Archivia per novembre, 2017

Sguainare la Spada – Mario Krejis

di Mario Krejis

Se dovessi descrivere in due parole lo stato attuale dell’Esoterismo Italiano, direi che il termine per me più appropriato sarebbe: calma piatta.

L’Oceano dell’Inconscio Collettivo assomiglia più a un enorme lago, che a un mare in tempesta, che il vento della verità solleva in onde schiumose e in pericolosi mulinelli. Tutto sembra languire in un silenzio quasi assoluto, interrotto da qualche sussulto d’entusiasmo, che si estingue quasi subito nel vuoto di un’apatia generale.

Come medico sono abituato a fare la diagnosi, prima d’impostare la giusta terapia. Allo stesso modo vorrei capire perchè le tante voci che richiamano l’attenzione sulla Spiritualità – voci sincere o interessate, in buona o in cattiva fede – restano persistentemente inascoltate.

Molti leggono distrattamente qualche pagina su Facebook, a condizione che non sia troppo lunga e sia corredata di belle foto, riassumendo in quattro o cinque frasi tutto ciò che i nostri antenati appresero in vite intere, dedicate a spingere la lumaca terrestre ad uscire dal guscio.

O Tempora, O Mores!… inveiva il grande Cicerone, puntando l’indice verso lo sfortunato e livido Catilina. In effetti i tempi moderni confringono coi sistemi di conoscenza antichi, che postulavano l’ascesi come un lunghissimo tirocinio verso la verità e la Luce. Tuttavia, purtroppo per noi, le cose non sono molto cambiate rispetto al passato.

Al contrario si pretenderebbe oggi di trasformare l’uomo in poche ore, quanto dura la lettura dell’ultimo libro dell’ennesimo talent scout di iniziati, che si crede un luminare e pensa d’essere il detentore di chi sa quale verità. Ma il tempo, inesorabile meccanismo di purificazione, spunta le ali ai galletti e riversa il suo potere soporifero sui molti che pensavano di realizzare sé stessi e che invece hanno perso solo tempo.

O Tempora, O Mores!

Viviamo nel Kali Yuga e l’Ombra domina anche nell’Età dell’Acquario, che i mistici della New Age strombazzano a destra e a manca evocando per l’ennesima volta l’immagine prometea dell’homo faber fortunae suae, corroborata dalle scoperte della Nuova Fisica e dagli straordinari progressi tecnologici che hanno caratterizzato gli ultimi cinquant’anni.

Nulla di nuovo sotto il sole. Ma io, che sono pessimista, non vedo nulla all’orizzonte che somigli a quel risveglio collettivo che dovrebbe preludere, forse tra centinaia di anni, a una nuova Età dell’Oro. L’uomo non è cambiato: i suoi istinti, le sue reazioni emotive, i suoi meccanismi mentali sono tal quali a quelli dei nostri bisnonni, con qualche incrostazione in meno di misticismo cristiano, spazzato via dal libertarismo sessuale e dall’interpretazione anarcoide della democrazia. Se ciò sia stato un male o un bene, lascio al lettore decidere.

Le regole cristiane dei buoni pensieri, buone parole e buone opere servivano a controllare l’impulsività e la violenza della fiera umana quando sottratta, dalla paura, alla suggestione di una strada senz’ostacoli verso la vita eterna. Il pensiero della morte, come la malattia, la sofferenza e le innumerevoli prove della vita, sono la frusta che fa trottare anche i più pigri e che rende agnelli i lupi più feroci.

Nulla è veramente cambiato rispetto a un tempo, se non l’idea fallace che l’iniziazione allo Spirito sia accessibile a tutti, compresi quanti che non son disposti a spendere un solo minuto per elevare una preghiera a Dio, preferendo impiegare il loro tempo nella lettura dell’ultimo giallo di Ken Follet, piuttosto che cimentarsi coi contorti ragionamenti degli antichi alchimisti.

Così la pensano i molti che gridano ai quattro venti le favole di iniziazioni miracolose, enunciando le qualità dell’uomo perfetto, ma sempre e immancabilmente proponendo sé stessi come maestri, da cui dovrebbe scaturire tutta la verità. Se però fosse come dicono, che bisogno avrebbero di scriverlo o di organizzare corsi a pagamento? Certo vi sono le eccezioni, che però confermano la regola.

Nel secolo scorso un famoso esponente dell’Ermetismo Italiano pubblicò un articolo contro il Kremmerz, reo ai suoi occhi d’esser stato troppo di manica larga nell’elargire insegnamenti riservati agli iscritti della Miriam.

L’articolo s’intitolava: Il diritto di non dare. Giunto all’età della saggezza, devo ammettere che quel famoso iniziato aveva ragione.

Un Maestro non deve mai scegliere arbitrariamente i suoi discepoli, senza rispetto per la loro autentica valenza spirituale. D’altra parte ciò implica che il diritto di ricevere dev’essere il frutto di un’accurata cernita interiore.

Tale cernita non la si compie razionalmente. Essa avviene per risonanza naturale tra due anime che si attraggono e si fondono in un rapporto di lealtà e di amore. Così si trasmette la vera conoscenza: attraverso l’emozione e la vibrazione interiore, in un modo che molti filosofi contemporanei non potrebbero comprendere, perché ignorano il vero significato della parola Amore.

Tutto il resto è vomito intellettuale. Così avviene, purtroppo, nel campo iniziatico. E se qualcuno mi chiedesse se per l’uomo contemporaneo le cose sono più facili di un tempo, risponderei che non è così, a dispetto di quanto si suole generalmente credere.

Anzi è vero il contrario. La modernità, il benessere, l’universo tecnologico in cui siamo immersi, la vita frenetica, l’incessante ricerca di guadagni, hanno sprofondato la tenera fiammella dell’anima sempre più profondamente nell’inconscio. Chi volesse risvegliarla, facendola divampare in modo che bruci le resistenze della mente congestionata e proiettata verso l’apparenza, dovrebbe compiere uno sforzo titanico di cui ben pochi sarebbero capaci.

Si può farlo, è vero, ma solo se si è determinati e si possiede quella spinta interiore che, come inspiegabile forza, sospinge alcuni verso la vita spirituale. Come dicevo, però, si tratta solo di una debole fiammella, che occorre mantenere viva alimentandola con lo studio continuo e la buona pratica di vita.

Insomma è come per il serpente che si mangia la coda: non si può evolvere sino a quando, modificando la propria sensibilità e la propria consapevolezza, non si stabiliscano nuove priorità che riguardano la propria trasformazione in senso olistico (unità di mente anima e corpo). D’altra parte non si possono modificare i propri parametri interiori, se prima non si dispone della giusta dose di volontà o di disperazione.

Quindi volontà oppure disperazione. Sono le sole molle che possono aiutare il processo palingenetico, che in tempi imprecisabili condurrà l’iniziato a realizzare un primo e fecondo contatto con la sua interiorità.

La volontà dev’essere esercitata. Alcuni sono volitivi per loro natura. Altri devono imparare a volere e a lottare per le cose che desiderano, con un allenamento continuo. Si tratta di un percorso difficile, dove il Maestro o la Strada Spirituale contano poco. È piuttosto un lavoro certosino da compiere su sé stessi, che presuppone un barlume di autocoscienza che funga da spinta interiore.

Oppure agisce la disperazione, l’infelicità o il dolore fisico, che spinge avanti l’iniziato con un’energia irresistibile, pur nell’egoistico tentativo di salvare sé stesso preservando la salute e l’integrità della propria coscienza.

In definitiva bisogna imparare a rinunciare al superfluo, per aspirare al meglio; oppure si deve macerare nella sofferenza, perché alla fine la Natura faccia il suo corso e si realizzi un vero e proprio Reset, talvolta drammatico e traumatico, del proprio mondo mentale, emozionale e fisico.

Si tratta di eventi destabilizzanti e dolorosissimi, al punto da mettere a repentaglio la stabilità psichica della persona ma che, dal nostro punto di vista, hanno alcunché di miracoloso. Si pensi alle straordinarie conversioni intervenute dopo una grave malattia o ad episodi di premorte. O alla comparsa di nuove attitudini psichiche geniali dopo un grave incidente o un doloroso lutto.

Tuttavia esistono forme di reset più modeste, meno eclatanti, pur se comunque utili. Per esempio, la perdita del posto di lavoro o l’abbandono di un coniuge possono far crollare un equilibrio mentale cristallizzato su vecchi schemi del passato, che tenevano prigioniera la persona in un labirinto di paure, di abitudini mentali e di sensi di colpa.

Insomma, nel Reset si azzera tutto e si riparte. Una porzione del vecchio uomo muore, ma per ogni piccola e dolorosa morte, una nuova rinascita prende piede, secondo modalità di evoluzione più consone allo stato naturale dell’individuo, cioè alla sua vera essenza spirituale, che gli Ermetisti italiani definiscono Uomo Storico.

Anche con i riti dell’Ermetismo si auspica un Reset progressivo e totale dell’iniziato. Se vediamo le cose in questo modo, forse comprenderemo i veri meccanismi dell’ascesi, fuori di ogni logica mistica e superstiziosa. Si crede comunemente che il valore del Rito sia nella sua capacità di trasformare il discepolo.

Ma come? I più tradizionalisti affermeranno che il sentimento non c’entra e che alla base della cosiddetta Magia Trasmutatoria agiscono cause incomprensibili e probabilmente soprannaturali, date le possibilità remote di una vera riuscita. In parole semplici, essi non credono che si possa cambiare recitando semplicemente un salmo in latino o le potenti invocazioni della Tradizione Esoterica o religiosa.

Si sbagliano. La verità è nel principio che ho esposto. D’altronde esempi di Reset spirituale si trovano non solo nella Tradizione Ermetica, ma anche nelle Religioni Confessionali, prima tra tutte il Cristianesimo.

Narrano gli anziani dell’Ordine Osirideo Egizio che i Maestri di alto rango, completati i cicli di pratiche alchemiche, dovevano aspettare pazientemente un segno divino, che avrebbe sancito il loro passaggio nel novero dei Realizzati, di coloro cioè che avevano conseguito un primo grado di integrazione col proprio Nume personale.

Tale segno era quasi sempre rappresentato da una grave malattia o da un evento psichico destabilizzante, che metteva in pericolo la vita dell’iniziato, il quale veniva curato amorevolmente dai suoi confratelli, che si alternavano al suo capezzale aspettando che riaprisse gli occhi tornando in possesso delle proprie facoltà mentali.

E quando ciò alla fine si verificava, tutti gli iniziati si raccoglievano intorno al miracolato per fargli festa e dargli il benvenuto nel novero dei Maestri di Osiride. In effetti, al di là del valore aneddotico dell’evento descritto, spesso il risvegliato manifestava realmente nuove capacità e poteri che prima gli erano preclusi.

La malattia aveva probabilmente compiuto il miracolo, distruggendo ogni resistenza mentale alla manifestazione dell’Eone Alchemico, che poteva così finalmente assidersi sul trono del suo stesso corpo. Ovviamente ciò accadeva nei pochi casi di Maestri autentici, giunti cioè all’integrazione spirituale, non certo nella generalità dei casi, specie nelle fasi crepuscolari della storia di quell’Ordine magico ormai scomparso.

Analogamente, nel mondo cristiano, Francesco di Assisi non sarebbe mai divenuto il grande santo che conosciamo, se il destino non lo avesse condotto verso esperienze dolorosissime, che alterarono profondamente il suo stato mentale operando un magico Reset e aprendo le porte della sua coscienza alla manifestazione delle sue vere attitudini spirituali.

Dopo la sconfitta di Assisi contro Perugia, nella battaglia di Collestrada (1202), il giovane Francesco fu arrestato e patì la prigionia e immense privazioni. Si ammalò gravemente, subendo un grave trauma psicologico. Anche il suo tentativo di partecipare alla Crociata del 1203 fallì miseramente. Allora, mentre tentava di raggiungere la corte di Gualtieri III° di Brienne, a Lecce, si ammalò nuovamente e stette per morire.

Fu in quel momento di estrema sofferenza che qualcosa scattò in lui di grandioso e inaspettato ed egli, nel baratro della disperazione, vide finalmente la luce. Cominciarono così le sue visioni e il Cristo gli parlò, affidandogli una nuova missione: diventare il soldato della carità e dell’amore.

Egli cambiò radicalmente, spogliandosi di ogni ricchezza. Il vecchio uomo impulsivo e violento, primo tra i suoi compagni soldati, era morto per sempre. Al suo posto era emersa una personalità diversa, che stupì familiari e amici per il coraggio e l’incoscienza delle sue scelte. Un bell’esempio di Reset dell’anima.

In definitiva, e questo è il senso delle mie parole, il vero meccanismo della Strada Isiaca è nella sua capacità di cambiare profondamente la sensibilità dell’iniziato, modificando dolcemente il suo equilibrio mentale fino a produrre, nel corso di molti anni, un rinnovamento più o meno completo della vecchia personalità. La differenza è che nell’Ermetismo l’amore prende il posto della sofferenza e l’emozione quello della paura e dell’insicurezza. Nella strada spirituale, infatti, il candidato alla Magia dell’anima è sottoposto alla forza trasmutativa per eccellenza che, come si è detto, è l’amore.

Ma di quale amore si tratta? Non è certo l’amore sentimentale, anche se quest’ultimo contiene a volte dei semi di vero amore. Molti innamorati sono capaci di profondi cambiamenti, che spesso si riflettono sulle proprie scelte di vita e sui propri atteggiamenti interiori.

Uno scapestrato può mettere la testa a posto e farlo per amore, se la sua innamorata riesce a far presa sulla sua unità psico-fisica attraverso l’attrazione, la seduzione o una semplice risonanza intellettuale. Ciò è quanto avviene nelle coppie che danno vita a rapporti più o meno felici e duraturi, che sfociano talora nella convivenza o nel matrimonio.

Solo in pochi casi, però, il vero amore si fa strada lungo le vie contorte dell’attrazione, della sessualità e dell’abitudine, illuminando quel rapporto di una luce brillante di gioia e dedizione incondizionata. In tali casi l’amore, quello vero, equivale a una strada spirituale o a un genuino sentimento religioso. Esso produce un profondo cambiamento, modifica la propria sensibilità, genera emozioni positive e predispone all’equilibrio e alla felicità.

Il vero amore può diventare una forza propulsiva di cambiamento e di evoluzione, in un rapporto completo nel quale i due amanti si alimentino energeticamente su tutti i piani. Allo stesso modo anche la fede religiosa può determinare nell’uomo pio dei cambiamenti incredibili, generando sentimenti sublimi di carità e di amore per la Divinità.

L’estasi dei mistici visionari non è molto diversa dallo Stato di Mag (cioè di esaltazione emotiva) dell’iniziato ermetista, o dal sentimento esaltante e masochistico degli antichi Cantori della Rosa. Se non che l’iniziato solare, temprato nell’Alchimia, conoscendo le leggi dell’Invisibile, impara ad applicare all’amore la volontà, cosa impossibile per il credente o per il discepolo della Strada isiaca, che pone invece la sua sensibilità in uno stato passivo di semplice apertura verso la propria anima storica o le influenze superiori.

Come il lettore può capire, non pongo la Strada Spirituale su un livello diverso da qualsiasi altra strada trasmutativa dell’essere umano, che hanno tutte in comune la stessa cosa, cioè l’amore. La differenza, se mai, consiste nel carattere scientifico della realizzazione ermetica che, se le premesse e le condizioni sono giuste, ottiene immancabilmente il risultato, che negli altri casi è solo una remota possibilità.

Mi rendo conto che la mia visione potrà non soddisfare alcuni, ma è così. La strada spirituale è un percorso dinamico, che riguarda la persona che lo compie e che, almeno all’inizio, prescinde da qualunque intervento esterno.

L’essere umano contiene parti inconsce non accessibili alla Psicoterapia o a qualsiasi analisi scientifica. È però solo manifestando le proprie forze inconsce, che si potranno fare dei passi in avanti nella trasformazione ermetica o, per usare le parole di C. G. Jung, nel senso di un’individuazione della propria interiorità.

Ogni candidato all’Ermetismo dovrà dunque sguainare la sua spada, cioè tentare di integrare il proprio Uomo Storico, per combattere la sua crociata contro le forze oscure del dubbio e dell’illusione. Si vedrà in seguito, per dirla col Kremmerz, se si tratterà di uno spadino o di una Durlindana Magica.

Mario Krejis

Ius Soli, Ius Dei – Mario Krejis

di Mario Krejis

Esiste nell’uomo una parte oscura, negletta e spesso ignorata dalle Scienze Psicologiche, che i devoti di ogni Tradizione Esoterica e delle Religioni definiscono anima.

L’anima è il nucleo dell’essere umano, che riassume in sé la sintesi storica di ogni vita che ha segnato la sua lenta corsa verso l’evoluzione. Così si afferma nelle Scuole di Ermetismo. Il che equivale a sostenere che, nella maggior parte degli esseri umani, esiste una componente profonda e impercettibile, di cui non sono pienamente coscienti e che non sono in grado di controllare con la volontà.

Nella Tradizione Ermetica l’anima è definita con il termine di Uomo Storico, che secondo il linguaggio della moderna Fisica Quantistica potremmo rappresentare come un Nucleo Informazionale Primario, il quale in-forma (dà forma) ogni nuovo nato della propria eredità antica, cioè delle caratteristiche psichiche, emotive e somatiche del vecchio individuo appena estinto.

Mi rendo conto che il concetto potrebbe generare perplessità nell’ermetista, avvezzo ad accettare come assiomi molti insegnamenti antichi. Tuttavia la scienza moderna, soprattutto la Fisica Quantistica, può contribuire in misura significativa a fare chiarezza su molti aspetti dell’insegnamento tradizionale, rendendoli più comprensibili e accettabili dall’uomo del secolo. La verità però è sempre la stessa.

È una questione di linguaggio. Ma io credo che il compito più importante, per un divulgatore moderno, sia quello di adattare l’antico frasario ermetico (e alchemico) alla mentalità di oggi, in modo da rendere più semplice il percorso spirituale e meno intricate le spiegazioni che di esso vengono offerte.

Ritornando all’argomento, il Nucleo Informazionale (Uomo Storico) è un Ologramma superiore, che si si accresce lentamente e si matura con l’esperienza, utilizzando la stessa energia del corpo fisico ed influenzando drammaticamente il patrimonio genetico e ogni altro aspetto dell’essere vivente.

L’Uomo Storico è permeato dallo Spirito Divino, cioè da quella che il Kremmerz, nel suo Corpus Philosophicum Totius Magiae, chiama Intelligenza Prima o Prima Virtù, la cui manifestazione egli rappresenta con il simbolo del quadrato, contenente in potenza le quattro fondamentali qualità dell’Ente divino: Essenza, Volontà, Forza e Creazione.

Lo Spirito Divino è la causa sconosciuta di ogni cosa, la sua essenza più segreta. Il suo reale significato non può essere compreso dall’intelligenza umana, ma soltanto intuito e accettato per fede. Che lo si chiami Spirito Santo, Monade o Nume, non ha importanza. Eviterò quindi di soffermarmi ulteriormente sull’argomento. Ognuno pensi come vuole. In questa sede non devo dissertare di Metafisica, ma offrire al lettore concetti comprensibili.

Allo stesso modo il fondamento di ogni idea della vita, nella nostra dimensione, è rappresentato dal simbolo del Triangolo, che in tutte le Tradizioni raffigura la Trinità, cioè il punto di partenza di ogni cosa creata, nell’Universo e nell’uomo. È relativamente semplice, per un occidentale, influenzato inconsciamente dal misticismo cristiano, concepire l’essere umano come formato da Spirito, Anima e Corpo.

Al giorno d’oggi la scienza moderna (fisica, biofisica, cibernetica) consente di postulare tali concetti come Spirito/Informazione, Energia e Materia.

L’idea di Spirito Divino, Ente Monadico o Fiammella di Luce Eterna, è dunque strettamente connesso al concetto moderno di Informazione, che potremmo vagamente paragonare al moto ondoso di un fiume in piena, o alle infinite onde di forma che increspano l’energia dell’Universo, indirizzandola verso gli obiettivi della Natura e la creazione delle forme.

Nella nostra dimensione l’Informazione è una proprietà fondamentale di oggetti e di campi energetici. L’esistenza di un Campo Informazionale presuppone l’esistenza di particolari Vettori (materia e/o energia) in grado di trasportare l’informazione.

Secondo la Fisica moderna, l’informazione consiste nel processo di ricerca di un obiettivo. Essa è perciò efficace solo se vi è un agente attivo (attrattore) in grado di accettarla. Altrimenti resta a livello potenziale, cioè come tendenza di un sistema a evolvere verso una particolare direzione. Nel caso dei Sistemi Biologici, l’attrattore principale è la sopravvivenza, cioè il processo stesso di auto-sostegno della vita.

In questo paradigma, anche la malattia può essere considerata un processo di ricerca di un obiettivo. Un agente patogeno viene attratto dal suo obiettivo e si comporta da parassita nell’organismo ospite, che a sua volta cerca di resistere a questo disturbo esterno, venendo guidato dal proprio attrattore cioè la Vita.

In definitiva l’Informazione rappresenta una categoria a sé stante, che oggi si comprende nelle sue infinite potenzialità. Essa non è né energia né materia, quindi non è legata alla nostra dimensione e non è subordinata alle categorie spazio-temporali.

Nel corpo umano l’informazione si serve dell’energia per dare vita alla materia inerte. Il che equivale ad affermare che l’informazione in-forma la realtà, modulando la mente, il Corpo Energetico, il corpo fisico e ogni altro aspetto della nostra vita.

Come si è detto, nell’uomo la fonte primaria di tutte le informazioni è l’Ologramma dello Spirito, che dà l’avvio al processo di organizzazione del corpo e si modifica progressivamente costituendo quello che, in termini ermetici, è definito Uomo Storico.

Inoltre un concetto fondamentale è che l’Informazione è collocata entro strutture olografiche. L’essenza di un Ologramma è che onde di luce, riflesse da un oggetto su una lastra fotografica, si manifestano come linee o come cerchi. Inserendo però tale lastra in un sistema di specchi laser, l’oggetto creato su di essa si proietta in modo tridimensionale.

A tal punto, se si stacca dalla lastra un pezzetto e s’inserisce nel sistema di specchi laser, l’oggetto si ricostituisce ex novo, anche se non con la stessa nitidezza. Da ciò deriva la parola Ologramma, che significa: il tutto in ogni parte.

Gli antichi saggi rappresentavano tale concetto con il simbolo del cerchio con al centro un punto, allegorica espressione dello Spirito divino incarnato, che di sé tutto informa e tutto permea, manifestandosi nei quattro Flussi Elementari, che nel corpo umano corrispondono ai quattro corpi energetici della Tradizione Ermetica (Corpo Solare, Mercuriale, Lunare e Saturniano).

Più modernamente la struttura olografica dell’uomo, cioè la sua essenza multidimensionale, dominata dallo Spirito, si rappresenta con il Triangolo di Sierpinski. Il Triangolo di Sierpinski è un frattale. Esso contiene cioè un numero infinito di triangoli e un numero infinito di schemi, che hanno tutti le identiche proporzioni.

Triangolo di Sierpinski

In altri termini ingrandendo un qualunque dettaglio del triangolo, si otterrà sempre lo stesso frattale, cioè un altro triangolo perfettamente identico al primo. Ciò significa che ovunque in Natura, negli alberi, nelle nubi, nei cristali di ghiaccio, nel profilo delle coste, nelle foglie, nei fiori, come nell’uomo, il processo creativo procede seguendo lo stesso identico schema e che lo Spirito Divino permea ogni cosa.

Oggi sappiamo che alla base del principio olografico vi è il fenomeno dell’interferenza d’onda. È noto che ogni fenomeno di onde può creare un fenomeno d’interferenza. La valle e il ventre dell’onda si sovrappongono. Le onde luminose, le onde sonore e le onde radio possono produrre interferenza.

Si deve al fisico quantistico David Bohm e al neurofisiologo Karl Pribram lo sviluppo della teoria olografica dell’Universo e delle funzioni olografiche del cervello umano. Si rimanda il lettore alla letteratura specializzata per un ulteriore approfondimento.

Il concetto olografico ci consente di immaginare come avviene la vitalizzazione della materia. Lo Spirito, attraverso l’Informazione, mette in movimento la materia e da tale fenomeno nascono modelli di interferenza. Proprio questi modelli di interferenza, sono quelli che trasportano l’informazione della vita.

Se dunque immaginiamo il cervello umano come un computer, esso può essere considerato come l’hardware del sistema, mentre il software è rappresentato dal modello di interferenze che lo attraversano. Ovviamente il software è individuale, rappresentando in sintesi l’Uomo Storico, che contiene in sé tutto il programma di quell’unità umana. La risultante di tale processo è l’uomo in carne e ossa, con le sue caratteristiche uniche e irripetibili, che l’Epigenetica modifica variamente nel corso della vita a secondo delle influenze dell’ambiente, della società e dell’educazione.

Le precedenti considerazioni possono essere utili per comprendere aspetti della conoscenza esoterica (e dell’Ermetismo in particolare), finora velati di mistero o affidati all’interpretazione soggettiva dei vari iniziati.

Il concetto olografico dell’uomo è alla base della concezione olistica dell’Ermetismo. Tutto è nell’Uno e l’Universo è presente in ogni creatura del Mondo sub-lunare, dall’infinitamente piccolo all’uomo, che è al vertice della piramide biologica. La concezione olografica è anche la base scientifica della Legge di Analogia. In Natura i simili risuonano con i propri simili, e ciò in ogni campo dello scibile umano e della Natura.

Esistono corrispondenze tra Pianeti, Costellazioni, Stelle e l’uomo, così come i nostri antenati leggevano nelle viscere degli animali le tracce del divenire dei fenomeni naturali e delle vicende umane. Allo stesso modo la teoria olografica spiega la profonda interdipendenza tra i vari ambiti dell’uomo. Esiste una potenziale identità tra fenomeni mentali, emozionali e fisici, venendo così confermata l’ipotesi olistica delle scienze mediche basate sull’evidenza.

Si può leggere il carattere di una persona osservando la forma del suo viso o leggendo le righe della sua mano. Analogamente si possono legittimamente ricercare le cause di una patologia organica in uno squilibrio che interessi profondamente l’aspetto informazionale, emotivo o spirituale di una persona.

Un errore dell’Informazione comporterà immancabilmente conseguenze su tutti i piani. L’esperienza di molti terapeuti olistici insegna che la guarigione di una malattia può intervenire in maniera completa solo quando le cause dello squilibrio siano state del tutto rimosse.

Questo argomento meriterebbe un ulteriore approfondimento e mi riservo di farlo in una prossima occasione. A tal punto è però opportuno soffermarsi sui meccanismi della manifestazione divina (Spirito) nel corpo dell’uomo, perché tali conoscenze possono aiutarci nel nostro scopo, che è quello di aiutare praticamente il lettore che si accosti all’Ermetismo come a qualsiasi altra strada spirituale.

Lo Spirito divino crea nel corpo umano tre strutture olografiche, bacino di raccolta di tutte le informazioni necessarie a definire la vita. Tali strutture sono principalmente tre e sono rappresentate, oltre all’Ologramma dello Spirito (Uomo Storico), dall’Ologramma Cefalico (Mente) e dall’Ologramma Intestinale (Corpo Lunare).

Tratterò in un prossimo articolo le traiettorie psico-dinamiche dell’informazione all’interno del corpo umano. Le scoperte, abbastanza recenti, nel campo della Neuro-Fisiologia e della Neuro-Gastroenterologia, consentono di spiegare in termini razionali e scientifici alcuni aspetti delle dottrine sacre che per secoli sono state appannaggio del dogma e della fede.

Per il momento basti sapere che l’Ologramma Primario è il bozzolo dell’anima che si incarna e che si modifica di vita in vita, arricchendosi di esperienza e formando l’Uomo Storico. Tale germe spirituale, com’è noto, si costituisce nell’immenso bacino dell’energia planetaria per effetto dei processi degradativi che intervengono dopo la morte.

Questi embrioni spirituali sono poi attratti dalla coppia durante l’atto sessuale, a causa della neutralizzazione automatica delle forze polari, che si fondono in un’unità transitoria prodotta dalla copula animale. La manifestazione mentale del germe spirituale e lo sviluppo completo dell’embrione-anima nel nuovo corpo è lenta e graduale, concludendosi approssimativamente all’epoca della pubertà, quando la maturazione sessuale polarizza definitivamente i tratti psicosomatici dell’individuo.

Questo processo è molto variabile e generalmente avviene in modo incompleto. In un’ottica finalistica, il germe incarnato tende a in-formare il nuovo corpo, realizzando virtualmente una copia di sé stesso, ossia delle sue specifiche caratteristiche ereditarie.

Tuttavia, se ciò avvenisse interamente, la vita sarebbe un continuum di esperienze selezionate lungo tratti antichi ed ereditari, cui farebbe probabilmente riscontro una continuità di coscienza. Il che, come si è detto, non accade quasi mai, tranne che nei casi particolari di persone (o più spesso di bambini) che ricordano le vite precedenti e che possono facilmente integrare i ricordi antichi nella coscienza di oggi.

A parte tali situazioni, esiste un’enorme variabilità di manifestazione dell’Anima Storica nei vari individui. Pertanto la vita è una lunga e continua trasformazione dell’anima, attraverso l’esperienza. Si confrontano, nell’essere vivente, le tendenze antiche dell’Uomo Storico con le esperienze di oggi. Di conseguenza l’Ologramma Primario (Uomo Storico) progressivamente si trasforma, arricchendosi con le informazioni derivanti dall’esperienza di ciascuna vita.

Le antiche dissonanze devono essere corrette, perché nell’anima si stabilisca un maggiore equilibrio e quiete. È questo il significato della parola Destino secondo le Scienze Ermetiche, termine carico di un profondo valore finalistico.

Il dolore, quando è esagerato, squilibra l’anima esattamente come il piacere. Solo con la consapevolezza e con la volontà le forze squilibrate potranno essere rettificate e ripristinare l’equilibrio, base di partenza di un ulteriore progresso. Si capisce che tale azione correttiva può avvenire solo durante la vita.

Il concetto di Destino è legato intimamente al principio della Risonanza, che ci aiuta a comprendere il perché di molte vicende che caratterizzano la nostra vita e che spesso ci appaiono inspiegabili o ingiuste.

Si parla di Risonanza quando due sistemi vibrano alla stessa frequenza. Valga per tutti l’esempio del tenore, che emette i suoi vocalizzi dinanzi a un bicchiere di cristallo. Quando la sua voce raggiunge la frequenza propria del cristallo, le due frequenze si sommano e il bicchiere si rompe. In tal caso le frequenze sono dello stesso segno (risonanza costruttiva). Se invece le frequenze sono di segno opposto, esse si annullano (risonanza distruttiva).

Il concetto di Risonanza può essere meglio compreso facendo riferimento ai Sistemi Biologici. Nel nostro corpo le cellule funzionano come dispositivi organizzati, emettendo e assorbendo sia fotoni dallo spazio esterno che fotoni virtuali interni, prodotti cioè nel corso dell’assorbimento dall’ambiente dei flussi di materia ed energia.

Oltre alle radiazioni elettromagnetiche, ogni cellula emette un insieme di frequenze, fasi e ampiezze. Quando le cellule aumentano, fino a diventare un vero Sistema Biologico, il loro comportamento collettivo inizia a divergere da quello di ogni singolo membro del gruppo, nel senso che si verifica la sincronizzazione reciproca delle emissioni di tutte le cellule costitutive.

La sincronizzazione della risonanza è dovuta a una interconnessione tra gli elementi del Sistema e alle informazioni trasferite continuamente da una parte all’altra di esso. Più che di risonanza in senso matematico, si deve però parlare di comportamento coordinato, avendo questi elementi un unico attrattore.

Il Biocampo è dunque il risultato di un graduale processo di strutturazione cellulare tridimensionale nel corso dell’embriogenesi. A loro volta, da questo punto di vista, i Chakra sono centri tridimensionali di sincronizzazione della risonanza, deputati allo sviluppo e al funzionamento degli organi e dei sistemi biologici.

La struttura del Biocampo è connessa al sistema dei punti e canali dell’Agopuntura, che non sarebbero cellule o tessuti mutati ma proiezioni, sulla superficie cutanea, dei nodi della struttura di campo tridimensionale.

Il principio della risonanza è utilizzato a scopi terapeutici nella Medicina Energetica. Conoscendo le frequenze di emissione delle cellule e dei tessuti dell’organismo in condizioni fisiologiche, si possono erogare al paziente frequenze risonanti in grado di correggere le alterazioni frequenziali negli organi ammalati.

In particolare le frequenze normali costringeranno quelle alterate, per effetto del processo patologico, a rettificarsi riportando il sistema alla normalità. E ciò potrà avvenire o per annullamento delle frequenze patologiche (risonanza distruttiva), o per trascinamento delle frequenze alterate, che saranno indotte a vibrare in modo fisiologico.

Tornando all’Ermetismo, le precedenti considerazioni ci spiegano perché le esperienze che risuonano più profondamente con i contenuti dell’Anima Storica tenderanno a materializzarsi nella vita di un individuo, conducendolo inconsciamente a riprodurre molte situazioni del passato, impresse nell’Ologramma Primario, perché possano essere guarite col concorso della propria consapevolezza e volontà. Non intendo necessariamente esperienze negative, ma elementi psico-emozionali estremamente polarizzati, che coerciscono il divenire dell’anima in una direzione obbligata.

Il simbolo della Spirale esprime bene tale idea. Nel mio libro Thsecundia Ibis ho fatto riferimento all’immagine della Spirale, per indicare il circuito dell’alienazione nel quale l’uomo comune è immerso, quando non ha la forza per imporre a sé stesso un significativo cambiamento di rotta.

Questo modo di interpretare il Destino, se da un lato segna la vita di attrazioni o repulsioni razionalmente inspiegabili, spesso foriere di esperienze di dolore e di sofferenza, dall’altro coincide con il trionfo del libero arbitrio e della libertà di scelta.

L’uomo può, se cosciente, scegliere deliberatamente di modificare le proprie tendenze inconsce, non contrastandole (pena l’alienazione), ma cercando di modificarle con la propria consapevolezza, in modo da correggere le antiche propensioni in favore di un modo nuovo e più sereno di concepire la vita.

Grande è dunque la responsabilità dell’iniziato, che conosce le dinamiche occulte della mente umana e che può (e deve) modificare il suo tragitto in modo da correggere gli antichi errori, dirigendosi verso la Meta che, in quella vita, egli riconosce più idonea alle proprie esigenze interiori. Un senso di appagamento e di gioia sono gli indicatori più affidabili di una scelta corretta. Qualunque sia stata la scelta, che si tratti di una strada religiosa o di un percorso esoterico, l’importante è che essa rappresenti una via d’uscita attraverso cui l’antico e il nuovo possano integrarsi nell’armonia e nell’equilibrio.

Ripeto cose già dette. Sono stanco di confrontarmi con persone ipocrite che si dicono attratte dalla strada spirituale, ma non sono disposte a fare un solo passo, se questo comporta un’assunzione delle proprie responsabilità.

Si tratta a volte di persone pigre e svogliate, pronte ad esaltarsi per qualsiasi prodotto del loro inconscio o ad osannare qualunque personaggio che sappia stuzzicare la loro vanità, facendo loro intravedere percorsi luminosi e realizzazioni inverosimili; ma che sbuffano annoiati, quando qualcuno gli ripete il ritornello della fede e del valore della preghiera, cercando di far comprendere che la strada spirituale è una lunga ed estenuante lotta col Dragone Astrale, cioè col senso comune, che è impresso a lettere cubitali nell’inconscio personale e che spinge molti, che si credono iniziati, a razzolare come tanti polli alla ricerca di vermi o di semini avariati.

Ricomincio da dove Kremmerz ha concluso.

Intraprendere un percorso spirituale non può essere una scelta superficiale. In un certo senso non è mai una scelta, bensì una profonda e irresistibile necessità. Rilegga il lettore le illuminanti parole di C. G. Jung, per meglio comprendere il senso di ciò che vado spiegando. Il frutto cade dall’albero quando è maturo. Impedire che ciò accada è impossibile. Allo stesso modo chi è portato per la Spiritualità, è perché la sua anima è matura per cadere nel cesto della vita, dove solo il padrone del podere avrà il diritto di assaporarne il gusto.

Si evolve per necessità. L’uomo non ha alcun controllo sull’Anima Storica. Mi appello al buonsenso italiano, unito all’idealismo pitagorico di fondare una società di iniziati degni di tal nome, dove l’iniziato diventi il cittadino comune, rientrato in possesso della sua dignità di essere divino: un angelo che ha dismesso le ali, per passare qualche secolo in uno scafandro di carne. Prima o poi tutti giungeranno alla loro Meta.

Siamo fratelli nell’origine e nel destino. Nessuno ha il diritto di sentirsi migliore di un altro. Nel campo spirituale il diritto di crescere deriva dall’antichità dell’anima e dai progressi conseguiti in altre vite. Ma ciò dipende soprattutto dalla sensibilità dell’uomo a recepire i richiami del suo Uomo Storico, e dal suo sincero desiderio di stabilire un rapporto stabile e duraturo con la propria interiorità.

Si tratta di un impulso infrenabile, che caratterizza coloro che sono predisposti a percorrere una qualsiasi strada spirituale, che si tratti di Ermetismo o di un percorso religioso. La scelta istintiva dipenderà dal passato storico dell’iniziato. Egli sarà irresistibilmente attratto, per legge di Risonanza, verso quelle dottrine che maggiormente risuoneranno con la sua anima antica. Allora potranno verificarsi coincidenze, strani incontri, ricordi improvvisi di luoghi sconosciuti, che richiameranno l’attenzione del ricercatore verso una determinata direzione.

Un mio amico, ora scomparso, un giorno cercava in una libreria un testo di Ermetismo che gli avevo consigliato. Mentre bighellonava tra gli scaffali, un grosso libro – mosso da una forza misteriosa – gli precipitò sulla testa procurandogli un forte spavento. Egli si chinò e quale fu la sua meraviglia quando lesse il titolo dell’opera, scorrendone febbrilmente le pagine.

Si trattava del testo di un noto occultista anglosassone. Allora il mio amico smise di cercare. Lesse avidamente quel libro e si entusiasmò a tal punto da iniziare una febbrile ricerca non solo di nuove fonti, ma soprattutto di un Maestro che potesse introdurlo in quel mondo che sentiva intimamente appartenergli.

Non lo vidi più per molto tempo. Dopo qualche anno venni a sapere che si era gravemente ammalato e che, in più occasioni, aveva mostrato segni di squilibrio mentale e di depressione. Cito quest’esempio per far capire che non sempre le propensioni storiche sono infallibilmente giuste. Il meccanismo della risonanza funziona sempre, nel bene e nel male. Dipende dalle informazioni contenute nel nucleo storico, che funzionano come irresistibili attrattori.

Spetta allora alla razionalità e alla consapevolezza dell’uomo, con il proprio bagaglio etico ed esperienziale, attraverso lo studio e la meditazione, evitare di affidarsi acriticamente in mani sbagliate. L’Uomo Storico, a differenza di quanto si potrebbe pensare, non sempre è migliore del suo ospite terreno. Anzi spesso esso è appesantito da gravami karmici, legati a errori commessi in altre vite.

La Reincarnazione è un meccanismo perfetto, che consente di rettificare molti squilibri antichi attraverso l’esperienza, la delusione e il dolore. Il lavoro che attende inizialmente il neofita sarà quindi di purificare il suo Nucleo Storico dalle influenze squilibrate di altre vite. Poi si potrà proseguire.

Perciò il concetto di Karma (o Destino), secondo l’Ermetismo, dev’essere giustamente compreso. Si nasce con la propensione inconscia a ripetere le esperienze e gli errori del passato. Tali errori, lo ripeto, dovranno essere corretti in questa vita, caso contrario l’evoluzione si fermerà sino a quando non si troverà la forza per cambiare.

Allora cosa si può fare per coloro che sentono il bisogno di crescere spiritualmente? La verità è che non si può fare nulla, se non indicare loro la strada, ribadendo che la verità dev’essere rintracciata nell’anima di ogni candidato ai Misteri, più che nei libri o nelle pratiche di Maestri sconosciuti, resi famosi da promesse accattivanti o da proclami di primogenitura.

L’anima dell’uomo è il più grande mistero che dev’essere scoperto. Ciò però può verificarsi solo nella palestra della vita, attraverso l’esperienza, la sofferenza e il confronto dialettico con gli altri che condividono la stessa strada. Questa è la radice spirituale di ogni Scuola della Tradizione Occidentale, alla quale l’Ermetismo indiscutibilmente appartiene.

Vorrei che il lettore immaginasse una lunga scala, con alti gradini. La distanza tra un gradino e l’altro rappresenta l’esperienza, la vita più oi meno contrastata di ogni persona normale, lo sforzo che la sua mente e la sua anima devono compiere per elaborare le infinite informazioni dell’esistenza. Invece i ripiani su cui si posa il piede rappresentano le fasi di Reset, cioè i periodi in cui l’Anima Storica deve recepire nuove informazioni, integrandole profondamente sino a modificare sé stessa nel confronto tra passato e presente, in un processo dinamico che non si arresta mai.

Quando il bicchiere è colmo, l’acqua trabocca e si versa. Allo stesso modo quando un ciclo di conoscenza è giunto al suo culmine e si è concluso, deve succedere qualcosa che destabilizzi il precedente equilibrio, lasciando spazio a nuove informazioni, che modificheranno la vita e la personalità di quella persona come riflesso di un cambiamento più profondo, che riguarderà la sua interiorità, cioè l’Uomo Storico, l’Ologramma Primario dell’Informazione.

È bene che ogni lettore interessato alla Spiritualità tenga conto di queste considerazioni. Non c’è vera evoluzione, se non c’è cambiamento nella propria coscienza e personalità. Le dinamiche interiori di un essere umano sono difficili da comprendere. Tuttavia, se dopo un congruo ciclo di pratiche, non si avverte un positivo cambiamento nel proprio modo di essere, probabilmente si sta sbagliando o quella non è la strada giusta.

Nessuno, e sottolineo nessuno, può leggere nell’anima vostra, a meno che non sia un Maestro Perfetto, ma in tal caso egli tacerebbe e mai pronuncerebbe una sola parola allo scopo di aiutarvi e di spingervi avanti.

Un albero si giudica dai suoi frutti. E i frutti sono i buoni pensieri e le buone opere; e sono un ampliamento della propria sensibilità, il pensiero costante a Dio e soprattutto l’amore del Cuore, che deve sempre risvegliarsi.

Quando ciò si verifica, è già avvenuta una Congiunzione degli Opposti. Iside e Osiride in miniatura si saranno uniti nell’amore e avranno prodotto il frutto di un’anima nuova, che si manifesterà attraverso il Risveglio Ermetico, la conoscenza e l’Ipercomunicazione.

L’amore, come sostenevano gli antichi Maestri, è il vero segreto dell’ascesi. L’amore è l’unica Forza Bipolare dell’Universo. Risvegliare tale forza, impadronirsene e governarla con la propria volontà purificata, è la forma più alta di evoluzione ed è il vero segreto per riuscire dove tutti gli altri falliscono.

Da quanto ho detto, si comprende che ogni Reset Spirituale dovrà avvenire (e sarà preceduto) nel disagio mentale e nella sofferenza, più che nella serenità e nella gioia. Non importa quanto si soffre. Ogni persona ha il proprio livello di sopportazione oltre il quale, per legge provvidenziale non si va.

La vita ci offre infiniti esempi di Reset che, come si è detto, rappresenta il meccanismo fondamentale dell’evoluzione. Recentemente una mia conoscente, sposa di un militare di carriera, ha dovuto seguire suo marito all’estero, portando con sé i suoi figli. Per la donna, persona di notevole sensibilità, si è trattato di una svolta improvvisa quanto drammatica del suo precedente equilibrio: un nuovo Paese, una lingua sconosciuta, una nuova casa, nuove amicizie, i figli da inserire in una diversa realtà sociale e scolastica. Insomma, un cambiamento davvero radicale.

Si può dire che tutti i suoi precedenti equilibri, basati su abitudini cristallizzate, siano stati scossi e in parte distrutti da questa nuova situazione di vita. È come se una piccola voragine si fosse aperta sotto i piedi di questa donna coraggiosa, anche se non so fino a che punto cosciente delle conseguenze interiori della sua scelta.

Ne è conseguito un periodo di disorientamento, la sensazione di aver perso i punti di riferimento e lo sconforto di sentirsi precipitata nella paura e nell’insicurezza. Dal mio punto di vista, quest’accadimento ha però qualcosa di provvidenziale. Libera dall’abitudine, la sua anima, pronta da tempo per un passaggio di stato, ha ripreso il suo lento cammino verso la coscienza dopo anni di stasi e di passività. Insomma qualcosa in lei si è sbloccato, come dimostra il suo recente cambiamento nell’approccio alla Spiritualità e l’iniziale comparsa dell’Ermete.

Un altro esempio abbastanza frequente di Reset riguarda i malati di cancro. Chi nella sua vita ha avuto la disgrazia di essere colpito da questa terribile malattia potrà comprendermi. Nella mia professione di medico ho spesso assistito a profondi cambiamenti, nei fortunati che sono riusciti a superare la malattia e a sopravvivere.

I loro parametri mentali cambiano drasticamente. Ci si ripiega su sé stessi, rivalutando gli aspetti affettivi e spirituali della propria vita, dando meno importanza a valori che, fino a poco tempo prima, polarizzavano esclusivamente la propria attenzione, come il danaro, la carriera o la vita sociale.

A volte ci si rivolge alla Religione, ma si tratta solo di un modo per canalizzare le potenti energie spirituali che, liberate dalla sofferenza, trovano il modo di divenire coscienti, affinché quell’anima, venuta sulla terra per perfezionarsi, si adatti maggiormente alla vita trovando un nuovo equilibrio in una più completa unità con la sua parte cosciente.

Quando questo piccolo miracolo si verifica, la malattia non ha più senso. Allora le cure mediche divengono più efficaci, l’atteggiamento mentale ed emotivo dell’ammalato passa dalla rabbia e dal rifiuto, alla serenità e all’accettazione del proprio destino. Così il corpo, propaggine materiale dell’anima, inizia un prodigioso percorso di auto-guarigione. Si guarisce dentro e fuori. Le vecchie ferite dell’Anima Storica si rimarginano e guarisce anche il corpo. Il Reset è riuscito. La malattia non è più necessaria. Forse è solo un piccolo passo avanti, ma radicale e definitivo.

Tornando alla strada spirituale, farà bene il lettore a immaginarla come un monumentale Reset del proprio organismo psico-fisico dove, in un processo dinamico e continuo, si deve tornare indietro: dal fallace equilibrio di una vita scandita dall’abitudine stereotipata, allo stato di Caos generatore di nuovi equilibri. Ecco perché è del tutto inutile intraprendere il percorso ermetico, senza aver chiaro il senso profondo del proprio cambiamento.

L’Athanor in cui si svolgono i processi trasmutativi dell’alchimista è il corpo, inteso nell’unità di tutte le sue componenti. La mente è solo uno dei poli su cui si riflette il cambiamento. L’altro è l’emotività, simbolicamente rappresentata dal Serpente Kundalini, spesso confuso col centro sessuale e degli istinti animali.

Se s’impara la lezione, sarà meglio per l’uomo. Altrimenti il processo evolutivo si arresterà e, forse, quell’anima non avrà più ragioni per vivere. La vita dell’iniziato non è diversa da quella di qualsiasi altro uomo. Si procede di Reset in Reset fino alla fine.

Così procede la purificazione ermetica. Pezzi della vecchia anima, ereditata dall’incarnazione, si staccano e si sciolgono al fuoco della fede e dell’amore incondizionato. E per ogni frammento che si stacca, nuovo tessuto interiore si forma, generato dall’esperienza di vita e dalla sublimazione di tutto ciò che prima sembrava inutile, in un anelito continuo verso il divino e la propria interiorità. Essere coscienti di questa legge non può che aiutare profondamente chi si dedica con fervore alla strada spirituale.

Kremmerz lo sostiene chiaramente quando richiama l’attenzione del discepolo sul fatto che la strada ermetica non comporta minori sofferenze e passaggi di stato indolori, ma esattamente il contrario. La strada spirituale, qualunque essa sia, se veramente autentica, può essere abbreviativa del proprio destino spirituale, ma ciò comporterà Reset più frequenti, più intensi e probabilmente più faticosi.

Fin a quando il discepolo non sia giunto a un grado elevato di evoluzione, il suo destino non sarà diverso da quello di qualsiasi altra persona. Egli potrà fermarsi in qualunque momento e vanificare i suoi precedenti sforzi. Se ne riparlerà in un’altra vita.

Le Forze Invisibili o il Maestro, se presenti, possono accelerare il processo di evoluzione, ma un aiuto di questo tipo non può che essere rigoroso, fino a sembrare persino spietato, tendendo a realizzare il vero interesse dell’iniziato, cioè la sua evoluzione di anima, piuttosto che il suo stato umano. Comunque non sempre tale aiuto si verifica. Bisogna meritarlo, con la propria dedizione e la propria fede in Dio.

Questi ingredienti sono la base per ogni vero candidato alla Magia dell’Anima. Così si nasce, non si diventa. Come affermavano gli antichi alchimisti, per produrre Oro occorre disporre almeno di un granello del prezioso elemento. Analogamente se non si possiede il dono dell’amore, ogni tentativo sarà infruttuoso perché alla prima difficoltà, e al primo dolore, lo sconforto e l’abitudine riprenderanno il sopravvento e si ritornerà di peso nell’oscurità della Marea Astrale, cioè della vita comune.

Allora si diventerà degli iniziati da barzelletta, che crederanno di servire la loro anima, ma in realtà saranno schiavi di nuove forme mentali, peggiori delle precedenti perché impastate di orgoglio e d’illusione. Così purtroppo avviene in ogni strada spirituale.

Così è anche nella Religione, dove la pluralità delle situazioni possibili si estendono dalla tiepida e inutile abitudine del bigotto, al fervore mistico di veri Eroi, frutto di improvvise e miracolose conversioni o di vite intere dedite al sacrificio e all’amore per il Dio cristiano. San Pio insegna. Sono casi miracolosi di Reset spirituale, esempi straordinari dei miracoli dell’amore vero, se divenuto Intelligenza del Cuore.

Altro non voglio aggiungere. La metafisica del XXI secolo esige un salto di qualità che non può più avvenire nel semplice misticismo, ma in una progressiva presa di coscienza della verità. Il mio fine è questo. Il Misticismo cristiano, che Kremmerz definiva pece che ricopre l’anima, è merce avariata che non fa più presa sulla psiche evoluta dell’uomo contemporaneo. Pure, a suo tempo, il Misticismo svolse il suo ruolo positivo, nell’aiutare la lenta trasformazione della bestia umana in homo sapiens e dopo in homo sentimentalis.

Noi siamo discendenti di noi stessi e tra i nostri compiti, nelle vite odierne, vi è quello di liberarci delle tracce di quel misticismo che pure, allora, ci servì per educare il nostro cuore primitivo alla legge dell’amore fraterno e del sacrificio. La libertà da ogni vincolo di fede imposta rappresenta l’ennesimo segno dell’inarrestabile evoluzione dell’uomo/dio verso sé stesso, cioè verso la sua realtà noumenica, fatale destino di ogni anima incarnata.

Concludendo, non si può parlare di evoluzione spirituale, se non si comprende che qualunque trasformazione deve avvenire nell’esperienza e nel dolore. Le trasmutazioni improvvise, lo Spiritismo, la Magia e tutte le favole di Aladino, sono pericolose illusioni che allontanano l’uomo dalla sua giusta traiettoria, quasi quanto il pericoloso miraggio dell’Alchimia Spirituale: cioè l’illusione che ci si possa trasformare in un essere quasi divino, con poche pratiche applicate a un organismo psico-fisico sostanzialmente immaturo e impreparato a subire le dinamiche violentissime del Fuoco Alchemico.

Se una trasmutazione in senso alchemico è possibile, potrà avvenire solo quando l’iniziato sarà giunto all’ultimo gradino della Scala di Giacobbe, che inizia in altre vite e si concluderà quando la Natura avrà fatto il suo corso, e si sarà realizzata una prima forma di Integrazione tra mente, anima e corpo in un’Entità più matura per l’ulteriore progresso.

Quando il discepolo è pronto, l’iniziatore arriva, Per legge di risonanza l’iniziato, divenuto Satellite di Febo, sarà attratto dal Maestro che maggiormente potrà spingerlo innanzi e che è più vicino all’ultimo gradino cui egli sarà giunto.

La vita umana, la nostra vita, è solo il tratto di scala che ci è dato salire. Dove arriveremo dipenderà dal percorso precedente, ma soprattutto dalla nostra consapevolezza, dalla nostra volontà e dalla nostra fede in Dio.

Mario Krejis

Psicodinamica occulta – Mario Krejis

di Mario Krejis

Riprendo da dove ho interrotto nel mio articolo “Ius Soli, Ius Dei”, per meglio spiegare le sottili dinamiche che regolano la fisiologia energetica del corpo umano, alla luce delle attuali conoscenze scientifiche che ne chiariscono in parte i meccanismi. Così sarà possibile comprendere aspetti della dottrina ermetica considerati di difficile comprensione o avvolti dal mistero.

Ritorniamo al concetto di Reset che, da quanto ho esposto precedentemente, costituisce il meccanismo fondamentale di evoluzione delle anime in questa dimensione. Nel Reset la psiche si carica progressivamente di nuove informazioni, che generano altrettanti pensieri, emozioni e comportamenti. In altri termini l’assetto psico-fisico di un uomo, a un certo punto della sua vita, è il prodotto del rapporto dinamico tra le percezioni esogene, derivate dall’esperienza, e le inferenze inconsce prodotte dall’influenza dell’Uomo Storico.

Tale influenza trova un ostacolo, a volte insormontabile, nelle cristallizzazioni mentali e nei blocchi emotivi che si formano durante l’esperienza e che hanno alcunché di imprevedibile, essendo legate a fattori incomprensibili. Può crearsi così un arresto nel processo maturativo, venendosi a stabilire barriere inconsce che interessano generalmente la regione del cuore, cioè il 4° Chakra. Si tratta di concetti apparentemente complessi, che occorre definire per quanto è attualmente possibile.

La Nuova Fisica ha ipotizzato la struttura olografica dell’Universo e dell’uomo, introducendo un nuovo principio accanto ai tradizionali concetti di mente, anima e corpo, cioè quello di Informazione. In un universo di energia vibrante, l’Informazione è la categoria più importante perché essa, modulando le infinite frequenze che percorrono l’esistente, dà forma a tutte le cose, uomo compreso.

Nel corpo fisico degli esseri viventi, le informazioni strutturanti sono polarizzate dal DNA, vera e propria antenna ricetrasmittente, che regola e disciplina quantisticamente tutti i processi biologici e le infinite reazioni che costituiscono la vita.

L’Informazione è considerata come la causa prima di tutti i fenomeni che intervengono in Natura. Come afferma giustamente il fisico tedesco Frederic Vester: “Ciò che rende viva la materia morta è l’informazione e non la materia stessa. Quindi il nostro corpo fisico è dipendente dal sistema Energia-Informazione. In particolare, nel nostro spazio vitale, l’Informazione si serve dell’Energia per dar vita alla materia.”

Un secondo punto è che nella nostra dimensione l’Informazione è collocata entro strutture olografiche, come sottolinea Peter Mandel nei suoi trattati di Medicina Esogetica.

Il concetto di Ologramma consente di comprendere che tutto è Uno, e che ogni aspetto dell’essere umano (spirituale, mentale, emozionale e fisico) è contenuto nel medesimo seme informazionale, che si diparte sempre da un Ologramma Primario (o Ologramma dello Spirito), che ermeticamente potremmo definire Dio del corpo, in quanto contenente la Scintilla Divina incarnata che istantaneamente, in ogni nuovo nato, detta le regole informazionali che plasmeranno la nuova creatura nella sua sostanziale unità.

L’Ologramma dello Spirito contiene tutte le informazioni necessarie perché il corpo si sviluppi secondo traiettorie naturali, seguendo uno schema fisso e prestabilito. Così, poco per volta, i semi dell’anima si schiudono nel piccolo uomo, definendolo in ogni aspetto e costruendogli un’anima terrestre (Corpo Lunare), punto di congiunzione tra l’essere vivente e il suo Creatore.

Tale processo si completa generalmente all’epoca della pubertà: il torrente circolatorio veicola ormoni e catecolamine, generando positive manifestazioni in ogni aspetto della psiche e del corpo, concludendosi nell’età adulta con l’ultima fase, quella cioè dell’affioramento dell’anima storica nella coscienza, fenomeno che costituisce – nella sua pienezza – l’approdo dell’iniziato come di qualunque altro uomo.

L’anima storica, o Uomo Storico secondo il Kremmerz, è lo stesso Ologramma dello Spirito integrato, nel corso dei secoli, dagli apporti informazionali delle singole incarnazioni che hanno segnato il percorso terreno di quell’essere. L’Uomo Storico è destinato a ulteriormente modificarsi durante l’ultima incarnazione, con il contributo dell’esperienza e della maturazione psichica da essa derivata.

Così, vita dopo vita, l’anima evolve lentamente secondo il modello divino, spingendo l’uomo verso l’integrazione e l’unità. Ovvero, per dirla con gli alchimisti, verso la spiritualizzazione del corpo e la materializzazione dello Spirito. Così, alla fine dei tempi, sarà compiuta l’antica profezia e sarà rigenerato l’Uomo Celeste, l’Adam Kadmon della Tradizione Cabalistica.

Possiamo quindi concepire l’Uomo Storico non più come una parte dell’inconscio o una distorta rappresentazione dell’anima umana, bensì come un Nucleo Informazionale primigenio, che si modifica continuamente per effetto dell’esperienza di vita, trasformandosi in una struttura più stabile e coerente secondo le intenzioni del Nume, cioè dello Spirito Divino che lo informa.

L’Uomo Storico è dunque il punto di confluenza di tutte le informazioni che giungono dal corpo e dall’ambiente ed è a sua volta il punto di partenza di nuove informazioni, che agiscono ovunque attraverso Centri Olografici distribuiti ubiquitariamente in tutto il corpo, a formare un complesso di relazioni funzionalmente unico e interdipendente.

Non mi addentrerò ulteriormente in queste tematiche. Occorre essere pragmatici, facendo comprendere (o meglio intuire) i meccanismi dell’ascesi il più chiaramente possibile, anche a rischio di essere incompleti. Ritornerò pertanto ancora una volta sul concetto di Informazione, ispirandomi alle idee di scienziati contemporanei che hanno approfondito l’argomento, apportando significativi contributi alla conoscenza scientifica di questo tema spinoso.

Nel processo di creazione della vita, l’Uomo Storico, contente lo Spirito Divino, crea nuove strutture olografiche, con un processo replicativo simile a quello che caratterizza la divisione cellulare dell’ovocita umano. Rimando a Peter Mandel per una descrizione completa del processo.

Personalmente interpreto le sue riflessioni con la mentalità dell’ermetista, dandone una libera interpretazione. Il lettore si farà così un’idea generale dell’argomento, che si aggiusterà col tempo e la pratica ermetica.

La prima struttura olografica secondaria è rappresentata dall’Ologramma dell’Energia, che contiene tutte le informazioni che regolano il metabolismo del Corpo Energetico (Biocampo) e i flussi di energia vibrante che traversano l’organismo, producendo l’attività mentale, emozionale e metabolica. Ologramma significa tutto nell’unità.

Non bisognerebbe confondere il concetto di Biocampo, con quello di Corpo Lunare e di Uomo Storico della Tradizione Ermetica. Il Biocampo costituisce essenzialmente l’irradiazione della materia corporea (Corpo Eterico), esprimendo lo stato di salute (o di squilibrio) dell’organismo fisico, la funzionalità dei vari organi, lo stato neuro-vegetativo, ecc. Il Biocampo si espande all’esterno del corpo ed è in continuo rapporto con l’ambiente e con l’energia circostante.

L’Uomo Storico è lo stesso Spirito Divino (Corpo Solare), considerato dinamicamente nel suo lento e progressivo adattamento alla dimensione terrestre (Corpo Mercuriale). Esso è pertanto, come si è detto, un Nucleo Informazionale primario, che si serve dell’Energia Vitale per trasmettere le informazioni necessarie a modulare la vita di quel particolare individuo.

Il Corpo Lunare, infine, rappresenta la manifestazione, sul piano psico-emozionale, dell’Uomo Storico, ossia dello stesso Corpo Mercuriale nell’atto della sua manifestazione. In particolare esso esprime le profonde e complesse relazioni che sussistono, nell’essere vivente, tra circolazione energetica e mondo mentale ed emozionale, tra la materia fisica ed i processi psico-sintetici in risposta alle sollecitazioni sensorie. Da ciò consegue la mutevolezza della manifestazione lunare e la sua estrema sensibilità alle influenze mentali e inconsce. In sintesi:

Spirito Divino = Corpo Solare
Spirito + Informazione (nel suo adattamento alla vita) = Corpo Mercuriale
Spirito + Informazione + Energia emozionale = Corpo Lunare

Si tratta di una classificazione utile a soli scopi didattici. I vari Corpi dell’uomo costituiscono un’unità indivisibile, anche se a volte può determinarsi una dissociazione tra le sue varie componenti, con arresti nell’evoluzione e svariate patologie psichiche od organiche. Svilupperò ulteriormente queste tematiche in un prossimo articolo.

Attualmente la moderna tecnologia pone a disposizione del ricercatore degli strumenti di valutazione del Biocampo individuale (Corpo Eterico), consentendo di misurare l’emissione fotonica delle dita delle mani, ricostruendo nella sua totalità l’organismo fluidico tramite particolari algoritmi matematici.

Tali tecniche sono basate sul cosiddetto Effetto Kirlian e sono state sviluppate dal fisico russo Konstantin Korotkov, che ha brevettato un apparecchio (Bio-Well) che permette di analizzare il Biocampo in condizioni fisiologiche e di patologia, o durante stati alterati di coscienza come la meditazione o varie esperienze extrasensoriali. L’apparecchiatura è presente sul mercato ed è facilmente accessibile a chiunque voglia sperimentarne l’efficacia.

Inoltre con l’uso del Bio-Well è possibile analizzare le condizioni bioenergetiche in ambito medico, con importanti deduzioni di carattere diagnostico e soprattutto preventivo.

K. Korotkov, che ho avuto occasione di conoscere personalmente, ha dato dignità scientifica a osservazioni un tempo riservate ai soli sensibili in grado di percepire l’aura colorata del corpo. Non c’è limite alle conquiste dell’ingegno umano.

Nell’immagine riporto un esempio di registrazione energetica del Biocampo con la metodica di Korotkov. All’interno dell’ovulo energetico è riportata una sagoma umana, che permette la precisa localizzazione delle aree energeticamente anormali (per eccesso o per difetto) e degli organi corrispondenti. In tal modo è anche possibile diagnosticare squilibri neuro-vegetativi o alterazioni psicologiche collegate a situazioni esistenziali.

L’Ologramma dell’Energia è collegato al sistema dei Chakra e dei meridiani dell’agopuntura e si alimenta nell’immenso serbatoio dell’Energia Universale, che proviene dal Cosmo e dall’interno del corpo per effetto dei processi metabolici, immagazzinandola in una struttura che corrisponde virtualmente al centro energetico noto col nome di Kundalini.

Nella tradizione orientale la Kundalini è rappresentata sotto forma di un serpente, che giace dormiente alla base della colonna vertebrale. Nei praticanti di Yoga si crede che questo serpente possa risvegliarsi, risalendo lungo il canale centrale del midollo (Sushumna) e attivando in sequenza tutti i Chakra, fino a esplodere nel 7° Chakra come una fontana zampillante ed aurea, in grado di connettere la terra al cielo e l’asceta a Dio, producendo l’illuminazione.

Oggi possiamo immaginare la Kundalini come una struttura olografica pulsante, in grado di emettere frequenze di intensità variabile: da quelle più basse, che alimentano la materia corporea e i Chakra inferiori, fino alle vibrazioni più alte e spirituali, in grado di espandere notevolmente il campo vibratorio dell’essere umano, rendendo possibile l’espansione della coscienza e il contatto con dimensioni trascendenti.

Come in un pentagramma musicale, nel quale alle varie note corrispondono i 7 Chakra della Tradizione Orientale, l’anima e le circostanze della vita fanno risuonare i centri energetici, producendo infinite combinazioni di suoni, cioè di frequenze. Si produce così un continuo e perfetto adattamento del rilascio di energia vitale alle esigenze dell’individuo, sia per quanto riguarda la sua interiorità che il suo corpo fisico, nelle variabili circostanze della vita.

Nell’uomo normale la pulsazione è continua ed è regolata dalle informazioni che provengono dall’Ologramma Primario (Corpo Mercuriale) e dai suoi centri secondari. La Kundalini rifornisce il corpo umano dell’energia necessaria a svolgere le normali attività, sia sul piano fisico che psicologico ed emozionale.

Durante l’attività sessuale, invece, che provoca una grande produzione di energia, la pulsazione della Kundalini aumenta, con emissione di frequenze più basse, che stimolano i Chakra collegati alla terra. Naturalmente le emozioni e i pensieri, prodotti in tali circostanze, saranno consensuali a quel particolare livello vibratorio, producendo un’attività psichica più vicina alla materia, mentre dal punto di vista fisico potranno essere presenti i segni della stimolazione neuro-vegetativa ed ormonale.

In realtà, durante il rapporto sessuale, è poco probabile che siano prodotte emozioni armoniose o pensieri elevati di spiritualità. Al contrario, nell’asceta in meditazione o nello stato di esaltazione emotiva, proprio dell’iniziato dell’Ermetismo, l’attività vibratoria della Kundalini si sposta verso lo spettro più alto, entrando in risonanza con i Chakra più elevati.

Di conseguenza lo stato emozionale si sposterà verso l’estasi e la coscienza dell’iniziato si svilupperà fino a consentire proiezioni astrali o contatti telepatici con Intelligenze extra-umane, mentre il suo corpo vibrerà secondo un ritmo consensuale all’anima.

Qualche parola vorrei spendere sul risveglio precoce della Kundalini, possibile in coloro che eseguono pratiche yogiche o alchemiche senza una dovuta preparazione, cercando di ottenere velocemente il risveglio spirituale.

Per preparazione deve intendersi il progressivo adattamento psico-fisico dell’asceta all’azione di frequenze molto potenti, sicuramente deleterie per gli ambiziosi che vogliono a tutti i costi bruciare le tappe. Infatti, nell’uomo immaturo spiritualmente, si produce una stimolazione caotica dei Chakra, con blocchi totali nei Centri meno attivi e ipertrofie funzionali in quelli più squilibrati. Le conseguenze possono essere disastrose: sindromi dissociative, ossessioni e manie sessuali cui sarebbe molto difficile resistere.

Ritornando alla costituzione energetica del corpo, i tre Ologrammi principali che regolano la vita sono, come si è detto: lo Spirito/Informazione, l’Anima/Energia e il Corpo/Materia. Questi tre Ologrammi costituiscono la santa Trinità, che è alla base della vita sulla terra. A loro volta essi interagiscono con altre fondamentali strutture olografiche, che raccolgono e trasmettono le informazioni essenziali all’esistenza, cioè l’Ologramma del Cervello e il cosiddetto Cervello Addominale.

Fondamentale è il concetto di Cervello Addominale, oggetto di studio della moderna Neuro-Gastroenterologia, che ha dimostrato definitivamente che l’essere umano possiede un cervello nell’addome. D’altronde ciò rientra nella nostra esperienza quotidiana: quando proviamo dei sentimenti, quando siamo intuitivi, ispirati o sentiamo rabbia, felicità o gioia, avvertiamo tutto questo prima nell’addome. Nella tradizione orientale il Cervello Addominale prende il nome di Hara, cioè l’Essere della pancia (D. Chopra).

Come afferma il neurologo americano Michael Gershon, il Cervello Addominale è il garante della sopravvivenza dello Spirito e dell’Anima nella nostra dimensione. Esso è la sorgente di sostanze psicoattive che sono in relazione con il nostro cervello. Ciò si deve alla liberazione, da cellule intestinali specializzate, di mediatori chimici ad azione psicoattiva e modulante il Sistema Nervoso Neuro-Vegetativo, come la serotonina, la dopamina e gli oppiacei.

Inoltre il Cervello Addominale è la fonte delle nostre emozioni, che si originano in risposta alle infinite informazioni che provengono dall’ambiente o dall’interno del corpo. A livello intestinale risiedono infine circa il 70% delle cellule immunoattive: da ciò deriva la profonda influenza che le emozioni esercitano sul Sistema Immunitario, in senso positivo oppure inibitorio, cioè patogenetico.

Le emozioni sono dunque delle reazioni neuro-chimiche, che si originano nel Cervello Intestinale e terminano nell’Ologramma del Cervello Cefalico attraverso l’asse dell’anima (Colonna Vertebrale). Le emozioni sono i veri vettori dell’Informazione, come confermano le moderne tecniche di Risonanza Magnetica Funzionale. È verosimile però che la trasmissione degli impulsi emotivi non avvenga attraverso le consuete vie di conduzione nervosa (potenziali di azione), dato il suo carattere praticamente istantaneo, bensì tramite una via extraneurale, cioè con particelle di quanti.

Non mi dilungherò ulteriormente su questi aspetti, che richiedono probabilmente una preparazione specifica. Giungerò invece alle conclusioni:

Il sentimento viene prima del pensiero, perciò le funzioni del Cervello Addominale hanno la priorità su quelle del Cervello Cefalico. Esiste una profonda correlazione funzionale tra i due Cervelli, che, come si è detto, si realizza attraverso la colonna vertebrale (asse dell’anima), il Midollo Allungato e il nervo Vago.

Gli impulsi informazionali che generano le emozioni provengono dall’Ologramma dello Spirito, che costituisce la sintesi tridimensionale del corpo nelle sue varie componenti (fisica, emozionale e mentale).

Le emozioni, una volta prodotte, risalgono verso l’alto muovendosi istantaneamente lungo l’asse dell’anima. Superata la cosiddetta barriera dell’informazione, rappresentata dal Chakra del cuore, giungono infine al cervello prefrontale (Cervello Emozionale), dove si coniugano con le funzioni cognitive, che originano nella parte posteriore del cervello (Cervello Cognitivo).

Il Cervello Emozionale, che è stato oggetto di particolari studi negli ultimi anni, comprende il Sistema Limbico, l’Ippocampo e l’Amigdala ed è responsabile dei nostri sentimenti e delle nostre reazioni per la sopravvivenza. In altri termini esso controlla tutto ciò che regola il nostro benessere psichico, oltre alla funzione cardiaca, alla pressione arteriosa, agli ormoni, al sistema digerente e a quello immunitario.

Nel Cervello Cognitivo, invece, avviene la regolazione delle modalità comportamentali sociali e morali, come la concentrazione, l’inibizione e la repressione dei sentimenti, degli impulsi e degli istinti. Ad esso, attraverso le strutture ipotalamiche, giungono gli stimoli sensori che danno origine a nuove impressioni, attraverso il confronto con il ricordo, l’esperienza e il vissuto individuale.

Dall’integrazione dell’attività del Cervello Emozionale e del Cervello Cognitivo nasce il Pensiero Emozionale, per cui ogni nuova conoscenza riceve l’imprinting di una particolare emozione. Il pensiero emozionale è dunque un pensiero formale, che contiene però una caratteristica impronta emozionale. Infine il Pensiero Emozionale, legato all’esperienza di vita, torna indietro per essere recepito nell’Ologramma dello Spirito (Uomo Storico), che si modifica consensualmente.

Questo in estrema sintesi. L’armoniosa ed equilibrata cooperazione tra parte anteriore e posteriore del cervello è importante in ogni situazione della vita. In pratica, però, nell’esistenza di una persona governano le più svariate rivalità tra i due emisferi. Ciò ci rende infelici e genera stress e frustrazione, che aprono la strada alla malattia.

Se i due emisferi fossero collegati in modo equilibrato, l’uomo percepirebbe solo armonia e benessere. Il Cervello Emozionale ci indica la direzione secondo la quale dovremmo dare forma alla nostra vita, mentre il Cervello Cognitivo ci porta a percorrere la strada nel modo più assennato possibile. Quando, per favorire la personalità, si reprime la voce interiore che viene dal Cervello Addominale si arriva al caos, che si accompagna alla paura, alle fobie e alle psicosi. Si accuseranno allora tutti i tipi di malattie, come problemi gastro-intestinali, malattie da stress, cardiopatie, pressione alta e tumori.

In conclusione, tutti i conflitti che affliggono l’uomo moderno sono la conseguenza di disturbi funzionali del Cervello Emozionale. L’impronta che queste esperienze lasciano nella persona è indelebile ed influenza profondamente le nostre percezioni e il nostro comportamento.

Tuttavia il cervello emozionale ha in sé dei potenti meccanismi di autoguarigione, che possono essere attivati agendo efficacemente sull’Intelligenza del Cuore. Mi sono soffermato su questo argomento nel mio primo libro Thsecundia Ibis.

Oggi si sa che il cuore, come organo fisico, similmente all’addome, possiede un piccolo cervello, che è collegato con il cervello emozionale prefrontale. Qui gli antagonisti del Sistema Nervoso Simpatico e Parasimpatico svolgono un ruolo importante. Il Simpatico ad esempio accelera il battito cardiaco e attiva il cervello emozionale, mentre il Parasimpatico agisce da freno.

Il collegamento tra le zone cerebrali prefrontali e il piccolo Cervello del Cuore è la chiave dell’intelligenza emozionale. L’Intelligenza del Cuore ha però un significato non soltanto fisico, come ha dimostrato la scienza medica. Il cuore è simbolicamente la sede dei sentimenti più elevati e dell’amore. Di una persona innamorata, si dice che ha il cuore gonfio d’amore, mentre un uomo crudele è considerato tradizionalmente una persona senza cuore.

In alto i cuori, si diceva un tempo, per esortare il popolo dei fedeli all’entusiasmo e ai buoni sentimenti. La regione del cuore corrisponde al 4° Chakra (Anahata), di colore verde, centro energetico cruciale, dotato di intensa attività vibratoria. Esso è situato in posizione centrale, tra i tre Chakra superiori (o Chakra freddi), che esprimono le funzioni più elevate della psiche e dei parenchimi nobili e i tre inferiori, più direttamente connessi all’attività del corpo e alla calda energia della terra.

Il Chakra del cuore mostra un’attività vibratoria che oscilla dalle basse o bassissime frequenze, che caratterizzano gli stati negativi dell’affettività, alle alte frequenze proprie dei sentimenti di amore incondizionato, di fede e di dedizione all’umanità. Tutte le informazioni che provengono dal Cervello Addominale, devono passare da questo centro, prima di poter giungere al cervello e divenire coscienti.

Se le frequenze sono elevate e coerenti, le informazioni dell’Ologramma dello Spirito passano e giungono al Cervello Emozionale, che le elabora; Se invece sono basse e caotiche, bloccano la trasmissione energetica e la persona viene scollegata da ogni connessione con l’Uomo Storico. Di conseguenza tutti i corpi (Fisico, Lunare, Mercuriale e Solare) ne risentono sfavorevolmente.

Non a caso si parla di barriera dell’informazione, a sottolineare le funzioni di filtro che il centro cardiaco esercita sulle informazioni spirituali. Per tale ragione, nelle Scuole di Esoterismo, il discepolo viene esercitato a mantenere alta la vibrazione del centro cardiaco, attraverso sane abitudini di vita, la preghiera e i riti propri di ciascuna Tradizione.

Da un certo punto di vista la Strada Ermetica, specie nelle sue fasi iniziali, non è altro che un processo di educazione dell’Intelligenza del Cuore, che dev’essere allenata a vibrare nel modo corretto, perché si stabilisca un ponte tra coscienza e Uomo Storico. Tale fenomeno, che segna di successo i primi passi dell’iniziato, corrisponde all’emergenza dell’Ermete, cioè di un pensiero intuitivo, carico emotivamente, che proviene dall’Ologramma dello Spirito ed è per l’appunto veicolato da emozioni positive.

Il valore delle pratiche ermetiche consiste pertanto nella loro capacità di elevare lo spettro vibratorio delle frequenze del cuore, creando quello che ermeticamente è definito Stato Isiaco. Quando il cuore vibra di amore, tutti i corpi dell’uomo sono inondati di forza vitale, che attiva in sequenza tutti i Chakra, estendendo la sensibilità dell’iniziato e dando inizio al processo di integrazione con l’Uomo Storico (Apertura Ermetica).

Perciò non è sufficiente recitare meccanicamente una preghiera o un salmo della Chiesa, anche se i rituali antichi posseggono intrinsecamente il potere di esaltare l’anima del credente. Il neofita dell’Ermetismo imparerà – con l’esperienza – quale dovrà essere lo stato giusto da raggiungere, perché si attivi in lui il risveglio ermetico. In definitiva l’esperienza di vita modifica progressivamente l’Uomo Storico, che compie così la sua missione in quella vita. Ciò però non implica che le modificazioni che intervengono nell’Uomo Storico debbano sempre essere positive o moralmente accettabili.

Se una vita è stata consumata nello squilibrio e nel male, le impressioni profonde, recepite dall’Ologramma Primario, saranno consensuali a quell’esperienza. Di conseguenza l’Uomo Storico porterà con sé, gli squilibri accumulati, nella prossima incarnazione. Tale concetto serve a sfatare l’idea che l’interiorità di un uomo sia sempre migliore della sua parte vivente.

Un uomo sarà sempre istintivamente attratto da esperienze risonanti con i propri contenuti inconsci. Dipenderà poi dalla sua comprensione e dalla sua volontà cambiare rotta e correggere le proprie anomalie interiori. Ciò richiede volontà e sofferenza, perché per creare nuovi equilibri è necessario smantellare ogni precedente cristallizzazione. La rottura, spesso traumatica, dei coaguli di energia psichica squilibrata, l’ho definita più modernamente Reset.

Pertanto ogni strada di evoluzione, qualunque essa sia, comincia dal riequilibrio informazionale dell’Uomo Storico. Il Solve et Coagula degli antichi alchimisti trova così una più moderna interpretazione. Occorre distruggere ogni incrostazione che deturpa il volto dell’Anima Storica, perché il suo Destino, che essa tenta istintivamente di replicare in questa vita, si esaurisca nelle lacrime della redenzione, orientando l’iniziato, che vive nel presente, nella direzione più consona alla sua vera evoluzione.

La volontà, esercitata costantemente, sarà il meccanismo che costringerà l’Uomo Storico a sacrificarsi, perché l’uomo di oggi giunga a una nuova percezione di sé stesso, ampliando gli orizzonti del suo pensiero fino a trasportarlo di peso (ma sarà un peso molto lieve) verso il Regno favoloso di Ermete. Il processo che ho descritto è di per sé perfetto e conduce l’uomo evoluto inevitabilmente verso la sua Meta lontana, cioè l’unione mistica con Dio.

Concludendo, il Cuore è la sede dei sentimenti e dell’affettività. Solo se la frequenza delle emozioni è elevata, le informazioni superiori riusciranno a transitare verso la coscienza. Mi riferisco agli impulsi spirituali e trascendenti, provenienti dal Dio individuale e dalle Dimensioni Superiori. Se invece il mondo emozionale è corroso dall’invidia, dall’odio o dal vizio, il cuore emotivo si ferma e la sua funzione di pompa energetica s’impoverisce o addirittura cessa.

Da ciò deriva la mia raccomandazione. Chiunque voi siate e qualunque cosa abbiate in mente, non conta. Il solo modo per andare avanti, in qualunque Strada Spirituale, è trovare il Fuoco in voi stessi.

Cercate l’aria tersa del mattino, che i raggi del Sole che sorge deterge coi suoi raggi, e sappiate creare ogni giorno in voi il desiderio dell’Unione, che travalica il vostro pensiero e vi riempie i polmoni di speranza e di fede in Dio.

Meritatevi il nome di Figli di Ermete, col vostro sacrificio e col dolore che la scoperta di voi stessi vi causerà. Sarà lieve e poca cosa, a confronto dell’amore che vi squarcerà il cuore e creerà la vostra nuova Forma, che trascinerete con voi nella prossima vita.

Fra cento o mille anni quella Forma si risveglierà in un corpo che voi stessi avrete scelto, e allora crederete senza bisogno di prove. Avrete il cuore ardente di amore e gli occhi umidi di lacrime per il vostro sacrificio, ma la felicità che proverete diverrà un fiume di salute e di speranza per coloro che vi ameranno e si affideranno a voi.

Diventerete fluidi come lava e roventi come il Sole di ferragosto.

Nulla verrà precluso a colui che avrà trovato, nella sua notte dell’anima, la via maestra che lo conduca tra le braccia del Dio Sole, diritto dei migliori e chimera irraggiungibile per i sofisti senza fede e senz’amore.

Mario Krejis