Dialogo I

di Amonosis

Stele Funeraria

Tizio: Sull’Ermetismo si hanno idee confuse. C’è chi lo considera alla stregua di una scuola di magia e chi ne parla come di una istituzione filantropica o di una prestigiosa via di realizzazione spirituale. Conosco il nome del Kremmerz, grande ermetista del passato e fondatore della Fratellanza Terapeutica di Myriam, ma secondo alcuni egli avrebbe brillato soprattutto come mago nel campo dell’Alchimia.

Caio: Come forse saprai la parola Ermetismo contiene la radice Ermes, nome del mitico dio greco della parola, l’intermediario celerissimo tra Cielo e terra, lo straordinario messaggero alato che conduceva agli uomini i misteriosi messaggi degli dei.

Nel Pantheon di ogni religione dell’antichità il Dio della parola ebbe il suo posto di onore, a fianco dell’uomo nell’interminabile traversata verso la conoscenza. Gli antichi romani lo chiamarono Mercurio o Nebo, nume tutelare di ladri e commercianti, di cui si credeva esaltasse le doti di sottigliezza e sagacia.

Gli egizi lo venerarono col nome di Toth, dio della scrittura o come Anubis, protettore della buona sepoltura e difensore del defunto dalle insidie d’oltre tomba. I greci lo chiamarono Esculapio, dio della medicina e custode della vita o Trismegisto, tre volte grande, perché il suo potere si estendeva ai tre Regni della Natura e ai tre corpi dell’uomo (spirito, anima e corpo).

Ermes fu dunque un dio dai poteri straordinari, che mai cessò di sbalordire l’uomo per la sua intelligenza e velocità; un dio che rappresentava la trasposizione, in chiave mitologica, di una capacità innata della mente umana: una facoltà, un potere non altrimenti definibile che straordinario, divino, immanente allo stato potenziale in tutti gli uomini, ma pienamente sviluppato solo nei più intelligenti esponenti della razza umana.

Questa facoltà rappresenta la più elevata capacità penetrativa della mente umana, in grado di trascendere l’intelletto per divenire estremo potere di compenetrazione, perfetto meccanismo di conoscenza in grado di percepire istantaneamente l’essenza di tutte le cose. Tale capacità potrebbe essere definita una forma superiore di intuizione, che si manifesta pienamente solo nell’astrazione mentale, ossia nel vuoto senza pensieri dove pullulano i germi embrionali di tutte le realtà del mondo visibile.

In questa dimensione di pure idee (Mondo delle Cause), l’Intelligenza Ermetica (o Mercuriale) coglie i baluginanti riflessi del possibile, interpretando le sottili concatenazioni del destino, leggendo la semantica occulta di ogni fenomenologia del mondo reale e svelando all’uomo le indicibili verità dell’Invisibile.

L’Ermetismo è per eccellenza la scienza trasmutativa dell’anima umana. Esso rappresenta un sistema organico di conoscenze che servono all’uomo per manifestare l’Ermete, ossia per esprimere, nel relativo del suo sistema nervoso (mente), l’extra-ordinaria sintesi del suo essere occulto.

L’Ermetismo costituisce dunque un antico e complesso sistema di dottrine e non solo una filosofia di vita. Lo scopo dell’empirismo ermetico è l’elevazione dell’uomo attraverso la manifestazione, nella sua coscienza, dell’Ermete.

Qualunque dottrina che si proponga lo sviluppo dell’Intelligenza mercuriale può essere pertanto considerata ermetica. E qualunque sistema di pratiche sapienziali che conduca al medesimo risultato può essere definito ermetico.

Ciò rende conto della molteplicità delle Tradizioni esoteriche e religiose che si rifanno in certa misura all’Ermetismo e che potrebbero essere derivate, per filiazione, da un’unica Tradizione che risalirebbe forse agli antichi Atlandidei o ai mitici abitanti di Arborea.

In altri termini sarebbe esistita un’unica fonte di conoscenza, che si sarebbe poi diffusa nel mondo antico, dall’Egitto all’India e dalla Cina alle Americhe.


Tizio: Allora in che cosa consisterebbe l’originalità del pensiero ermetico, se ogni Tradizione esoterica ne contiene frammenti? E poi tu fai un bel parlare di Ermete, ma non spieghi di cosa realmente si tratti.

Caio: Se uno dei tuoi antenati avesse fabbricato un po’ di sapienza ermetica, comprenderesti meglio il senso delle mie parole. Se la Fonte della verità è unica, ciò non significa che nel corso dei secoli tale verità non sia stata alterata, adattandola all’uso non sempre ortodosso che di essa si voleva fare.

Anche nella liturgia della Chiesa si nasconde una ricca simbologia ermetica, il cui vero significato è andato perduto da tempo: pensa alla tonsura dei preti e alla forma circolare dell’ostia, che altro non sono che l’immagine simbolica del Dio-Sole; o al rito della santa messa, che ricalca in ogni sua parte il preciso simbolismo dell’alchimia ermetica. Ciò non implica che la Religione Cristiana sia in grado di realizzare, nel credente, quel particolare stato trasmutativo della psiche che si sostanzia nell’Ermete.

Anche il bastone pastorale dei vescovi, che termina curvandosi su se stesso, non è dissimile, nel suo significato simbolico, dall’antico Ureo che si ergeva sul copricapo dei faraoni egizi; mentre nel campo profano i semi delle carte da gioco stanno ancora oggi a indicare i quattro principi elementari (Acqua, Aria, Terra e Fuoco) che secondo l’Ermetismo emanano dalla Prima Virtù (Dio), entrando a far parte dell’essenza di tutte le cose.

Si può dire che il pensiero ermetico abbia influenzato tutte le grandi correnti di pensiero dell’umanità. Ma si tratta di scampoli di pensiero, frammenti di insegnamenti la cui integralità è riposta al sicuro, nei pochi santuari in cui si venera il Dio dell’Ermetismo.

Tizio: E chi sarebbe questo Dio dell’Ermetismo?

Caio: Per gli ermetisti Dio è la Legge immutabile che regna nell’Universo, legge di equilibrio e di giustizia che mai può essere penetrata da mente umana e che in nessun caso si piega alle tiepide preghiere di chi è avvezzo a un’idea antropomorfa della divinità.

Nel pensiero divino gravitano miriadi di creazioni, dalle superne alle infime, dalle Intelligenze siderali e planetarie sino all’uomo e – sotto di lui – alle creature del mondo di sotto, figlie dell’oscurità e generatrici di solo Caos.

Tra gli opposti di evoluzione e dissoluzione delle Forze in Natura, si muove l’arbitrio dell’essere umano, che può liberamente scegliere di salire o scendere lungo la Scala di Giacobbe, rendendosi simile ad un dio oppure violentando se stesso nell’abbrutimento che è proprio dei servi del Male.

Per l’Ermetismo tutto l’Universo è animato da creature intelligenti, con le quali l’iniziato può entrare in rapporto, richiamando intorno a sé le più congeniali alla sua natura, che lo sostengono ed aiutano nelle sue piccole missioni di amore; ed al contrario allontanando le altre, che vorrebbero precipitarlo in balia delle più bieche passioni, fuorviandolo dalla verità e dalla strada del bene. Gli ermetisti non hanno dubbi in proposito e seguono solo la Via del Cuore. La magia dell’Ermetismo è in effetti la Magia dell’Amore.


Tizio: Dici solo parole!

Caio: Le mie non sono parole, ma fatti!? Tutti coloro che sperimentano le formule dell’Ermetismo prima o poi faranno incontri particolari. Man mano che la sensibilità interiore dell’iniziato si affina, anche la sua prospettiva empatica si amplifica, sino a comprendere irradiazioni sottili e manifestazioni che ordinariamente sfuggono all’attenzione del profano. Si diventa così coscienti di più dimensioni e si inizia a comprendere il linguaggio dei segni.

Gli antichi aruspici sapevano leggere i segni, che rintracciavano nell’animale sacrificato, come nel volo degli uccelli o nei tanti fenomeni della natura. Anche la vita può rappresentare una ricca antologia di segni per chi abbia saputo sviluppare la sensibilità dell’Ermete, ricevendone preziose ispirazioni e vantaggi nella sua esperienza di uomo e di iniziato.

Analogamente il contatto con le Intelligenze del mondo invisibile rende l’ermetista pregno di sensibilità profonde, che si accrescono grandemente nella meditazione e nel silenzio, fino a divenire forme di pensiero che si oggettivano nella visione chiaroveggente o nei sogni simbolici. Al profano è invece preclusa ogni strada di consapevolezza superiore, dovendo accontentarsi di decifrare la realtà coi consueti strumenti della ragione speculativa e dell’intelletto.

Tizio: Questi prodigiosi contatti con le Intelligenze dell’Invisibile sarebbero dunque possibili solo a chi abbia sviluppato l’Ermete. Non hai però ancora risposto alla mia domanda. Si tratta, tu dici, di un potere comune a tutti gli uomini e che tutti, volendo, potrebbero sviluppare.

Caio: Potenzialmente è così Tutti gli esseri umani posseggono un’anima e contengono in sé la scintilla divina, che è il vero motore della vita sui tre piani (fisico, emotivo e mentale). Tuttavia solo pochi sono destinati a sviluppare l’Ermete. Ti spiegherò di che cosa si tratta. Dunque in un certo senso si potrebbe affermare che l’Ermete è la voce dell’anima, ma in realtà è molto di più?

Tizio: Se l’anima è l’ingrediente più nobile dell’essere umano, cosa vi può essere di più grande dell’anima: lo Spirito?

Caio: Non hai proprio le idee chiare. La parola Spirito deriva dal latino spiritus, analogo al termine efflatus, che significa vento, soffio. Dunque lo spirito è un vento, un soffio che spira nel corpo dell’uomo. E’ aria che riempie il palloncino dell’anima. Il soffio è divino, l’anima è umana? Allora capisci?

Tizio: Mi sembra di intuire che l’anima è un prodotto dell’uomo, non una creazione di Dio. Scorgo una chiara antitesi con la credenza cristiana.

Caio: Ciò può essere vero in senso provvidenziale, ma non nel significato letterale del termine. Come ben sai ogni uomo possiede un corpo materiale, che gli antichi ermetisti definivano corpo saturniano in onore di Saturno, padre di tutti gli dei.

L’antica saggezza poneva chiaramente l’accento sul dato ineludibile che ogni componente dell’essere umano – visibile e invisibile – deve trarre origine dalla materia vivente. Tutto è materia, sentenziavano gli ermetisti: il pensiero è materia, l’anima è materia, sia pure materia in stato estremamente dinamizzato e rarefatto.

Conseguentemente anche l’anima dev’essere concepita esattamente come il corpo, del quale rappresenta la controparte invisibile ed energeticamente attiva. In particolare, quando viene generato un embrione, le cellule viventi irradierebbero la loro materia-energia costituendo, di pari passo al corpo materiale, che si accresce e matura nei suoi attributi di normalità, un secondo corpo o Corpo Lunare o peri-spirito secondo gli Spiritisti.

Tale secondo corpo nella sua parte più esterna forma l’Aura, visibile alla percezione chiaroveggente nei suoi variopinti colori, mentre nella parte intrinseca al corpo si approfondisce a costituire lo scheletro dell’architettura somatica, articolandosi in sottili correnti energetiche che scorrono velocemente entro canali invisibili (Nadi) disposti lungo il decorso di nervi e vasi sanguigni.

In altri termini parallelamente agli organi fisici si svilupperebbero nel feto aree energetiche corrispondenti, che avrebbero il loro centro gravitazionale nei cosiddetti Chakra (o Sefiroth dell’antica Cabala ebraizzante).

Come gli organi corporei posseggono delle loro funzioni specifiche per ciascun organo, allo stesso modo ogni area energetica (e quindi ogni Chakra) svolge una funzione particolare. E come le funzioni dei vari organi, tra loro integrate, contribuiscono all’economia generale dell’organismo, ugualmente le funzioni dei Chakra, nel loro insieme, definiscono la sensibilità profonda di quel dato organismo, sovrintendendone alla vita nel senso più completo e integrale del termine, sia sul piano fisico che psicologico.

Esiste dunque un corpo materiale ed un secondo corpo o Corpo Lunare. L’uomo normalmente si concentra sul primo, ignorando il secondo, che pure è altrettanto essenziale per la buona salute e l’equilibrio psico-fisico dell’essere umano.

Se il corpo si ammala, anche l’irradiazione energetica diminuisce, causando un impoverimento generale della corrente di vita, che si ripercuote a sua volta sulla salute. Viceversa se il corpo fluidico si altera, anche il corpo fisico finisce per ammalarsi e talvolta muore. Bisognerebbe dunque tener conto dell’assoluta reciprocità ed interdipendenza tra i due corpi dell’uomo, in parte riassumibile nel motto latino: mens sana in corpore sano.


Tizio: Perchè nell’Ermetismo il secondo corpo si chiama Corpo Lunare?

Caio: Perché esso è mutevole e cangiante come la Luna nella sua apparenza fenomenica. Si sta parlando di energie sottili e influenzabili non solo da parte delle influenze corporee, ma anche di peculiari atmosfere psico-sensoriali che si sviluppano nel corso della vita di relazione. Un moto d’ira, per esempio, genera immediatamente un mutamento nella conformazione occulta del secondo corpo, che cambia i suoi colori e persino la sua morfologia, che diviene adeguata alla particolare situazione psichica (e soprattutto emotiva) che si sta vivendo.

Gli ipnotisti di professione sviluppano il potere di suggestionare la sensibilità profonda dei loro pazienti in modo da determinare modificazioni morfo-funzionali del secondo corpo, a cui seguono stati emotivi e pensieri corrispondenti.

Allo stesso modo molti manipolatori occulti, come anche uomini politici di successo, hanno il potere innato di incantare le masse col suono quasi ipnotico della loro voce, riuscendo ad imporre le loro suggestioni sul corpo fluidico di chi ascolta, posto artatamente in stato di recettività e passività quasi patologica.

In campo religioso l’esistenza del Corpo Lunare può dar conto di molti fenomeni giudicati miracolosi, come per esempio le stimmate dei santi, prodotte dalla continua e intensa immedesimazione inconscia dell’uomo pio con l’immagine del Cristo, di modo che il secondo corpo finisce per conformarsi – nella occulta sua struttura – alla forma evocata, della quale subito dopo traduce sul piano fisico le caratteristiche salienti.

In campo magico molti dei riti eseguiti dal mago nell’esercizio del suo potere devono la loro efficacia all’esistenza di questo secondo corpo, che può essere sensibilizzato a distanza ed indotto a recepire passivamente la volontà dell’operatore. Sia nel bene che nel male.

Si spiegano così, molte pratiche di proiezione e di affatturamento attribuite dal pensiero popolare a misteriosi patti dello stregone con entità diaboliche. Come anche, nella magia evoluzionistica, alcune pratiche proprie della terapeutica magica, attuate con o senza l’ausilio di entità dell’invisibile, ma sempre estrinsecantesi tramite l’influenza del secondo corpo.

In definitiva le proprietà del Corpo Lunare sono davvero mirabili, dovendo il discepolo dell’Ermetismo impegnarsi, lungo il suo percorso iniziatico, alla sua progressiva purificazione, in modo da strutturarne le energie direttrici in senso positivo e mai per scopi egoistici o malvagi.

Tizio: Quindi questo secondo corpo, o Corpo Lunare, può essere proiettato a distanza. Tu però sostieni che non stiamo ancora parlando di anima. Evidentemente l’anima, per gli ermetisti, è qualcosa di più di una semplice nuvola energetica.

Caio: Una nuvola energetica, forse, ma formata di materia intelligente. L’uomo è abituato a concepire il centro delle proprie facoltà psichiche nel cervello e nel sistema nervoso centrale. In effetti, per chi è abituato a vivere nella materia, tale spiegazione appare logica. Ma per l’ermetista non è così. L’irradiazione energetica della materia (secondo corpo) possiede una sua intrinseca capacità di elaborazione psichica che può essere lentamente sviluppata nella progressiva preparazione dell’iniziato allo sdoppiamento e alla bilocazione.

Insomma, nella dimensione in cui si muove il Corpo Lunare, la percezione delle cose è immediata, empatica e avviene prescindendo da una particolare caratterizzazione d’organo, come accade nell’uomo normale. Chi si sdoppia nel suo secondo corpo percepisce le cose come deformate da una visione a due piani, grazie a un meccanismo di immedesimazione con l’irradiazione energetica della realtà.

E’ difficile da spiegare. Il concetto essenziale è che il secondo corpo, adeguatamente allenato in vita, può essere nel mondo astrale (dal greco a-stron: oscuro) quello che il corpo fisico rappresenta nella dimensione dell’esistente: ossia un involucro stabile nel quale risiede lo spirito di vita, quello spiritus-efflatus di cui si diceva prima. Il che dovrebbe rappresentare il principale meccanismo di sopravvivenza dopo la morte, non sempre completamente efficiente tranne che in pochi casi.


Tizio: E i Chakra? Non mi pare che il Kremmerz e altri come lui abbiano troppo insistito su questo aspetto, limitandosi a citare i quattro corpi dell’uomo (saturniano, lunare, mercuriale e solare) senza scendere troppo nei dettagli.

Caio: I Chakra sono bacini energetici vorticosi nei quali l’energia che costituisce il secondo corpo si muove rapidissimamente, ricevendo influenze dal mondo esterno sia dallo spazio siderale (Stella Polare) che da altre pile energetiche (esseri viventi) nel corso della normale vita di relazione. Il metabolismo dei Chakra è complesso ed è influenzato dalla funzionalità degli organi che insistono nella specifica area di influenza.

Il concetto da rimarcare è che l’iniziato deve acquisire la capacità di interagire con il proprio corpo energetico (in modo da preservarlo in equilibrio e in buona salute) secondo procedure ben note all’antica signatura ermetica, che segnava l’ingresso del neofita nel Tempio attraverso manipolazioni dei suoi centri energetici che – per l’appunto – ne stabilivano l’iniziazione, ossia il cominciamento del processo trasformativo.

Ogni procedimento di evoluzione interiore suole quindi iniziare dall’azione persistente del maestro sul corpo energetico (e sui Chakra) del discepolo, che viene influenzato positivamente secondo le finalità proprie della tradizione che si intende richiamare. Questo processo di centratura energetica è appannaggio della cosiddetta Via Isiaca (o Via Umida), che mira a strutturare l’interiore corpo dell’uomo in modo da consentire il progressivo disvelamento dell’anima e dei principi superiori in essa contenuti. Il che si ottiene attraverso le pratiche di purificazione e l’accurata educazione dell’iniziato ai principi morali dell’Ermetismo.

Fin qui arriva l’uomo. Ogni ulteriore ascesi in campo superiore è sottoposta alla volontà divina. In quanto alla seconda parte della tua domanda, in effetti negli scritti del Kremmerz non si dà molto spazio alla dottrina dei Centri Energetici. Credo che ciò sia dipeso dall’epoca in cui scrisse, poco incline ad abbandonare tradizionali concezioni di stampo cristiano in favore di complicate dottrine derivate dall’oriente; e forse anche dalla tentazione, mai realmente trascesa nel maestro napoletano, di sottrarre ogni potere all’iniziativa diretta dell’iniziato, rimettendo il suo progresso alla sola azione delle forze magiche di fatto sottratte al suo controllo.

Ciò non significa che il Kremmerz non conoscesse l’esistenza dei Chakra. D’altronde gli antichi egizi avevano ben chiaro tale aspetto della psicodinamica occulta, sia pure tradotta in una nomenclatura complessa ed ancora poco nota; come anche la Cabala ebraica, molto dettagliata nelle sue descrizioni delle Sefiroth dell’Albero della Vita, che altro non vogliono indicare, nel microcosmo-uomo, che l’anatomia energetica dell’organismo vivente. La verità è una, sia pure espressa in mille linguaggi diversi.

Ciò che importa sottolineare è che in ogni Tradizione esoterica la conoscenza del secondo corpo e il suo pieno controllo per finalità evoluzionistiche, ha rappresentato (e ancora rappresenta) il cardine del processo di trasformazione psichica e spirituale dell’iniziato.

Tizio: Tu sostieni, in sostanza, che la Via Isiaca (via di educazione progressiva alla sensibilità interiore), tanto declamata dai seguaci del Kremmerz, consista in una purificazione di questo secondo corpo. Ma non spieghi in che cosa tale purificazione consista.

Caio: Immagina di porre sulla fiamma un recipiente contenente cera. Il calore scioglierà l’elemento, che diventerà bollente e fluido. A tal punto se parte della cera liquefatta viene versata in uno stampo, subito coagulerà solidificandosi nella forma voluta.

Immagina adesso che il Corpo Lunare dell’uomo, alla nascita fluido come cera liquida, si rapprenda, nel corso dell’esperienza, in tante forme inconsce quante sono le impressioni tridimensionali (fisiche, emotive e mentali) dell’esperienza: la conseguenza sarebbe una sensibilità distorta e rigidamente costretta entro circuiti stereotipati. Quale potrebbe essere allora, secondo te, la soluzione del problema in termini di purificazione ermetica?


Tizio: Sciogliere la cera, distruggere le forme!

Caio: Esattamente. Fare in modo cioè che le mille forme inconsce costruite durante l’esperienza si disciolgano nel Crogiolo dell’Arte, rendendo disponibile per l’anima un’energia pura, vibrante e potente nei suoi effetti psichici.

Il che equivale a dire che l’energia, coagulata nella forma, deve ritornare all’originale stato di forza pura, magmatica e incandescente, così da essere proficuamente utilizzata dall’Intelligenza divina incarnata (o Intelligenza Superiore) nel processo di conoscenza della realtà e dall’ermetista per compiere i suoi piccoli miracoli.

In pratica tale obiettivo può essere conseguito a prezzo di grandi sacrifici da parte dell’ermetista, che deve adottare abitudini di vita sane ed equilibrate, coltivando solo i buoni sentimenti e imparando, poco per volta, a distaccarsi mentalmente ed emotivamente dalle situazioni che maggiormente lo coinvolgono sia nella gioia che nella sofferenza.

Deve inoltre progressivamente, attraverso un allenamento costante, apprendere l’arte di inibire ogni significativa impressione sensoria e mentale sulla propria sensibilità profonda (Corpo Lunare), sino a divenire capace di trasformare mercurialmente i propri stati d’animo consensualmente alla sua volontà o al programma di allenamento prescelto nel corso del suo tirocinio magico.

Contestualmente l’ermetista verrà istruito sulle leggi occulte che regolano la dinamica dei fuochi interiori, che devono essere dapprima accesi e poi sottilmente regolati, in modo da garantire il regime giusto nei tempi esatti dell’Arte. Il fuoco interiore rappresenta infatti il primo meccanismo di purificazione e di distruzione delle forme inconsce dell’iniziato.

Il primo fuoco è l’amore di Dio, alimentato dalla preghiera e dalla fede nel proprio ascenso interiore e nella redenzione dell’anima.

Il secondo fuoco è l’amore per il maestro spirituale e l’ardore dell’entusiasmo, sostenuto da letture magistrali e dal fraterno esempio dei più anziani e progrediti del gruppo.

Il terzo fuoco è il sentimento intenso e altruistico dell’Ideale ermetico, da trasfondere amorevolmente e con gradualità nella propria famiglia umana e nella società.

Il quarto fuoco è l’amore per la propria sposa, fonte evocatrice di sentimenti affettuosi, primo e utile modo di manifestazione delle energie trasmutanti dell’Amore-Forza, nel loro affrancamento dalla serpe della sensualità e del possesso materiale.

Esistono molti altri fuochi che l’ermetista deve, con magistrale arte, sapere suscitare nel suo corpo, al fine di procedere nella purificazione del Corpo Lunare secondo i meccanismi che ho indicato. Sarebbe tuttavia prematuro affrontare in questa sede il problema della dinamica occulta dei fuochi nella sua interezza. Ciò che mi preme sottolineare è che la strada spirituale è per gran parte una strada di purificazione e che l’energia dell’anima deve essere giustamente considerata il vero perno dell’evoluzione ascendente dell’iniziato.


Tizio: Ammettendo di essere riusciti nella purificazione, a tal punto cosa accade al nostro volenteroso ermetista? Il Kremmerz parla anche di un Corpo Mercuriale e Solare.

Caio: Immagina una sfera luminosa. La parte più esterna della sfera, nel nostro semplice esempio, corrisponde al Corpo Lunare. In uno strato più interno è racchiuso il Corpo Mercuriale e in uno strato ancora più interno il Corpo Solare.

Tuttavia i tre strati non sono rigidamente separati tra loro, ma è come se l’energia che li compone, progressivamente più luminosa e raffinata, fosse miscelata in modo da permeare, dal centro alla periferia e dalla periferia al centro, tutta la sfera.

Questa energia è materia, materia intelligente con vario grado di specificità. Il Corpo Lunare è materia, allo stesso modo del Corpo Mercuriale. Il Corpo Solare – dal suo canto – è irradiazione pura di energia divina, eterna fonte di un’intelligenza sovrumana e incomprensibile per la mentalità volgare.

Se il Corpo Lunare possiede le prerogative dell’energia e della sensibilità, nel senso che costituisce la duttile materia che si lascia plasmare dalla mente e dalle sensazioni corporee, il Corpo Mercuriale detiene il potere della volontà e dell’intuizione superiore. Entrambi i Corpi sono irradiati dalla luce trascendente del Sole Spirituale, l’irradiazione divina che conferisce all’uomo progredito la consapevolezza dell’essere (facoltà buddica superiore), che costituisce la componente più nobile dell’organismo umano.

Nel soggetto normale il Sole Spirituale resta occulto, nel senso che si palesa alla debole coscienza dell’essere vivente solo attraverso le spesse nubi della percezione sensoria, che oscura e distorce ogni consapevolezza superiore. I Corpi Lunare e Mercuriale sono invece tra loro confusi a costituire l’intelligenza comune (Mercurio volgare), fortemente influenzata dalle correnti ctonie che provengono dal Corpo Saturniano e dalle tante lusinghe della società materialistica.

Il Corpo Saturniano, a sua volta, è contenuto all’interno della nostra sfera immaginaria, in intima connessione con i Corpi Lunare e Mercuriale: il primo (Corpo Lunare) concentrato lungo il sistema nervoso periferico e sanguigno, con proprio centro di irradiazione nel cuore fisico e nei chakra inferiori (base, sesso, ombelico); il secondo focalizzato nell’encefalo e nelle strutture più nobili dell’organismo corporeo, compresi i centri energetici superiori (gola, occhi, fronte e corona) e le ghiandole endocrine.

In definitiva l’organismo umano, per la sua peculiare costituzione, si trova a ricevere due principali correnti energetiche: la prima giunge dal basso, ossia dalla Madre Terra, attraverso gli alimenti (che vengono scomposti nello stomaco in prodotti sempre più semplici) e dal centro gravitazionale terrestre (tramite i chakra inferiori), nutrendo così il Corpo Saturniano e il Lunare.

La seconda corrente energetica giunge dall’Universo (Stella Polare) con l’intermediazione dell’irraggiamento divino (Corpo Solare), distribuendosi al Corpo Mercuriale e, per suo tramite, ai Chakra e agli altri corpi dell’uomo.

La prima irradiazione è essenzialmente magnetica, la seconda è elettrica. Nell’organismo vivente le due correnti convergono nella circolazione complessa dell’organismo maturo, dando luogo alla formazione di un coagulo elettro-magnetico depositario della maggior parte degli attributi individuabili nella parola anima.

Nell’uomo la distribuzione corporea delle energie (lunari e mercuriali) avviene in modo da indurne la polarizzazione. Inoltre tale polarizzazione subisce delle periodiche rivoluzioni (spontanee o volutamente indotte), con inversioni di polarità (nelle varie parti del corpo) che l’iniziato deve imparare a conoscere e a controllare, per la straordinaria importanza che questi dinamismi assumono nel corso del processo di trasmutazione ermetica.

L’anima è dunque un Centro Energetico estremamente duttile e plastico, costituito di energia trascendente (elettrica) e terrestre (magnetica) intelligente, in perenne modificazione per effetto delle sue complesse interazioni con la realtà. Un centro dinamico che si modifica durante la vita, accrescendosi e stabilizzandosi sino a costituire la pietra angolare di ogni successiva evoluzione.

Gli antichi ermetisti solevano rappresentare il simbolo del Corpo Mercuriale (anima) con un Sole sormontato da un crescente lunare, per sottolineare la duplicità della corrente energetica che lo costituisce. Dove il Caduceo di Mercurio, tanto caro ai medici e ai farmacisti, sta ad indicare la stessa cosa.

Gli alchimisti distinsero il Mercurio volgare dell’uomo comune dal Mercurio Filosofico del saggio, ottenuto attraverso i complessi procedimenti di sublimazione che sono propri dell’Alchimia.

Mercurio Filosofico che non è altro che la stessa anima dell’uomo – coagulo di energia binomiale – trasmutata in Corpo mobile e intelligente, capace di poteri prodigiosi. Torniamo così al nostro vecchio Ermete.

Tizio: Quando dunque parli di anima, a quale entità ti riferisci? So per esempio che gli ermetisti credono nella reincarnazione.

Caio: In quanto contenente lo Spirito di Sole, l’anima possiede i requisiti dell’Intelligenza superiore e della vitalità; in quanto formata di sostanza lunare, reca inciso il ricordo potenziale degli eventi più salienti dell’incarnazione.

Ciò non vuol dire ricordarsi di nomi e circostanze della vita. Ma se quell’anima si svilupperà in un nuovo corpo, tenderà a ricreare nella nuova mente le circostanze emotive e le occasioni di pensiero che faranno rivivere il ricordo come si trattasse di una esperienza di oggi, ma con la spiccata sensazione di essere già stata vissuta.

Si tratta di un meccanismo molto diverso da quello ammesso dalla Religione, che crede in un’anima senziente. Ovviamente, in un’ottica evoluzionistica, l’anima si accresce vita dopo vita, divenendo più ricca di contenuti e di potenziali ricordi. Più l’anima è antica, più il risveglio nella mente dell’iniziato sarà caratterizzato da un ricco e sorprendente novero di potenzialità, che si schiuderanno poco per volta nella coscienza amplificando la profondità dell’elaborazione psichica ed il potere penetrativo dell’intuizione.

Allo stesso tempo la nuova pianta-uomo sentirà il seme dell’antico essere (Uomo Storico) aprirsi sempre di più in lui. Gli sembrerà allora di vivere una vita normale, ma mentre vivrà poco per volta si riapproprierà dell’antico patrimonio di idee, che germineranno nella sua mente come un nuovo e straordinario tesoro interiore. Questo è in sintesi l’Ermete.

La Reincarnazione è dunque l’unico meccanismo che consente di spiegare la psicodinamica occulta dell’essere umano, quando questi viene immesso in una corrente di luce. Si tratta di una teoria basata sui fatti, estrapolati da fenomeni che sono naturali per ogni ermetista,

Certamente non tutti gli uomini possiedono un’anima antica frutto della reincarnazione, ossia un Uomo Storico – per dirla col Kremmerz – che coniò tale termine alquanto ottimistico per far intendere la verità. In realtà l’uomo interiore è storico solo nella misura in cui il suo patrimonio può rivivere nell’essere di oggi, tradotto nella capacità espressiva dell’uomo del tempo e comunque mai reso dominante nella dimensione psicologica dell’iniziato.

Vi sono individui che non posseggono un Uomo Storico ed altri che, pur essendo dei reincarnati, non sono particolarmente antichi. E’ ovvio che chi non contiene un’anima reincarnata potrà, attraverso una vita dedicata al lavoro su se stesso, stabilizzare giorno dopo giorno le sue conquiste interiori, in modo da fare dei passi avanti nel processo evolutivo. Mentre altri, più fortunati dei primi, potranno essere indotti dalle pratiche ermetiche a tirar fuori dal loro sacco ciò che esso contiene: uno spadino, come soleva affermare scherzando il Kremmerz, o una Durlindana magica, se la loro origine si perde nella notte dei tempi.

Solitamente chi viene attratto dall’Ermetismo possiede un’anima storica, avvertendo il bisogno di spiritualità con un’urgenza impellente che lo sospinge all’inquietudine e alla ricerca. I più giovani, spiritualmente parlando, saranno invece attratti più intensamente dall’esperienza.


Tizio: Chi non ha un’anima storica allora è sfavorito rispetto a chi la possiede!

Caio: Se all’atto del concepimento non si verifica l’incarnazione, la creatura avrà un’anima nuova, costruita su misura per lui dai genitori. Ciò non significa che saranno preclusi a quell’essere i Cancelli del Tempio o che egli debba considerarsi uno sfavorito dalla sorte. Nell’Ermetismo c’è posto per tutti gli uomini di buona volontà.

Tizio: Torniamo all’anima. Hai spiegato abbastanza chiaramente le teorie dell’Ermetismo, ma non hai detto che cosa ci si debba aspettare dalle pratiche ermetiche. Credo che questo sia il nocciolo della questione. Molti iniziati spendono fiumi di parole per illustrare i principi teorici dell’Ermetismo, ma quando li si costringe al dunque, si trincerano dietro ai soliti ipse dixit o a un fantomatico segreto iniziatico. Come ermetista del terzo millennio, cosa puoi aggiungere di nuovo a quello che risulta dalla lettura dei classici ermetici e dello stesso Kremmerz?

Caio: Torniamo per un istante alla nostra Sfera energetica, che compenetra profondamente il corpo fisico contraendo intimi rapporti con la materia vivente. Ti ho spiegato che nell’uomo comune i quattro corpi si intersecano tra di loro in un vero e proprio caos di energia. Il caos costituisce dunque lo stato ordinario dell’essere umano.

Proprio tale intrinseca compenetrazione della materia organica sensoriale con l’energia lunare e mercuriale, rende conto della complessità dello psichismo umano e delle notevoli difficoltà che si incontrano lungo il cammino iniziatico.

Infatti, quando si esplora l’inconscio con metodo psicologico, si mettono in evidenza molteplici forme psichiche, che sarebbero poi i complessi della psicologia del profondo o della psicanalisi freudiana. Tali forme, su di un piano occulto, sono appunto costituite di materia energetica dei tre tipi (lunare, mercuriale e nervosa), variamente combinata a costituire: o forme prevalentemente emotive, o forme prevalentemente mentali, o forme prevalentemente somatiche. Dico prevalentemente perché in ogni caso sono presenti, in qualsiasi forma psichica, componenti energetiche di tutti i tipi.

Il problema è che sino a quando sussistono questi coaguli energetici (forme) l’irradiazione solare (forza di vita), proveniente dal nucleo essenziale dell’essere umano (spirito-efflato), sarà costretta a circolare entro i circuiti stereotipati dell’inconscio, di fatto obbligando l’uomo nelle spire del Destino: quindi ne scaturiranno innumerevoli cause, che genereranno altrettanti effetti, che diventeranno essi stessi cause? e così per tutta la vita, in una spirale alienante di follia e di dolore. Questo è in sintesi il vero meccanismo.

Immaginiamo invece di distruggere le forme mentali, o meglio di disarticolarle progressivamente. La conseguenza sarà la liberazione di quanti di energia intelligente che potranno essere utilizzati in modo costruttivo. Tale obiettivo, di non facile attuazione, è alla base della cosiddetta teoria kremmerziana dei Separandi Magici, misteriosa solo in apparenza, ma in pratica abbastanza consequenziale nella sua semplicità.

La domanda è questa: sarebbe possibile coagulare l’energia lunare in un corpo stabile e imperituro, appunto un secondo corpo, in modo che esso divenga il fodero dell’Intelligenza mercuriale e solare? Se la risposta fosse affermativa, sarebbe risolto uno degli enigmi che da sempre tormentano il genere umano, e lo spauracchio della morte sarebbe definitivamente vinto.

Altra domanda: sarebbe possibile coagulare il Corpo Mercuriale, ossia l’intelligenza superiore dell’uomo, così da creare un Ente straordinario, più potente e penetrante del primo (Lunare), capace di proiettarsi nel trascendente Mondo delle Intelligenze (Dimensione del Pensiero), per vivere la vita eterna delle Luci immortali (Numi)?

Se la risposta fosse positiva, l’uomo potrebbe fare a meno anche di un secondo corpo, che in un certo senso ancora lo vincolerebbe alla dimensione del sentimento e delle emozioni (Astrale), per divenire pura intelligenza e volontà.

In altri termini il Corpo Solare, con la sua irradiazione trascendente, sortirebbe effetti diversi a seconda che si manifesti in un Corpo Lunare imperituro o in un Corpo Mercuriale imperituro: oppure in entrambi, come avviene nel tipo evoluto di iniziato che realizza l’ascesa dei Piani.

Al massimo livello di evoluzione vi sarebbe la condizione di Intelligenza Solare, nel quale ogni residuo barlume di individualità si estingue nella consapevolezza dell’unità assoluta con Dio.

E’ l’antico Adamo della Cabala ebraica che riscatta la sua caduta tornando allo stato precedente; è il Figlio che si ricongiunge al Padre dopo le dolorose peregrinazioni nel mondo della manifestazione; è il Dio-uomo che ritorna nel mondo divino, recando il patrimonio di conoscenza e umanità conseguito nella sua dolorosa discesa nella materia.

Stiamo però parlando di livelli di evoluzione che vanno oltre l’umana comprensione e che si conoscono – fino a prova contraria – solo per sentito dire. Chi infatti raggiungesse ancora vivo tale supremo stato di Separando Solare, non avrebbe motivo di restare ulteriormente nella prigionia del corpo, preferendo sollevarsi oltre il contingente per raggiungere la pace eterna nel Paradiso delle Intelligenze Ammonie.


Tizio: Vorrei che tu mi spiegassi meglio come funzionano questi corpi dell’uomo.

Caio: Immagina di indossare tre vesti, una sull’altra, ognuna delle quali consente l’accesso ad un piano di un Palazzo, ciascun piano con sue regole e peculiarità. La veste più esterna, di colore scuro (corpo denso), ti consente di visitare la dimensione terrena (piano materiale); la veste intermedia, bianco-argentea, ti fa penetrare nella dimensione dell’emozione e della vibrazione sottile (piano astro-lunare); la veste più interna infine, bianco dorata, ti dà accesso alla dimensione del pensiero (piano astro-mentale) e al mondo delle Intelligenze Superiori.

Se le cose stessero così sarebbe sufficiente indossare la veste adatta per entrare a pieno titolo nella dimensione voluta, percependola nei suoi dettagli ed esplorandola in ogni sua parte. La realtà è però diversa. L’uomo comune calza un solo vestito, il primo dei tre (corpo materiale), mentre degli altri non possiede che brandelli, disposti caoticamente a delineare un’immagine di sé grottesca ed incompleta. In altri termini egli confonde i Piani dell’essere, miscelando tra loro pensieri, stati d’animo ed emozioni, scaturendone una vita mentale estremamente caotica, disordinata e ricca di contraddizioni.

L’iniziato che intraprende la strada spirituale deve invece imparare a cucirsi indosso gli abiti che gli servono: una volta che sia riuscito nell’impresa, deve poi iniziare l’esplorazione delle diverse dimensioni, incontrandone gli abitanti e conoscendone poco per volta le regole. Il che può richiedere una o più vite.

L’iniziato che sia almeno riuscito a realizzare un Corpo Lunare stabile non temerà la morte, perché quando il suo corpo materiale sarà distrutto, potrà continuare ad essere cosciente nel suo secondo corpo, trascorrendo nella dimensione astrale il tempo che lo separa dalla successiva incarnazione.

Ecco allora delinearsi uno degli scopi decisivi della strada spirituale: vivere, proiettarsi oltre il baratro della morte conservando integra la coscienza ed il ricordo sintetico del mondo che si è appena lasciato.

A questo scopo ogni sincero ricercatore dello spirito, disposto a lavorare su se stesso, può legittimamente aspirare. Altre mete sono lontane, richiedendo l’intervento attivo di Intelligenze dell’Empireo, che non si muovono che per giustizia e per amore.

Occorre tuttavia che il discepolo dell’Ermetismo venga preparato a percorrere unicamente la via del bene, al fine di evitare pericolosi sbandamenti verso la medianità e l’ossessione: da cui l’importanza dell’educazione, attraverso l’esercizio costante della volontà e la meditazione sui simboli che riassumono i capisaldi della filosofia e della morale ermetica.

Tizio: Quindi l’Ermetismo condanna la medianità e quindi anche lo Spiritismo.

Caio: La medianità è una condizione di passività patologica della mente del medium, che viene esposto – nell’inconscio – all’invadenza di Entità dell’Astrale che il più delle volte sono pericolose e a dir poco invadenti. Il che si verifica nel solo caso di comunicazioni autentiche, che in realtà sono rare.

Molto più spesso si tratta di dialoghi del medium col suo stesso inconscio, o meglio con complessi relativamente indipendenti del suo inconscio che assumono, di volta in volta, un ruolo dominante. Insomma si determinerebbe nel medium una sorta di temporanea schizofrenia, favorita dall’intensa atmosfera emotiva che si genera nel circolo e dal temperamento potenzialmente squilibrato proprio di tali soggetti.

Al contrario di quello che promuove lo Spiritismo, l’educazione ermetica tende a sviluppare nel discepolo una condizione di estrema sensibilità, che potrebbe essere definita una medianità superiore, potendo egli entrare in rapporto con Intelligenze evolute senza mai perdere la consapevolezza di se stesso ed il controllo del proprio meccanismo somato-psichico.


Tizio: Quindi l’Ermetismo non ammette la possibilità di contatti medianici con gli spiriti dei morti.

Caio: L’Ermetismo non crede che ciò sia possibile, almeno nella grande generalità dei casi. Dopo la morte fisica, sarebbe illusorio immaginare che la coscienza del defunto possa conservarsi integra, tanto da consentirgli di comunicare liberamente con il medium.

Quando l’elettricità si interrompe, anche la lampadina si spegne. Allo stesso modo se la corrente di vita cessa in un dato corpo, pure le funzioni della mente devono arrestarsi, producendo un sonno molto simile all’oblio.

In altri termini secondo l’Ermetismo dopo la morte non vi sarebbe una vera e propria vita cosciente, come quando il cuore pulsava in quel corpo e le cellule nervose producevano mediatori chimici e pensieri.

L’entità vivrebbe piuttosto di una vita mentale inconscia, larvale, psichicamente passiva, incapace di attenzione, volontà ed autocoscienza, in questo seguendo il lento processo degradativo della sostanza organica, sino alla soluzione del cadavere astrale e alla definitiva cessazione di ogni fermento psichico. Terminato il processo dissolutivo della sostanza lunare, resterebbe solo un seme spirituale, che si reincarnerebbe immediatamente in un altro corpo, dando origine alla nuova pianta-uomo.

In definitiva l’Ermetismo non crede che esitano spiriti di morti, per il semplice motivo che, dopo la cessazione delle funzioni organiche, non vi sarebbe una vera morte, ma una trasformazione e una nuova vita in un nuovo corpo.

Pensare di comunicare con entità di trapassati, esattamente come se fossero vivi, è dunque assurdo. Come assurde sono le pretese di speculare sul dolore di molti sopravvissuti, illudendoli che i loro cari siano ancora in grado di pensare, comunicare ed amare esattamente come quando erano vivi.

Tale concezione potrebbe apparire crudele a coloro che, specie in avanti con gli anni, cercano consolazione alla paura nell’illusione di una vita intelligente dopo la morte. La verità è però diversa.

L’Ermetismo cerca di trovare rimedio all’incubo di un pauroso salto nel buio ricorrendo all’antica sapienza egizia. Se non è possibile alterare il processo naturale, si può almeno tentare di fare in modo che la morte non sia completa e che l’organismo occulto del defunto viva un’esistenza cosciente per il tempo che lo separa dalla nuova incarnazione.

Tizio: E tu dici che con le pratiche ermetiche si può riuscire a creare questo secondo corpo.

Caio: Bisognerebbe sfatare una leggenda abbastanza diffusa: che chiunque possa, con poche semplici pratiche, raggiungere con facilità le prestigiose mete dell’Ermetismo. Ciò è vero solo in parte. Se non si è pronti dentro, non si verifica alcun effettivo progresso, con o senza pratiche.

Essere pronti vuol dire aver già fatto passi in avanti nella strada dell’evoluzione interiore o attraverso una lunga preparazione psicologica (e soprattutto morale) sui principi e sulle pratiche dell’Ermetismo, o acquisendo meriti in vite precedenti.

Purtroppo per i saccenti, in campo spirituale vige la legge di giustizia che premia solo i migliori, ossia coloro che più hanno lavorato su se stessi in una o più vite. Allo stesso modo sarebbe illusorio credere di poter conquistare i poteri dello spirito in pochi anni di pratiche condotte senza eccessivo impegno: al contrario, come in tutte le strade abbreviative del percorso naturale, il discepolo dell’Ermetismo dovrà affrontare dolori più intensi e sacrifici più gravosi.

Quello che però lo sosterrà, specie nei momenti di sconforto, sarà la considerazione che nessuna sofferenza gli sarebbe imposta, se egli non avesse la forza di sopportarla e che alla fine quella stessa sofferenza – accettata per amore – si tradurrà in un ulteriore progresso e in un’evoluzione per la sua anima.

Resta il fatto che solo stabilizzando il proprio Corpo Lunare, rendendolo cioè resistente alle dinamiche energetiche dell’Astrale, si potrà aspirare a una continuità di coscienza dopo la morte che, per l’uomo comune (ossia non trasformato in senso ermetico), resterà purtroppo una futile e amara illusione.

FINE


II Dialogo