Ius Soli, Ius Dei – Mario Krejis

di Mario Krejis

Esiste nell’uomo una parte oscura, negletta e spesso ignorata dalle Scienze Psicologiche, che i devoti di ogni Tradizione Esoterica e delle Religioni definiscono anima.

L’anima è il nucleo dell’essere umano, che riassume in sé la sintesi storica di ogni vita che ha segnato la sua lenta corsa verso l’evoluzione. Così si afferma nelle Scuole di Ermetismo. Il che equivale a sostenere che, nella maggior parte degli esseri umani, esiste una componente profonda e impercettibile, di cui non sono pienamente coscienti e che non sono in grado di controllare con la volontà.

Nella Tradizione Ermetica l’anima è definita con il termine di Uomo Storico, che secondo il linguaggio della moderna Fisica Quantistica potremmo rappresentare come un Nucleo Informazionale Primario, il quale in-forma (dà forma) ogni nuovo nato della propria eredità antica, cioè delle caratteristiche psichiche, emotive e somatiche del vecchio individuo appena estinto.

Mi rendo conto che il concetto potrebbe generare perplessità nell’ermetista, avvezzo ad accettare come assiomi molti insegnamenti antichi. Tuttavia la scienza moderna, soprattutto la Fisica Quantistica, può contribuire in misura significativa a fare chiarezza su molti aspetti dell’insegnamento tradizionale, rendendoli più comprensibili e accettabili dall’uomo del secolo. La verità però è sempre la stessa.

È una questione di linguaggio. Ma io credo che il compito più importante, per un divulgatore moderno, sia quello di adattare l’antico frasario ermetico (e alchemico) alla mentalità di oggi, in modo da rendere più semplice il percorso spirituale e meno intricate le spiegazioni che di esso vengono offerte.

Ritornando all’argomento, il Nucleo Informazionale (Uomo Storico) è un Ologramma superiore, che si si accresce lentamente e si matura con l’esperienza, utilizzando la stessa energia del corpo fisico ed influenzando drammaticamente il patrimonio genetico e ogni altro aspetto dell’essere vivente.

L’Uomo Storico è permeato dallo Spirito Divino, cioè da quella che il Kremmerz, nel suo Corpus Philosophicum Totius Magiae, chiama Intelligenza Prima o Prima Virtù, la cui manifestazione egli rappresenta con il simbolo del quadrato, contenente in potenza le quattro fondamentali qualità dell’Ente divino: Essenza, Volontà, Forza e Creazione.

Lo Spirito Divino è la causa sconosciuta di ogni cosa, la sua essenza più segreta. Il suo reale significato non può essere compreso dall’intelligenza umana, ma soltanto intuito e accettato per fede. Che lo si chiami Spirito Santo, Monade o Nume, non ha importanza. Eviterò quindi di soffermarmi ulteriormente sull’argomento. Ognuno pensi come vuole. In questa sede non devo dissertare di Metafisica, ma offrire al lettore concetti comprensibili.

Allo stesso modo il fondamento di ogni idea della vita, nella nostra dimensione, è rappresentato dal simbolo del Triangolo, che in tutte le Tradizioni raffigura la Trinità, cioè il punto di partenza di ogni cosa creata, nell’Universo e nell’uomo. È relativamente semplice, per un occidentale, influenzato inconsciamente dal misticismo cristiano, concepire l’essere umano come formato da Spirito, Anima e Corpo.

Al giorno d’oggi la scienza moderna (fisica, biofisica, cibernetica) consente di postulare tali concetti come Spirito/Informazione, Energia e Materia.

L’idea di Spirito Divino, Ente Monadico o Fiammella di Luce Eterna, è dunque strettamente connesso al concetto moderno di Informazione, che potremmo vagamente paragonare al moto ondoso di un fiume in piena, o alle infinite onde di forma che increspano l’energia dell’Universo, indirizzandola verso gli obiettivi della Natura e la creazione delle forme.

Nella nostra dimensione l’Informazione è una proprietà fondamentale di oggetti e di campi energetici. L’esistenza di un Campo Informazionale presuppone l’esistenza di particolari Vettori (materia e/o energia) in grado di trasportare l’informazione.

Secondo la Fisica moderna, l’informazione consiste nel processo di ricerca di un obiettivo. Essa è perciò efficace solo se vi è un agente attivo (attrattore) in grado di accettarla. Altrimenti resta a livello potenziale, cioè come tendenza di un sistema a evolvere verso una particolare direzione. Nel caso dei Sistemi Biologici, l’attrattore principale è la sopravvivenza, cioè il processo stesso di auto-sostegno della vita.

In questo paradigma, anche la malattia può essere considerata un processo di ricerca di un obiettivo. Un agente patogeno viene attratto dal suo obiettivo e si comporta da parassita nell’organismo ospite, che a sua volta cerca di resistere a questo disturbo esterno, venendo guidato dal proprio attrattore cioè la Vita.

In definitiva l’Informazione rappresenta una categoria a sé stante, che oggi si comprende nelle sue infinite potenzialità. Essa non è né energia né materia, quindi non è legata alla nostra dimensione e non è subordinata alle categorie spazio-temporali.

Nel corpo umano l’informazione si serve dell’energia per dare vita alla materia inerte. Il che equivale ad affermare che l’informazione in-forma la realtà, modulando la mente, il Corpo Energetico, il corpo fisico e ogni altro aspetto della nostra vita.

Come si è detto, nell’uomo la fonte primaria di tutte le informazioni è l’Ologramma dello Spirito, che dà l’avvio al processo di organizzazione del corpo e si modifica progressivamente costituendo quello che, in termini ermetici, è definito Uomo Storico.

Inoltre un concetto fondamentale è che l’Informazione è collocata entro strutture olografiche. L’essenza di un Ologramma è che onde di luce, riflesse da un oggetto su una lastra fotografica, si manifestano come linee o come cerchi. Inserendo però tale lastra in un sistema di specchi laser, l’oggetto creato su di essa si proietta in modo tridimensionale.

A tal punto, se si stacca dalla lastra un pezzetto e s’inserisce nel sistema di specchi laser, l’oggetto si ricostituisce ex novo, anche se non con la stessa nitidezza. Da ciò deriva la parola Ologramma, che significa: il tutto in ogni parte.

Gli antichi saggi rappresentavano tale concetto con il simbolo del cerchio con al centro un punto, allegorica espressione dello Spirito divino incarnato, che di sé tutto informa e tutto permea, manifestandosi nei quattro Flussi Elementari, che nel corpo umano corrispondono ai quattro corpi energetici della Tradizione Ermetica (Corpo Solare, Mercuriale, Lunare e Saturniano).

Più modernamente la struttura olografica dell’uomo, cioè la sua essenza multidimensionale, dominata dallo Spirito, si rappresenta con il Triangolo di Sierpinski. Il Triangolo di Sierpinski è un frattale. Esso contiene cioè un numero infinito di triangoli e un numero infinito di schemi, che hanno tutti le identiche proporzioni.

Triangolo di Sierpinski

In altri termini ingrandendo un qualunque dettaglio del triangolo, si otterrà sempre lo stesso frattale, cioè un altro triangolo perfettamente identico al primo. Ciò significa che ovunque in Natura, negli alberi, nelle nubi, nei cristali di ghiaccio, nel profilo delle coste, nelle foglie, nei fiori, come nell’uomo, il processo creativo procede seguendo lo stesso identico schema e che lo Spirito Divino permea ogni cosa.

Oggi sappiamo che alla base del principio olografico vi è il fenomeno dell’interferenza d’onda. È noto che ogni fenomeno di onde può creare un fenomeno d’interferenza. La valle e il ventre dell’onda si sovrappongono. Le onde luminose, le onde sonore e le onde radio possono produrre interferenza.

Si deve al fisico quantistico David Bohm e al neurofisiologo Karl Pribram lo sviluppo della teoria olografica dell’Universo e delle funzioni olografiche del cervello umano. Si rimanda il lettore alla letteratura specializzata per un ulteriore approfondimento.

Il concetto olografico ci consente di immaginare come avviene la vitalizzazione della materia. Lo Spirito, attraverso l’Informazione, mette in movimento la materia e da tale fenomeno nascono modelli di interferenza. Proprio questi modelli di interferenza, sono quelli che trasportano l’informazione della vita.

Se dunque immaginiamo il cervello umano come un computer, esso può essere considerato come l’hardware del sistema, mentre il software è rappresentato dal modello di interferenze che lo attraversano. Ovviamente il software è individuale, rappresentando in sintesi l’Uomo Storico, che contiene in sé tutto il programma di quell’unità umana. La risultante di tale processo è l’uomo in carne e ossa, con le sue caratteristiche uniche e irripetibili, che l’Epigenetica modifica variamente nel corso della vita a secondo delle influenze dell’ambiente, della società e dell’educazione.

Le precedenti considerazioni possono essere utili per comprendere aspetti della conoscenza esoterica (e dell’Ermetismo in particolare), finora velati di mistero o affidati all’interpretazione soggettiva dei vari iniziati.

Il concetto olografico dell’uomo è alla base della concezione olistica dell’Ermetismo. Tutto è nell’Uno e l’Universo è presente in ogni creatura del Mondo sub-lunare, dall’infinitamente piccolo all’uomo, che è al vertice della piramide biologica. La concezione olografica è anche la base scientifica della Legge di Analogia. In Natura i simili risuonano con i propri simili, e ciò in ogni campo dello scibile umano e della Natura.

Esistono corrispondenze tra Pianeti, Costellazioni, Stelle e l’uomo, così come i nostri antenati leggevano nelle viscere degli animali le tracce del divenire dei fenomeni naturali e delle vicende umane. Allo stesso modo la teoria olografica spiega la profonda interdipendenza tra i vari ambiti dell’uomo. Esiste una potenziale identità tra fenomeni mentali, emozionali e fisici, venendo così confermata l’ipotesi olistica delle scienze mediche basate sull’evidenza.

Si può leggere il carattere di una persona osservando la forma del suo viso o leggendo le righe della sua mano. Analogamente si possono legittimamente ricercare le cause di una patologia organica in uno squilibrio che interessi profondamente l’aspetto informazionale, emotivo o spirituale di una persona.

Un errore dell’Informazione comporterà immancabilmente conseguenze su tutti i piani. L’esperienza di molti terapeuti olistici insegna che la guarigione di una malattia può intervenire in maniera completa solo quando le cause dello squilibrio siano state del tutto rimosse.

Questo argomento meriterebbe un ulteriore approfondimento e mi riservo di farlo in una prossima occasione. A tal punto è però opportuno soffermarsi sui meccanismi della manifestazione divina (Spirito) nel corpo dell’uomo, perché tali conoscenze possono aiutarci nel nostro scopo, che è quello di aiutare praticamente il lettore che si accosti all’Ermetismo come a qualsiasi altra strada spirituale.

Lo Spirito divino crea nel corpo umano tre strutture olografiche, bacino di raccolta di tutte le informazioni necessarie a definire la vita. Tali strutture sono principalmente tre e sono rappresentate, oltre all’Ologramma dello Spirito (Uomo Storico), dall’Ologramma Cefalico (Mente) e dall’Ologramma Intestinale (Corpo Lunare).

Tratterò in un prossimo articolo le traiettorie psico-dinamiche dell’informazione all’interno del corpo umano. Le scoperte, abbastanza recenti, nel campo della Neuro-Fisiologia e della Neuro-Gastroenterologia, consentono di spiegare in termini razionali e scientifici alcuni aspetti delle dottrine sacre che per secoli sono state appannaggio del dogma e della fede.

Per il momento basti sapere che l’Ologramma Primario è il bozzolo dell’anima che si incarna e che si modifica di vita in vita, arricchendosi di esperienza e formando l’Uomo Storico. Tale germe spirituale, com’è noto, si costituisce nell’immenso bacino dell’energia planetaria per effetto dei processi degradativi che intervengono dopo la morte.

Questi embrioni spirituali sono poi attratti dalla coppia durante l’atto sessuale, a causa della neutralizzazione automatica delle forze polari, che si fondono in un’unità transitoria prodotta dalla copula animale. La manifestazione mentale del germe spirituale e lo sviluppo completo dell’embrione-anima nel nuovo corpo è lenta e graduale, concludendosi approssimativamente all’epoca della pubertà, quando la maturazione sessuale polarizza definitivamente i tratti psicosomatici dell’individuo.

Questo processo è molto variabile e generalmente avviene in modo incompleto. In un’ottica finalistica, il germe incarnato tende a in-formare il nuovo corpo, realizzando virtualmente una copia di sé stesso, ossia delle sue specifiche caratteristiche ereditarie.

Tuttavia, se ciò avvenisse interamente, la vita sarebbe un continuum di esperienze selezionate lungo tratti antichi ed ereditari, cui farebbe probabilmente riscontro una continuità di coscienza. Il che, come si è detto, non accade quasi mai, tranne che nei casi particolari di persone (o più spesso di bambini) che ricordano le vite precedenti e che possono facilmente integrare i ricordi antichi nella coscienza di oggi.

A parte tali situazioni, esiste un’enorme variabilità di manifestazione dell’Anima Storica nei vari individui. Pertanto la vita è una lunga e continua trasformazione dell’anima, attraverso l’esperienza. Si confrontano, nell’essere vivente, le tendenze antiche dell’Uomo Storico con le esperienze di oggi. Di conseguenza l’Ologramma Primario (Uomo Storico) progressivamente si trasforma, arricchendosi con le informazioni derivanti dall’esperienza di ciascuna vita.

Le antiche dissonanze devono essere corrette, perché nell’anima si stabilisca un maggiore equilibrio e quiete. È questo il significato della parola Destino secondo le Scienze Ermetiche, termine carico di un profondo valore finalistico.

Il dolore, quando è esagerato, squilibra l’anima esattamente come il piacere. Solo con la consapevolezza e con la volontà le forze squilibrate potranno essere rettificate e ripristinare l’equilibrio, base di partenza di un ulteriore progresso. Si capisce che tale azione correttiva può avvenire solo durante la vita.

Il concetto di Destino è legato intimamente al principio della Risonanza, che ci aiuta a comprendere il perché di molte vicende che caratterizzano la nostra vita e che spesso ci appaiono inspiegabili o ingiuste.

Si parla di Risonanza quando due sistemi vibrano alla stessa frequenza. Valga per tutti l’esempio del tenore, che emette i suoi vocalizzi dinanzi a un bicchiere di cristallo. Quando la sua voce raggiunge la frequenza propria del cristallo, le due frequenze si sommano e il bicchiere si rompe. In tal caso le frequenze sono dello stesso segno (risonanza costruttiva). Se invece le frequenze sono di segno opposto, esse si annullano (risonanza distruttiva).

Il concetto di Risonanza può essere meglio compreso facendo riferimento ai Sistemi Biologici. Nel nostro corpo le cellule funzionano come dispositivi organizzati, emettendo e assorbendo sia fotoni dallo spazio esterno che fotoni virtuali interni, prodotti cioè nel corso dell’assorbimento dall’ambiente dei flussi di materia ed energia.

Oltre alle radiazioni elettromagnetiche, ogni cellula emette un insieme di frequenze, fasi e ampiezze. Quando le cellule aumentano, fino a diventare un vero Sistema Biologico, il loro comportamento collettivo inizia a divergere da quello di ogni singolo membro del gruppo, nel senso che si verifica la sincronizzazione reciproca delle emissioni di tutte le cellule costitutive.

La sincronizzazione della risonanza è dovuta a una interconnessione tra gli elementi del Sistema e alle informazioni trasferite continuamente da una parte all’altra di esso. Più che di risonanza in senso matematico, si deve però parlare di comportamento coordinato, avendo questi elementi un unico attrattore.

Il Biocampo è dunque il risultato di un graduale processo di strutturazione cellulare tridimensionale nel corso dell’embriogenesi. A loro volta, da questo punto di vista, i Chakra sono centri tridimensionali di sincronizzazione della risonanza, deputati allo sviluppo e al funzionamento degli organi e dei sistemi biologici.

La struttura del Biocampo è connessa al sistema dei punti e canali dell’Agopuntura, che non sarebbero cellule o tessuti mutati ma proiezioni, sulla superficie cutanea, dei nodi della struttura di campo tridimensionale.

Il principio della risonanza è utilizzato a scopi terapeutici nella Medicina Energetica. Conoscendo le frequenze di emissione delle cellule e dei tessuti dell’organismo in condizioni fisiologiche, si possono erogare al paziente frequenze risonanti in grado di correggere le alterazioni frequenziali negli organi ammalati.

In particolare le frequenze normali costringeranno quelle alterate, per effetto del processo patologico, a rettificarsi riportando il sistema alla normalità. E ciò potrà avvenire o per annullamento delle frequenze patologiche (risonanza distruttiva), o per trascinamento delle frequenze alterate, che saranno indotte a vibrare in modo fisiologico.

Tornando all’Ermetismo, le precedenti considerazioni ci spiegano perché le esperienze che risuonano più profondamente con i contenuti dell’Anima Storica tenderanno a materializzarsi nella vita di un individuo, conducendolo inconsciamente a riprodurre molte situazioni del passato, impresse nell’Ologramma Primario, perché possano essere guarite col concorso della propria consapevolezza e volontà. Non intendo necessariamente esperienze negative, ma elementi psico-emozionali estremamente polarizzati, che coerciscono il divenire dell’anima in una direzione obbligata.

Il simbolo della Spirale esprime bene tale idea. Nel mio libro Thsecundia Ibis ho fatto riferimento all’immagine della Spirale, per indicare il circuito dell’alienazione nel quale l’uomo comune è immerso, quando non ha la forza per imporre a sé stesso un significativo cambiamento di rotta.

Questo modo di interpretare il Destino, se da un lato segna la vita di attrazioni o repulsioni razionalmente inspiegabili, spesso foriere di esperienze di dolore e di sofferenza, dall’altro coincide con il trionfo del libero arbitrio e della libertà di scelta.

L’uomo può, se cosciente, scegliere deliberatamente di modificare le proprie tendenze inconsce, non contrastandole (pena l’alienazione), ma cercando di modificarle con la propria consapevolezza, in modo da correggere le antiche propensioni in favore di un modo nuovo e più sereno di concepire la vita.

Grande è dunque la responsabilità dell’iniziato, che conosce le dinamiche occulte della mente umana e che può (e deve) modificare il suo tragitto in modo da correggere gli antichi errori, dirigendosi verso la Meta che, in quella vita, egli riconosce più idonea alle proprie esigenze interiori. Un senso di appagamento e di gioia sono gli indicatori più affidabili di una scelta corretta. Qualunque sia stata la scelta, che si tratti di una strada religiosa o di un percorso esoterico, l’importante è che essa rappresenti una via d’uscita attraverso cui l’antico e il nuovo possano integrarsi nell’armonia e nell’equilibrio.

Ripeto cose già dette. Sono stanco di confrontarmi con persone ipocrite che si dicono attratte dalla strada spirituale, ma non sono disposte a fare un solo passo, se questo comporta un’assunzione delle proprie responsabilità.

Si tratta a volte di persone pigre e svogliate, pronte ad esaltarsi per qualsiasi prodotto del loro inconscio o ad osannare qualunque personaggio che sappia stuzzicare la loro vanità, facendo loro intravedere percorsi luminosi e realizzazioni inverosimili; ma che sbuffano annoiati, quando qualcuno gli ripete il ritornello della fede e del valore della preghiera, cercando di far comprendere che la strada spirituale è una lunga ed estenuante lotta col Dragone Astrale, cioè col senso comune, che è impresso a lettere cubitali nell’inconscio personale e che spinge molti, che si credono iniziati, a razzolare come tanti polli alla ricerca di vermi o di semini avariati.

Ricomincio da dove Kremmerz ha concluso.

Intraprendere un percorso spirituale non può essere una scelta superficiale. In un certo senso non è mai una scelta, bensì una profonda e irresistibile necessità. Rilegga il lettore le illuminanti parole di C. G. Jung, per meglio comprendere il senso di ciò che vado spiegando. Il frutto cade dall’albero quando è maturo. Impedire che ciò accada è impossibile. Allo stesso modo chi è portato per la Spiritualità, è perché la sua anima è matura per cadere nel cesto della vita, dove solo il padrone del podere avrà il diritto di assaporarne il gusto.

Si evolve per necessità. L’uomo non ha alcun controllo sull’Anima Storica. Mi appello al buonsenso italiano, unito all’idealismo pitagorico di fondare una società di iniziati degni di tal nome, dove l’iniziato diventi il cittadino comune, rientrato in possesso della sua dignità di essere divino: un angelo che ha dismesso le ali, per passare qualche secolo in uno scafandro di carne. Prima o poi tutti giungeranno alla loro Meta.

Siamo fratelli nell’origine e nel destino. Nessuno ha il diritto di sentirsi migliore di un altro. Nel campo spirituale il diritto di crescere deriva dall’antichità dell’anima e dai progressi conseguiti in altre vite. Ma ciò dipende soprattutto dalla sensibilità dell’uomo a recepire i richiami del suo Uomo Storico, e dal suo sincero desiderio di stabilire un rapporto stabile e duraturo con la propria interiorità.

Si tratta di un impulso infrenabile, che caratterizza coloro che sono predisposti a percorrere una qualsiasi strada spirituale, che si tratti di Ermetismo o di un percorso religioso. La scelta istintiva dipenderà dal passato storico dell’iniziato. Egli sarà irresistibilmente attratto, per legge di Risonanza, verso quelle dottrine che maggiormente risuoneranno con la sua anima antica. Allora potranno verificarsi coincidenze, strani incontri, ricordi improvvisi di luoghi sconosciuti, che richiameranno l’attenzione del ricercatore verso una determinata direzione.

Un mio amico, ora scomparso, un giorno cercava in una libreria un testo di Ermetismo che gli avevo consigliato. Mentre bighellonava tra gli scaffali, un grosso libro – mosso da una forza misteriosa – gli precipitò sulla testa procurandogli un forte spavento. Egli si chinò e quale fu la sua meraviglia quando lesse il titolo dell’opera, scorrendone febbrilmente le pagine.

Si trattava del testo di un noto occultista anglosassone. Allora il mio amico smise di cercare. Lesse avidamente quel libro e si entusiasmò a tal punto da iniziare una febbrile ricerca non solo di nuove fonti, ma soprattutto di un Maestro che potesse introdurlo in quel mondo che sentiva intimamente appartenergli.

Non lo vidi più per molto tempo. Dopo qualche anno venni a sapere che si era gravemente ammalato e che, in più occasioni, aveva mostrato segni di squilibrio mentale e di depressione. Cito quest’esempio per far capire che non sempre le propensioni storiche sono infallibilmente giuste. Il meccanismo della risonanza funziona sempre, nel bene e nel male. Dipende dalle informazioni contenute nel nucleo storico, che funzionano come irresistibili attrattori.

Spetta allora alla razionalità e alla consapevolezza dell’uomo, con il proprio bagaglio etico ed esperienziale, attraverso lo studio e la meditazione, evitare di affidarsi acriticamente in mani sbagliate. L’Uomo Storico, a differenza di quanto si potrebbe pensare, non sempre è migliore del suo ospite terreno. Anzi spesso esso è appesantito da gravami karmici, legati a errori commessi in altre vite.

La Reincarnazione è un meccanismo perfetto, che consente di rettificare molti squilibri antichi attraverso l’esperienza, la delusione e il dolore. Il lavoro che attende inizialmente il neofita sarà quindi di purificare il suo Nucleo Storico dalle influenze squilibrate di altre vite. Poi si potrà proseguire.

Perciò il concetto di Karma (o Destino), secondo l’Ermetismo, dev’essere giustamente compreso. Si nasce con la propensione inconscia a ripetere le esperienze e gli errori del passato. Tali errori, lo ripeto, dovranno essere corretti in questa vita, caso contrario l’evoluzione si fermerà sino a quando non si troverà la forza per cambiare.

Allora cosa si può fare per coloro che sentono il bisogno di crescere spiritualmente? La verità è che non si può fare nulla, se non indicare loro la strada, ribadendo che la verità dev’essere rintracciata nell’anima di ogni candidato ai Misteri, più che nei libri o nelle pratiche di Maestri sconosciuti, resi famosi da promesse accattivanti o da proclami di primogenitura.

L’anima dell’uomo è il più grande mistero che dev’essere scoperto. Ciò però può verificarsi solo nella palestra della vita, attraverso l’esperienza, la sofferenza e il confronto dialettico con gli altri che condividono la stessa strada. Questa è la radice spirituale di ogni Scuola della Tradizione Occidentale, alla quale l’Ermetismo indiscutibilmente appartiene.

Vorrei che il lettore immaginasse una lunga scala, con alti gradini. La distanza tra un gradino e l’altro rappresenta l’esperienza, la vita più oi meno contrastata di ogni persona normale, lo sforzo che la sua mente e la sua anima devono compiere per elaborare le infinite informazioni dell’esistenza. Invece i ripiani su cui si posa il piede rappresentano le fasi di Reset, cioè i periodi in cui l’Anima Storica deve recepire nuove informazioni, integrandole profondamente sino a modificare sé stessa nel confronto tra passato e presente, in un processo dinamico che non si arresta mai.

Quando il bicchiere è colmo, l’acqua trabocca e si versa. Allo stesso modo quando un ciclo di conoscenza è giunto al suo culmine e si è concluso, deve succedere qualcosa che destabilizzi il precedente equilibrio, lasciando spazio a nuove informazioni, che modificheranno la vita e la personalità di quella persona come riflesso di un cambiamento più profondo, che riguarderà la sua interiorità, cioè l’Uomo Storico, l’Ologramma Primario dell’Informazione.

È bene che ogni lettore interessato alla Spiritualità tenga conto di queste considerazioni. Non c’è vera evoluzione, se non c’è cambiamento nella propria coscienza e personalità. Le dinamiche interiori di un essere umano sono difficili da comprendere. Tuttavia, se dopo un congruo ciclo di pratiche, non si avverte un positivo cambiamento nel proprio modo di essere, probabilmente si sta sbagliando o quella non è la strada giusta.

Nessuno, e sottolineo nessuno, può leggere nell’anima vostra, a meno che non sia un Maestro Perfetto, ma in tal caso egli tacerebbe e mai pronuncerebbe una sola parola allo scopo di aiutarvi e di spingervi avanti.

Un albero si giudica dai suoi frutti. E i frutti sono i buoni pensieri e le buone opere; e sono un ampliamento della propria sensibilità, il pensiero costante a Dio e soprattutto l’amore del Cuore, che deve sempre risvegliarsi.

Quando ciò si verifica, è già avvenuta una Congiunzione degli Opposti. Iside e Osiride in miniatura si saranno uniti nell’amore e avranno prodotto il frutto di un’anima nuova, che si manifesterà attraverso il Risveglio Ermetico, la conoscenza e l’Ipercomunicazione.

L’amore, come sostenevano gli antichi Maestri, è il vero segreto dell’ascesi. L’amore è l’unica Forza Bipolare dell’Universo. Risvegliare tale forza, impadronirsene e governarla con la propria volontà purificata, è la forma più alta di evoluzione ed è il vero segreto per riuscire dove tutti gli altri falliscono.

Da quanto ho detto, si comprende che ogni Reset Spirituale dovrà avvenire (e sarà preceduto) nel disagio mentale e nella sofferenza, più che nella serenità e nella gioia. Non importa quanto si soffre. Ogni persona ha il proprio livello di sopportazione oltre il quale, per legge provvidenziale non si va.

La vita ci offre infiniti esempi di Reset che, come si è detto, rappresenta il meccanismo fondamentale dell’evoluzione. Recentemente una mia conoscente, sposa di un militare di carriera, ha dovuto seguire suo marito all’estero, portando con sé i suoi figli. Per la donna, persona di notevole sensibilità, si è trattato di una svolta improvvisa quanto drammatica del suo precedente equilibrio: un nuovo Paese, una lingua sconosciuta, una nuova casa, nuove amicizie, i figli da inserire in una diversa realtà sociale e scolastica. Insomma, un cambiamento davvero radicale.

Si può dire che tutti i suoi precedenti equilibri, basati su abitudini cristallizzate, siano stati scossi e in parte distrutti da questa nuova situazione di vita. È come se una piccola voragine si fosse aperta sotto i piedi di questa donna coraggiosa, anche se non so fino a che punto cosciente delle conseguenze interiori della sua scelta.

Ne è conseguito un periodo di disorientamento, la sensazione di aver perso i punti di riferimento e lo sconforto di sentirsi precipitata nella paura e nell’insicurezza. Dal mio punto di vista, quest’accadimento ha però qualcosa di provvidenziale. Libera dall’abitudine, la sua anima, pronta da tempo per un passaggio di stato, ha ripreso il suo lento cammino verso la coscienza dopo anni di stasi e di passività. Insomma qualcosa in lei si è sbloccato, come dimostra il suo recente cambiamento nell’approccio alla Spiritualità e l’iniziale comparsa dell’Ermete.

Un altro esempio abbastanza frequente di Reset riguarda i malati di cancro. Chi nella sua vita ha avuto la disgrazia di essere colpito da questa terribile malattia potrà comprendermi. Nella mia professione di medico ho spesso assistito a profondi cambiamenti, nei fortunati che sono riusciti a superare la malattia e a sopravvivere.

I loro parametri mentali cambiano drasticamente. Ci si ripiega su sé stessi, rivalutando gli aspetti affettivi e spirituali della propria vita, dando meno importanza a valori che, fino a poco tempo prima, polarizzavano esclusivamente la propria attenzione, come il danaro, la carriera o la vita sociale.

A volte ci si rivolge alla Religione, ma si tratta solo di un modo per canalizzare le potenti energie spirituali che, liberate dalla sofferenza, trovano il modo di divenire coscienti, affinché quell’anima, venuta sulla terra per perfezionarsi, si adatti maggiormente alla vita trovando un nuovo equilibrio in una più completa unità con la sua parte cosciente.

Quando questo piccolo miracolo si verifica, la malattia non ha più senso. Allora le cure mediche divengono più efficaci, l’atteggiamento mentale ed emotivo dell’ammalato passa dalla rabbia e dal rifiuto, alla serenità e all’accettazione del proprio destino. Così il corpo, propaggine materiale dell’anima, inizia un prodigioso percorso di auto-guarigione. Si guarisce dentro e fuori. Le vecchie ferite dell’Anima Storica si rimarginano e guarisce anche il corpo. Il Reset è riuscito. La malattia non è più necessaria. Forse è solo un piccolo passo avanti, ma radicale e definitivo.

Tornando alla strada spirituale, farà bene il lettore a immaginarla come un monumentale Reset del proprio organismo psico-fisico dove, in un processo dinamico e continuo, si deve tornare indietro: dal fallace equilibrio di una vita scandita dall’abitudine stereotipata, allo stato di Caos generatore di nuovi equilibri. Ecco perché è del tutto inutile intraprendere il percorso ermetico, senza aver chiaro il senso profondo del proprio cambiamento.

L’Athanor in cui si svolgono i processi trasmutativi dell’alchimista è il corpo, inteso nell’unità di tutte le sue componenti. La mente è solo uno dei poli su cui si riflette il cambiamento. L’altro è l’emotività, simbolicamente rappresentata dal Serpente Kundalini, spesso confuso col centro sessuale e degli istinti animali.

Se s’impara la lezione, sarà meglio per l’uomo. Altrimenti il processo evolutivo si arresterà e, forse, quell’anima non avrà più ragioni per vivere. La vita dell’iniziato non è diversa da quella di qualsiasi altro uomo. Si procede di Reset in Reset fino alla fine.

Così procede la purificazione ermetica. Pezzi della vecchia anima, ereditata dall’incarnazione, si staccano e si sciolgono al fuoco della fede e dell’amore incondizionato. E per ogni frammento che si stacca, nuovo tessuto interiore si forma, generato dall’esperienza di vita e dalla sublimazione di tutto ciò che prima sembrava inutile, in un anelito continuo verso il divino e la propria interiorità. Essere coscienti di questa legge non può che aiutare profondamente chi si dedica con fervore alla strada spirituale.

Kremmerz lo sostiene chiaramente quando richiama l’attenzione del discepolo sul fatto che la strada ermetica non comporta minori sofferenze e passaggi di stato indolori, ma esattamente il contrario. La strada spirituale, qualunque essa sia, se veramente autentica, può essere abbreviativa del proprio destino spirituale, ma ciò comporterà Reset più frequenti, più intensi e probabilmente più faticosi.

Fin a quando il discepolo non sia giunto a un grado elevato di evoluzione, il suo destino non sarà diverso da quello di qualsiasi altra persona. Egli potrà fermarsi in qualunque momento e vanificare i suoi precedenti sforzi. Se ne riparlerà in un’altra vita.

Le Forze Invisibili o il Maestro, se presenti, possono accelerare il processo di evoluzione, ma un aiuto di questo tipo non può che essere rigoroso, fino a sembrare persino spietato, tendendo a realizzare il vero interesse dell’iniziato, cioè la sua evoluzione di anima, piuttosto che il suo stato umano. Comunque non sempre tale aiuto si verifica. Bisogna meritarlo, con la propria dedizione e la propria fede in Dio.

Questi ingredienti sono la base per ogni vero candidato alla Magia dell’Anima. Così si nasce, non si diventa. Come affermavano gli antichi alchimisti, per produrre Oro occorre disporre almeno di un granello del prezioso elemento. Analogamente se non si possiede il dono dell’amore, ogni tentativo sarà infruttuoso perché alla prima difficoltà, e al primo dolore, lo sconforto e l’abitudine riprenderanno il sopravvento e si ritornerà di peso nell’oscurità della Marea Astrale, cioè della vita comune.

Allora si diventerà degli iniziati da barzelletta, che crederanno di servire la loro anima, ma in realtà saranno schiavi di nuove forme mentali, peggiori delle precedenti perché impastate di orgoglio e d’illusione. Così purtroppo avviene in ogni strada spirituale.

Così è anche nella Religione, dove la pluralità delle situazioni possibili si estendono dalla tiepida e inutile abitudine del bigotto, al fervore mistico di veri Eroi, frutto di improvvise e miracolose conversioni o di vite intere dedite al sacrificio e all’amore per il Dio cristiano. San Pio insegna. Sono casi miracolosi di Reset spirituale, esempi straordinari dei miracoli dell’amore vero, se divenuto Intelligenza del Cuore.

Altro non voglio aggiungere. La metafisica del XXI secolo esige un salto di qualità che non può più avvenire nel semplice misticismo, ma in una progressiva presa di coscienza della verità. Il mio fine è questo. Il Misticismo cristiano, che Kremmerz definiva pece che ricopre l’anima, è merce avariata che non fa più presa sulla psiche evoluta dell’uomo contemporaneo. Pure, a suo tempo, il Misticismo svolse il suo ruolo positivo, nell’aiutare la lenta trasformazione della bestia umana in homo sapiens e dopo in homo sentimentalis.

Noi siamo discendenti di noi stessi e tra i nostri compiti, nelle vite odierne, vi è quello di liberarci delle tracce di quel misticismo che pure, allora, ci servì per educare il nostro cuore primitivo alla legge dell’amore fraterno e del sacrificio. La libertà da ogni vincolo di fede imposta rappresenta l’ennesimo segno dell’inarrestabile evoluzione dell’uomo/dio verso sé stesso, cioè verso la sua realtà noumenica, fatale destino di ogni anima incarnata.

Concludendo, non si può parlare di evoluzione spirituale, se non si comprende che qualunque trasformazione deve avvenire nell’esperienza e nel dolore. Le trasmutazioni improvvise, lo Spiritismo, la Magia e tutte le favole di Aladino, sono pericolose illusioni che allontanano l’uomo dalla sua giusta traiettoria, quasi quanto il pericoloso miraggio dell’Alchimia Spirituale: cioè l’illusione che ci si possa trasformare in un essere quasi divino, con poche pratiche applicate a un organismo psico-fisico sostanzialmente immaturo e impreparato a subire le dinamiche violentissime del Fuoco Alchemico.

Se una trasmutazione in senso alchemico è possibile, potrà avvenire solo quando l’iniziato sarà giunto all’ultimo gradino della Scala di Giacobbe, che inizia in altre vite e si concluderà quando la Natura avrà fatto il suo corso, e si sarà realizzata una prima forma di Integrazione tra mente, anima e corpo in un’Entità più matura per l’ulteriore progresso.

Quando il discepolo è pronto, l’iniziatore arriva, Per legge di risonanza l’iniziato, divenuto Satellite di Febo, sarà attratto dal Maestro che maggiormente potrà spingerlo innanzi e che è più vicino all’ultimo gradino cui egli sarà giunto.

La vita umana, la nostra vita, è solo il tratto di scala che ci è dato salire. Dove arriveremo dipenderà dal percorso precedente, ma soprattutto dalla nostra consapevolezza, dalla nostra volontà e dalla nostra fede in Dio.

Mario Krejis

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