occupano in maniera particolare di quest’aspetto dell’addestramento psichico, attraverso esercizi e meditazioni guidate di grande efficacia. Anche la Prammatica Ermetica, nelle varie scuole, contiene esercizi pratici finalizzati al controllo delle emozioni. Un buon equilibrio psichico, conseguito dopo un lungo e laborioso allenamento, è condizione fondamentale per la manifestazione dell’Ermete e per l’ulteriore sviluppo spirituale.

Gurdjieff, il famoso esoterista armeno, sosteneva che gli uomini sono simili ad automi, controllati dai loro meccanismi mentali. Essi vivono in una sorta di sogno da cui non possono risvegliarsi, salvo che qualcuno – già sveglio – non li costringa a prendere coscienza di se stessi.

Per ottenere quest’effetto, egli usava sistemi particolarmente energici che miravano alla rottura dei precedenti equilibri e a una vera e propria ricostruzione della personalità. In tal senso le emozioni distorte rappresentano uno dei meccanismi salienti dell’alienazione.

Fino a quando l’iniziato non avrà conseguito un buon controllo delle emozioni, è destinato a girare vorticosamente su se stesso, in quella spirale di follia che lo costringerà nel circuito della paura e dell’infelicità.

Krejis