Dialogo II

di Amonosis

Stele

Tizio: Un’altra Fratellanza? Un’ennesima Myriam riveduta e corretta?… Sembra d’essere tornati indietro nel tempo, a un secolo fa, quando il torpido ambiente esoterico italiano venne smosso dal tentativo di Kremmerz: sfidare il segreto delle arroganti sacrestie iniziatiche, per risvegliare le coscienze al bene e all’amore fraterno…

Caio: Proprio così! Risvegliare le coscienze al bene e all’amore fraterno! … Gli ideali non cambiano, sono gli stessi di sempre, finché alla fine non verranno realizzati e si leverà il canto del gallo, a segnare l’inizio di un nuovo giorno.

Gli Ordini e le Fratellanze tramontano, come tramontano i personaggi che danno loro vita, plasmandoli nell’Anima del Mondo e poi faticosamente stabilendoli nella società del loro tempo. Ma i pensieri luminosi rimangono, inespugnabile baluardo all’orgoglio e alla cupidigia dell’uomo. Ogni secolo che passa devono mutare le vecchie forme: il Serpente deve cambiare pelle.

L’Uccello del Paradiso compie il suo volo sulle foreste incantate ove vaga l’uomo, assorto nella contemplazione delle sue illusioni, giudicando se i tempi sono maturi per un nuovo inizio… e la storia si ripete, sempre, al fatidico rintocco del tempo e del nuovo secolo che incomincia…

Tizio: Ecco la solita retorica travestita da poesia!… Qui si sta parlando di una Fratellanza reale, che dovrà pur avere degli scopi, un programma!

Caio: Certamente, il programma più consono alla mentalità dell’uomo contemporaneo… L’Ermetismo deve parlare il linguaggio della modernità, esprimere le idee di sempre in modo che vengano comprese e assimilate nel modo corretto. I pensieri servono per raggiungere l’anima, l’eremita che vive isolata nelle caverne dell’inconscio umano.

Più i pensieri sono penetranti, più sembrano logici, meglio riusciranno a far breccia nel cuore dell’iniziato, illudendolo di aver tutto compreso, ma proprio per questo rendendo più celere in lui l’assorbimento dei semi di conoscenza che debbono fecondare la sua sensibilità profonda.

Tizio: Cos’è questa, una nuova forma di relativismo magico?

Caio: Dico la verità. L’umanità si evolve e l’uomo cambia i suoi parametri di giudizio e i canoni morali che ne guidano l’esistenza. Quello che sembrava giusto un secolo fa, oggi può apparire superato: i pensieri sono diversi, le mentalità sono diverse, più concentrate sull’apparenza delle cose e meno attente alle dinamiche dell’anima, che sembra destinata a risuonare sempre più flebilmente nella mente distratta dell’uomo moderno.

Sperare di affrontare il problema della spiritualità coi sistemi in voga nell’ottocento rappresenta un’idea destinata a fallire. Occorrono nuove iniziative, più comprensibili e accettabili da parte di chi oggi si accosta alla strada spirituale.

L’idea di una Fratellanza Ermetica? Perché no! A condizione che si sappiano individuare i bisogni dell’uomo di oggi e gli si parli in un linguaggio che può comprendere.

Tizio: Nonostante ciò che dici, non mi pare che l’idea di una Fratellanza sia tanto originale. Al contrario si tratta, secondo me, della pietanza di sempre condita con una salsa diversa.

Caio: La nostra Fratellanza Ermetica non ha nulla in comune, se si eccettua il nome, con altre Fratellanze che eventualmente conosci. Ma i nomi sono nomi. Ciò che conta è la sostanza che, come ti ho detto, è molto diversa.

Tizio: Allora spiegami.

Caio: Una Fratellanza è un insieme di uomini che si ritengono fratelli, ossia accomunati, o meglio apparentati, da una sorta di consanguineità morale. Il tipo di legame che si stabilisce tra gli appartenenti ad una Fratellanza varia in base alle finalità che essa si propone. Nel mondo profano esistono molteplici esempi di Fratellanze, intese nel senso che ho spiegato: per esempio nell’ambiente militare, dove il vincolo che lega gli appartenenti a un dato Corpo si stabilisce intorno a valori ideali largamente condivisi, come l’amore per la patria, il cameratismo, il senso del dovere, l’eroismo e il sacrificio personale in nome della libertà e del bene collettivo.

Anche in campo religioso si contano innumerevoli esempi di Fratellanze costruite intorno ai principi della morale evangelica, ma che spesso contengono scopi legati al potere temporale della Chiesa e alla difesa della Religione da presunti nemici che ne minacciano la stabilità o ne ostacolano la propaganda. Un esempio valga per tutti: la Compagnia di Gesù, tanto esaltata in passato per la sua azione in difesa del papato e dell’ortodossia cattolica, ma anche molto odiata da chi – suo malgrado – divenne oggetto delle ferventi attenzioni di questi immaginari Compagni di Cristo.

Nell’ambito delle diverse Tradizioni esoteriche le Fratellanze a carattere magico, edificate sull’esempio delle antiche Confraternite Rosacrociane, rappresentano esempi ricorrenti, dovendo incanalare – nell’atmosfera del gruppo – le influenze e gli insegnamenti che devono tradursi praticamente.

Tra le organizzazioni a carattere solidaristico più note in Italia vi è la citata Fratellanza di Miriam, fondata da Giuliano Kremmerz alla fine del XIX secolo al fine di utilizzare, con intenti filantropici, le energie psichiche risvegliate negli aderenti durante il loro itinerario magico.

Ulteriori esempi di Fratellanza a scopo terapeutico possono essere considerati i gruppi carismatici che, spesso tollerati dalle Religioni ufficiali, operano in tutto il mondo proponendosi la guarigione degli ammalati con l’uso della preghiera e della taumaturgia.

Tizio: Una bella carrellata, non c’è che dire! Ma ancora non mi hai spiegato in che cosa consista la vostra Fratellanza Ermetica.

Caio: Un gruppo di ricercatori di verità, che accettano la dottrina dell’Ermetismo del quale condividono i presupposti filosofici e magici, desiderosi di tradurre gli insegnamenti ricevuti in pratiche di vita.

Il primo obiettivo è dunque la manifestazione individuale di un modello umano, che costituisce la sintesi di un patrimonio culturale antico e tradizionale.

Tale modello, realizzato attraverso un percorso di studi e attitudini psicologiche progressivamente assorbite nella mentalità del discente, conduce nel tempo alla definizione di una personalità equilibrata, serena, socialmente integrata e devota al solo bene dell’umanità.

L’aspetto collettivo della formazione psicologica e morale dell’ermetista si traduce nell’abbandono di ogni concezione egoistica della vita e della missione dell’iniziato, dovendo egli considerarsi – in ogni momento del suo cammino spirituale – una semplicissima tessera del mosaico dell’umanità, che egli intende migliorare con la forza dell’esempio e delle virtù morali faticosamente conquistate e generosamente devolute a vantaggio dei più deboli.

Tizio: Tu parli di un modello umano proprio dell’Ermetismo, da riprodurre sic et simpliciter nell’uomo di oggi. Questo vuol significare, da parte tua, la convinzione che tale modello sia migliore di altri certamente più recenti: l’essere umano che diviene un buon cittadino, un ottimo padre di famiglia e un lavoratore ben integrato nel suo contesto socio-economico. Non ti sembra che basti?

Caio: La differenza tra il tuo modo di vedere le cose e il mio, è che tu sottolinei le prerogative del perfetto essere sociale, dimenticandoti però dell’uomo vero.

Il tuo cosiddetto buon cittadino sviluppa i suoi valori morali imponendoli a se stesso, così come li recepisce dai canoni assunti con l’educazione e il vivere sociale, non certo per sua intrinseca maturazione interiore faticosamente conseguita.

La personalità dell’uomo moderno contiene molti aspetti contraddittori. L’antico misticismo di impronta cristiana permea ancora molti dei suoi atteggiamenti psicologici, inducendolo spesso all’ipocrisia o a farsi paladino di valori in cui non crede realmente, ma che riproduce passivamente con un atteggiamento poco convinto e quasi superstizioso.

Allo stesso tempo la liberalizzazione dei costumi sessuali ha moltiplicato la sua spregiudicatezza, minando i valori storici della famiglia e sviluppando l’aspetto istintivo e aggressivo della personalità, che egli manifesta nei suoi deboli rapporti umani sempre più improntati all’interesse personale e al dominio sugli altri.

Infine il benessere economico e il consumismo della società capitalistica hanno sostituito, nella mente dell’uomo di oggi, l’autentico bisogno di spiritualità con la tendenza incalzante all’edonismo e al culto della ricchezza e del possesso.

Il prezzo da pagare è inevitabilmente la frustrazione dei bisogni umani più autentici, che sempre più vengono sospinti nell’inconscio perchè non condivisi coscientemente, nell’ottica di un modernismo spietato che nulla risparmia degli antichi valori.

La depressione, l’infelicità e il senso di fallimento nella vita rappresentano solo alcuni tra gli aspetti salienti della personalità di molti uomini di oggi, destinati a essere travolti dal turbine dell’incomunicabilità e dell’alienazione.

In tale panorama desolante, non mi pare che riproporre il modello morale dell’eroe dell’antichità sia fuori luogo o addirittura anacronistico. Al contrario, ritengo che mai vi fu momento tanto propizio per un ritorno al passato nel senso migliorativo del termine.

Tizio: E le Religioni? La Società Ermetica pretenderebbe forse di sostituirsi alla Religione?

Caio: L’Ermetismo non è una Religione nel senso tradizionale del termine, né intende opporsi o contrastare le Religioni confessionali. Semplicemente rappresenta una particolare visione del mondo e dell’essere umano che può offrire molte risposte a chi – al giorno d’oggi – si pone delle domande e non accetta di sottostare a una visione ipocrita di se stesso e della realtà.

Molte Religioni hanno perso l’originale carattere sacerdotale, sacrificandolo alla modernità. Nel tentativo di non perdere il contatto coi propri fedeli, hanno preferito prendere atto dei complessi fenomeni storici e delle profonde trasformazioni sociali, assorbendoli nella morale e pretendendo di governarli modificandone la traiettoria in senso compatibile con la propria visione.

Molti sacerdoti di oggi hanno dovuto indossare i panni dell’operatore sociale, dedicandosi a missioni non sempre in linea col ruolo trascendente del loro apostolato. Figure di uomini per certi versi encomiabili, ma che molto hanno perso dell’antica professione di pastori di anime dedicati alla fede e all’amore di Dio. Così, senza volerlo, essi hanno contribuito in misura significativa alla secolarizzazione della Chiesa, che ha dovuto pagare (e paga) lo scotto di perdere il contatto più profondo con l’interiorità dei fedeli, indebolendo la funzione di guida e di sostegno che in passato – e per molti secoli – aveva svolto.

E’ naturale che i più sensibili e i meno integrati, socialmente parlando, risentano particolarmente di tale stato di indeterminatezza, perdendo utili punti di riferimento per una vita serena ed equilibrata.

Pur se con meccanismi di condizionamento inconscio, la Religione ha infatti svolto nei secoli la funzione di addolcire e temperare molti atteggiamenti impulsivi dell’essere umano, guidandone l’evoluzione in linea con i principi evangelici costruiti in senso positivo ed evoluzionistico.

La crisi di valori dell’attuale società trae spunto dal progressivo indebolimento dei modelli etici e sociali di un tempo. Di tale situazione occorre tener conto, se si vuole trovare il modo per intervenire efficacemente sul malessere della società moderna, richiamando la mentalità dell’uomo contemporaneo a un maggior rigore e ad una ricerca di tipo spirituale.

Tizio: Allora basterebbe aderire alla tua Fratellanza Ermetica, per risolvere i problemi dell’infelicità umana!…

Caio: La tua ironia è risibile. Io non contesto la validità delle fedi religiose, di cui ammetto il grande valore nell’evoluzione spirituale e nel progresso morale dell’umanità.

L’Ermetismo ha però una sua visione molto particolare del misticismo, ritenendo che si tratti – nella maggior parte dei casi – di una vernice morale spalmata sull’anima storica, che non viene quindi profondamente modificata in senso maturativo.

Se lo scopo è impedire agli istinti bestiali di far breccia nella psiche dell’essere umano, orientandone l’evoluzione in senso positivo per la società, non vi è dubbio che il misticismo abbia un suo ruolo, stabilendo canoni universalmente accettati ai quali commisurare il proprio comportamento.

D’altronde, dal punto di vista ermetico, la sola evoluzione possibile è l’emancipazione del proprio essere interiore, che occorre dapprima conoscere e poi liberare, affrancandolo dai mille gravami che lo costringono a razzolare nel fango della sensualità e dell’illusione.

Da questo punto di vista l’Ermetismo non è accessibile a tutti, pur essendo aperto ad ogni sincero aspirante alla Luce. Si tratta infatti di un percorso non facile, che pone l’essere umano a confronto con il vero se stesso, liberandolo dalla sua falsa personalità. Il problema è che non tutti vogliono (o possono) essere liberati.

Tizio: E chi sarebbero i papabili dell’Ermetismo?

Caio: In un’ottica ermetica gli individui predisposti ad una strada di evoluzione spirituale sono coloro che posseggono un’anima antica, o per meglio dire i reincarnati che portano in sé il retaggio di altre vite ed una naturale propensione alla ricerca interiore.

Sul piano psicologico i potenziali ermetisti sono spesso degli insoddisfatti, alla perenne ricerca di gratificazioni che non riescono quasi mai a trovare. Pur conducendo una vita apparentemente normale, talvolta ricca di realizzazioni materiali, essi sono consci che qualcosa di importante manca alla loro felicità.

Spesso la loro inconsapevole ricerca li conduce verso la fede religiosa, che abbracciano con entusiasmo e grande trasporto emotivo. Ma prima o poi avvertono un rifiuto interiore del misticismo, una voce lontana che sussurra loro che quella non è la loro vera strada. E così si allontanano e cercano altrove.

Possono allora essere attratti dall’Esoterismo e avvicinarsi a Tradizioni non sempre votate al bene, talvolta compiendo errori o stordendosi nell’illusione di aver trovato la via della Magia o di poter esercitare il dominio sui nemici o sulla fanciulla del cuore. In questa fase di inconscia ricerca vi sono spesso dei rischi che l’aspirante ermetista deve affrontare, prima di giungere alla meta.

Infine, quasi sempre per aiuto provvidenziale, il nostro potenziale iniziato entra in contatto con un Centro di Ermetismo ed inizia a conoscere il pensiero degli antichi Maestri. Così comincia il ballo, che non finirà più.

Tizio: Questo è l’itinerario comune per tutti?

Caio: Solo per coloro che sono adatti, ossia che posseggono un’interiorità compatibile col nostro tipo di ricerca. Come ti dicevo, chi si sente attratto dall’Ermetismo possiede un’anima antica, ossia ha in sé un Uomo Storico che proviene da una lunga serie di eventi reincarnativi che ne hanno segnato la progressiva maturazione.

Immagina per un istante di essere l’Uomo Storico di un uomo di oggi. Tu vivi in lui, confinato in una remota regione del suo inconscio, senza possibilità di disporre del tuo corpo.

Tu sei molto intelligente, tanto più intelligente del tuo amico terrestre e possiedi la saggezza che ti deriva dalle tante esperienze che hai maturato nella sofferenza, vita dopo vita, sublimandole nell’astrazione delle morti e delle rinascite che hanno segnato il tuo percorso terrestre.

Eppure non riesci a volare oltre le nuvole di pensiero che oscurano la mentalità del tuo involontario ospite, che il vento tempestoso delle passioni agita e confonde, impedendogli ogni percezione della verità.

Tu hai vissuto tante volte i suoi stessi dolori e tante volte hai conquistato le sue stesse mete. Tu conosci l’animo di coloro che gli stanno intorno e cogli l’essenza delle cose con la semplicità di una mente superiore.

Eppure non ti è dato di parlare.

Solo nei momenti più difficili, quando la sofferenza soffia forte nel suo cuore e quelle nuvole appena si diradano fai sentire la tua voce… un istinto, una forza senza nome che lo sospinge, lo aiuta, lo salva!… Poi quando passa la tempesta e la superficie della coscienza torna nuovamente calma, immobile, sprofondi per l’ennesima volta negli abissi dell’incosciente e ti assopisci, nella rassegnazione che nulla mai potrà cambiare…

Se le cose stessero così, se tu fossi un’anima senziente in un corpo vivo, quale sarebbe la tua aspirazione?

Tizio: Immagino che se mi trovassi in quei panni vorrei solo che il mio corpo mi ascoltasse… Ecco, sì, credo che vorrei vivere in lui!

Caio: Esattamente! E coglieresti ogni occasione per farglielo capire. Tenteresti di trasmettergli la tua disapprovazione quando compie degli errori, o quando subisce supinamente la volontà degli altri e compie scelte che contrastano con la tua volontà. Gli rovineresti la festa ogni qual volta egli volutamente ti ignorasse, mettendoti il bavaglio coi suoi voli pindarici, distraendosi coi suoi pensieri inutili e rifiutandosi di ascoltare la voce della sua coscienza: la tua voce.

Ma allo stesso tempo ti piacerebbe che egli ti aiutasse, che ti conoscesse, che imparasse ad ascoltarti, eliminando gli ostacoli che si frappongono tra voi. E forse cercheresti di richiamare la sua attenzione verso l’anima, la spiritualità, Dio!…

Tizio: E se alla fine quest’uomo incontrasse l’Ermetismo?

Caio: Faresti salti di gioia e moltiplicheresti i tuoi sforzi per essere con lui sempre più spesso. Assisteresti ai suoi timidi approcci col Maestro, lo sosterresti nei momenti in cui il demone dello scetticismo lo tentasse facendolo esitare, lo esorteresti nelle sue prime pratiche di ascesi… e finalmente respireresti l’aria tersa della sua purificazione, traendo forza dall’energia del suo risveglio…

Così, poco per volta, cesseresti di essere una flebile voce nella tormenta, per diventare il suo Ermete: una mente nella mente, più grande, più saggia e più intelligente della sua mente.

Tizio: Quindi l’Ermete è l’Uomo Storico, ossia l’anima che diviene attiva nella mente dell’iniziato.

Caio: L’Ermete è la componente nobile dell’essere umano, la sua anima storica divenuta loquente grazie alla purificazione, il suo nucleo essenziale di materia intelligente che si reincarna vita dopo vita, conservando l’impressione intensa e tangibile delle passate esperienze. Nel corpo umano l’Ermete è il Messaggero degli dei, perché rappresenta il tramite rapidissimo tra la coscienza ordinaria e l’Io Superiore.

Tizio: Quindi l’Ermetismo garantisce all’anima di parlare e all’uomo di divenire più dissociato mentalmente…

Caio: Oggi proprio l’Ermete non ti sorride!… Ogni uomo è una stella, contenendo una scintilla divina che ne rappresenta il motore di vita e l’intelligenza superiore. Ma quella scintilla è straordinariamente lontana dall’essere nella carne, che non ha alcuna possibilità di coglierne i bagliori sopportandone la visione. Perché avvenga la manifestazione del piano divino nel piano della materia, il Dio nella carne deve di necessità crearsi un’anima.

L’anima è dunque un mezzo di adattamento dello Spirito alla materia. L’anima è essa stessa materia sublimata dallo Spirito, che proprio nella materia deve compiere la sua prima essenziale trasmutazione. Vita dopo vita l’anima si evolve, assorbendo l’essenza dell’esperienza, che si imprime in lei come traiettorie di forza (spirito) che edificano un primo abbozzo di autocoscienza. Così lo Spirito diviene consapevole di se stesso come Ente, applicandosi all’universo materiale secondo le leggi della creazione.

Secondo la dottrina ermetica non è previsto, nel progetto dell’evoluzione, che avvenga naturalmente un connubio tra anima e coscienza ordinaria dell’essere vivente. Al di là delle occasionali manifestazioni di cui abbiamo detto, è difficile pertanto che nel corso della vita si crei spontaneamente un canale di comunicazione tra l’essere interiore (anima) e la mente dell’uomo.

In questo consiste la grandezza dell’Ermetismo, ed anche la spiegazione dell’antico detto secondo cui la strada ermetica è un percorso abbreviativo rispetto alla normale evoluzione dell’essere umano.

Questo spiega anche che, dal punto di vista spirituale, non tutti gli uomini sono uguali, avendo compiuto in misura diversa il proprio cammino di evoluzione e possedendo un’anima variamente conformata in base all’esperienza maturata in più vite. Se dunque si tratta di un’anima molto antica, perfettamente cosciente di se stessa, la manifestazione dell’Ermete sarà rapida e completa; se invece l’anima incarnata è giovane o giovanissima, essa si manifesterà più lentamente e il suo contatto potrà essere all’inizio stentato e meno illuminante. Tuttavia, anche in questo secondo caso, le pratiche ermetiche possono fare molto per accelerare il processo maturativo dell’essere interiore, guadagnando così diverse vite nel tragitto complessivo di quell’essere.

Tizio: Ammesso che un ermetista riesca a far parlare la sua anima, come si manifesterà l’Ermete?

Caio: In vario modo a seconda dell’inclinazione personale e della particolare struttura psichica dell’iniziato. Se si tratta di persona dalla forte sensibilità inconscia, l’Ermete tenderà a manifestarsi attraverso sogni lucidi o visioni chiaroveggenti; se invece prevale l’aspetto intellettuale, l’Ermete assumerà le vesti del Demone Socratico, ossia di una vera e propria personalità autonoma, che si esprimerà liberamente nella mente dell’iniziato e con la quale si potrà anche intessere un dialogo interiore.

Tizio: Quali sono i vantaggi della manifestazione ermetica nella vita reale dell’iniziato? Mi chiedo se tutto questo lavoro su se stessi si traduce poi realmente in un vantaggio, se cioè ne valga realmente la pena…

Caio: L’uomo comune vive la sua vita a metà. Egli non sa mai cosa realmente gli è utile (o che lo danneggia) e ignora ciò che può profondamente soddisfarlo, per il semplice fatto che non ha coscienza della parte più autentica di se stesso.

Allo stesso modo nelle sue tante scelte di vita il più delle volte egli sbaglia, perché il suo desiderio è solo mentale e non corrisponde alla sua vera volontà, ossia alla volontà della sua anima. Molto spesso l’infelicità dell’essere umano è causata dal questo profondo dissidio interiore, del quale è difficile avere piena consapevolezza. Occorre dunque conoscere se stessi. L’antico nosce te ipsum divenuto programma di vita di ogni vero ermetista.

Unificare se stessi sviluppando l’Ermete dona equilibrio e pace all’essere umano, consentendogli di guardare alla vita con una saggezza fuori del comune.

Ogni evento dell’esistenza, ogni gioia, ogni dolore verrà così considerato come una necessaria esperienza maturativa, che dovrà essere affrontata con coraggio e dignità, in un rapporto costante e proficuo col trascendente e con il mondo invisibile, che si manifesterà all’iniziato attraverso il contatto intelligente tra l’Ermete e le Intelligenze Eoniche (Spiriti Superiori) che popolano la dimensione divina.

Il vero scopo dell’ascesi è l’uomo, non bisogna dimenticarlo. Non l’anima in quanto tale, che non avrebbe alcun bisogno di nozze mistiche, dovendo seguire una sua strada naturalmente tracciata dall’evoluzione.

E’ dell’uomo in carne e ossa che l’Ermetismo si occupa, del dolorante viandante che cerca ristoro nel sincero rapporto con l’anima sua, volendo realizzare l’unità dove prima c’era separazione e portare finalmente la Luce ove regnava la confusione e l’ombra.

Il discepolo dell’Ermetismo deve poter osservare su se stesso i progressi ottenuti nel suo percorso spirituale, modificando progressivamente il proprio equilibrio psico-fisico nel senso più utile alla sua vita. Egli deve vivere coi piedi ben piantati nella terra e la testa rivolta verso il Cielo. Dunque realismo, senso di concretezza e lungimiranza nell’elaborare i propri progetti di vita. Ma nello stesso tempo sentimento dell’anima e amore di Dio, coi suoi logici corollari sociali: buoni pensieri, buone parole e buone opere. E tanto amore!

Tizio: Parli bene! Ma in pratica cosa si deve fare? Bisogna necessariamente entrare a far parte di una Fratellanza Ermetica o si può agire da soli, applicando individualmente i precetti degli antichi maestri?

Caio: L’aspirante ermetista che entra a far parte di un Centro deve innanzitutto acquisire le conoscenze teoriche che dovrà applicare praticamente nel corso dei suoi studi. Quindi sarà tenuto a conoscere i capisaldi della Filosofia, impadronendosi poco per volta del linguaggio ermetico, che viene solitamente utilizzato per intendersi senza possibilità di errore.

Contestualmente il discepolo sarà istruito sulla costituzione occulta del corpo e sulle dinamiche dei centri energetici (Chakra o Sefiroth), sui quali dovrà imparare a intervenire in modo da preservare l’equilibrio psicofisico proprio e quello degli altri.

Nell’Universo tutto è energia, materia-energia in variabile stato di vibrazione e densità. Si conosce forse l’intima natura dell’elettricità, della quale l’umanità ha mirabilmente imparato a utilizzare i poteri e le proprietà?

L’uomo conosce e studia solamente il suo corpo fisico (Corpo Saturniano) del quale cura le malattie con l’ausilio dell’arte medica, faticosamente appresa con la ricerca scientifica e la sperimentazione. Poco o nulla sa degli altri suoi corpi (Corpo Lunare, Mercuriale e Solare) costituiti di materia-energia esattamente come il corpo fisico, ma invisibili all’osservazione diretta e quindi largamente discussi nella loro reale esistenza.

Ma gli antichi saggi ben conoscevano i segreti dei Regni invisibili, che descrivevano con un linguaggio semplice ed analogico ai fenomeni naturali. Essi avevano scoperto altre dimensioni di energia, oltre quella densa (Mondo Materiale): la dimensione dell’Emozione (Mondo Lunare), la dimensione del Pensiero (Mondo Mercuriale) e quella delle Energie Spirituali (Mondo Solare).

In ciascuno di questi Mondi la materia-energia, primissima differenziazione dell’Uno (Etere-Dio) nelle quattro Essenze Elementari (Acqua, Terra, Aria, Fuoco), assumeva proprietà manifestative diverse.

Gli antichi Ermetisti classificarono tali proprietà con l’ausilio dei sette Pianeti, ciascuno dei quali era espressione di una peculiare qualità dell’energia; e per ciascun Mondo distinsero l’energia in Lunare, Marziale, Mercuriale, Gioviana, Venerea, Saturniana e Solare, secondo che il suo carattere dominante fosse la sensibilità, la forza, la velocità, l’equilibrio, la fertilità, la corporeità o la trascendenza.

Posero poi questi quattro Mondi sotto l’influenza delle 12 Costellazioni, intuendo la Legge di rivoluzione delle Maree Cosmiche, che fluiscono nell’Universo modificando ritmicamente la polarità delle forze divine agenti nella creazione.

Nell’uomo tutti quattro i Mondi sono rappresentati nel corpo, con in più una Scintilla Divina, analoga – nel microcosmo uomo – al Pensiero divino nell’Universo.

Il discepolo ermetista dovrà familiarizzarsi con le energie del corpo, imparando prima a conoscerne le proprietà e subito dopo a manipolarle. E’ attraverso i corpi sottili, infatti, che dovrà avvenire la comunicazione con le Intelligenze che a lui si accosteranno durante l’ascesi, con le quali dovrà prima o poi stabilire dei rapporti.

Poco per volta egli imparerà a sviluppare la chiaroveggenza, in modo da percepire istantaneamente lo stato energetico in sé e in altri, identificando lo squilibrio ovunque si manifesti e intervenendo efficacemente in senso terapeutico quando necessario.

Tizio: Ho capito che nella strada ermetica è importante la conoscenza della struttura occulta del corpo. Continuando però nella preparazione del nostro aspirante ermetista, quali sono le pratiche che possono aiutarlo alla manifestazione dell’Ermete?

Caio: La preparazione dell’ermetista consiste innanzitutto nella sua purificazione. Bisogna che egli purifichi il suo corpo, mantenendolo pulito e in buona salute. Quindi sane abitudini alimentari e niente eccessi. Rispettare il proprio corpo è essenziale, affinché anche gli altri Corpi siano in equilibrio.

Spesso il discepolo dell’Ermetismo è invitato a digiunare, perché il digiuno, eseguito in analogia con precisi fenomeni naturali, è altamente corroborante non solo per la salute fisica, ma anche per l’equilibrio psichico e spirituale dell’iniziato.

Durante il suo tragitto spirituale l’ermetista viene allenato progressivamente al distacco emotivo e all’esercizio della volontà. In tal senso la pratica del silenzio, condotta secondo la tradizione sacerdotale egizia, rappresenta un’utile palestra di preparazione agli ulteriori sforzi che egli sarà chiamato a compiere.

Nel campo della vita affettiva, l’ermetista dovrà acquisire il pieno controllo delle proprie emozioni, stabilendo in sé un efficace meccanismo di salvaguardia che impedirà il sistematico coinvolgimento dell’interiorità nelle tormentate vicende della vita sociale.

Al contempo, sul piano mentale, egli sarà educato a sviluppare la volontà ed i meccanismi inibitori del pensiero, in modo da poter controllare – in ogni momento – il caotico ed altalenante carosello delle idee che si alternano nel corso dell’esperienza.

Contestualmente all’educazione della volontà, l’iniziato dovrà progressivamente sviluppare il potere di visualizzazione, imparando il meccanismo di creazione delle sole forme corroboranti e positive, da utilizzarsi proficuamente per il proprio e altrui bene.

Queste sono ovviamente pratiche inizialissime del noviziato ermetico, che daranno l’avvio al processo di trasformazione interiore. Nel senso che prepareranno il terreno alla vera semina ermetica. E cioè alla deposizione, nell’inconscio del discente, di semi di verità consacrati dalla Tradizione che dovranno germinare in stati interiori e intuizioni, costituendo l’utile traccia lungo la quale dovrà svilupparsi l’interiorità dell’iniziato.

Questi semi di conoscenza saranno assorbiti dall’inconscio tramite la meditazione su immagini sacre e su simboli della Tradizione Ermetica, fungendo da veicolo fluidico di Volontà superiori, chiamate per loro missione di luce in aiuto di chi sinceramente ricerca la verità.

Particolare attenzione verrà infine dedicata alla comprensione della Legge di Analogia, fondamento dell’Arte Magica ed utilissimo presidio nelle numerose pratiche di evoluzione che il discepolo dovrà compiere nel periodo di lavoro su se stesso.

Tizio: E tutto questo, tu assicuri, servirà a manifestare l’Ermete?

Caio: Poco per volta la mentalità dell’iniziato si sfronderà di tutto ciò che è superfluo e ostacola una vita serena. Il suo inconscio comincerà a purgarsi dei tanti coaguli di energia psichica formati intorno a pensieri saturi negativamente ed emergeranno immagini antiche, sentimenti e propensioni di cui ignorava l’esistenza o che aveva inconsciamente rimosso. Il suo orizzonte psichico si amplierà, comprendendo in un’unità sempre più grande tutto il patrimonio intelligente racchiuso nella sua anima antica.

La conoscenza della dimensione energetica consentirà all’iniziato di controllare in ogni momento il suo equilibrio fluidico, risultandone una calma e una serenità mai provate prima, resistenti alle prove della vita e alle situazioni di tensione e di stress emotivo alle quali l’uomo contemporaneo è inevitabilmente esposto.

Verranno in altri termini a realizzarsi le condizioni ideali per la manifestazione dell’interiorità, specie se sollecitata dall’allenamento magico, al quale l’iniziato sarà nel tempo progressivamente avviato.

Ma l’allenamento migliore, e anche la magia più grande nel senso dello sviluppo ermetico, sarà l’educazione all’amore. E’ infatti l’amore il vero perno del sistema di sviluppo propugnato dall’Ermetismo, amore che dev’essere compreso, suscitato e utilizzato proficuamente come propellente per l’anima.

Tizio: Di quale amore parli?

Caio: Parlo dell’amore vero, l’amor-forza che germina dal cuore dell’iniziato quando il risveglio ermetico si è concluso e i canali dell’anima sono aperti verso il Cielo e la Terra nel senso energetico del termine.

L’amore costituisce per l’ermetista la speciale dimensione nella quale egli aspira a penetrare, perché l’amore è la radice dei poteri della Luce e la fonte dei miracoli dell’iniziato, rappresentando il segreto che dovrà scoprire e che alla fine lo affrancherà dal ciclo delle rinascite.

L’amore ermetico è un dono e insieme una conquista: è il dono dell’Invisibile al figlio meritevole che si apre con fede all’influenza della Tradizione; ma è anche la conquista dell’eroe, che tutto sacrifica per il trionfo del suo ideale di verità.

Il vero Amore è l’energia divina della Creazione, che permea l’Universo formando la segreta essenza di tutte le cose. La Legge Divina è puro Amore. L’essenza dell’uomo è anch’essa Amore, che egli deve saper scoprire nel suo corpo, separandolo dalle conturbanti forme dell’illusione e sottraendolo al malefico potere della Serpe Astrale.

L’iniziato all’Ermetismo è dunque il Santo che ha risvegliato dentro di sé l’Amore divino, che riversa generoso sugli altri divenendo centro di magnetismo d’amore, fonte di progresso e di salute per le anime e per gli ammalati.

Come vedi esistono molte differenze tra l’amore-forza di cui ti parlo e il sentimento tiepido e sensuale dell’uomo comune, frutto di proiezioni mentali ed elaborazioni inconsce.

L’amore di Dante per Beatrice è vero amore: un amore che sa rinunciare al possesso della persona amata, per sublimarsi nell’esaltazione mistica e nell’unione con Dio.

Ma di questo aspetto dell’amore ermetico vi sarà occasione di parlare in seguito, se entrerai a far parte della nostra Fratellanza.

Tizio: Che bisogno c’è di una Fratellanza? Mi pare di capire che l’Ermetismo è una strada individuale.

Caio: In effetti è così. L’Ermetismo, al pari di altre Tradizioni Esoteriche, privilegia l’individuo, poiché il destinatario ultimo dell’evoluzione ermetica è l’uomo, con la sua storia personale e la sua anima individuale frutto dell’evoluzione.

Tuttavia, come in ogni Schola che si rispetti, nell’Ermetismo si possono compiere i primi passi anche in compagnia di altri compagni di cordata, decisi a seguire i corsi semplicissimi di avviamento alla Scienza dei Magi, per dirla col Kremmerz.

Esattamente come accade nell’istruzione scolastica, anche nell’Ermetismo vi sono programmi da seguire ed esami da sostenere alla fine dei corsi. Solo che in questo caso si tratta di programmi molto particolari e di esami con Docenti che non sempre sono nella carne.

Ovviamente alla fine è sempre il singolo discepolo che saprà far tesoro delle nozioni apprese, utilizzandole più o meno proficuamente nella vita a secondo delle personali doti di intelligenza e abilità.

In campo spirituale vi sono poi altre ragioni che consigliano a volte un’esperienza collettiva, pur se limitata ai primi passi del percorso spirituale. In seguito, quando si verificherà la manifestazione dell’Ermete, diventerà superflua qualsiasi sovrastruttura di tipo collettivo.

Infatti sarà l’Ermete il Maestro interiore che guiderà il discepolo lungo il percorso, suggerendogli preziosi consigli ed evitando che compia grossolani errori. Tuttavia, come dicevo, vi sono anche altre ragioni che possono rendere proficua un’esperienza collettiva.

Tizio: Mi pare di aver letto di Catene Fluidiche a proposito della Fratellanza di Miriam, ma non ho ben inteso di che cosa si tratta.

Caio: Il principio su cui si basa una Catena Fluidica è semplice. Una catena, in senso letterale, è costituita da un insieme di anelli intrecciati uno all’altro. Il fluido è invece l’energia nervosa che emana dall’uomo, in misura maggiore o minore in rapporto alle circostanze ed al potere emissivo individuale, che varia da persona a persona.

Un insieme di uomini possono dunque costituire una catena umana se esiste qualcosa che li unisce profondamente, stabilendo tra di loro un rapporto intimo e profondo. Per esempio una fede religiosa, un ideale politico o una qualsiasi finalità che sia abbastanza generale, può rappresentare il collante che vincola gli individui in un rapporto di simpatia più o meno stabile, a secondo del tipo di interesse che si stabilisce nel gruppo.

Questa Catena umana, costituita da esseri viventi, ha la caratteristica di possedere una sua valenza dal punto di vista energetico. Se ogni individuo ha infatti la capacità di emettere fluido nervoso, specie in rapporto alla sollecitazione emotiva, quando 10, 100 o 1000 individui entrano in stato vibratorio per una stessa ragione, la quantità totale di fluido che si libera sarà uguale alla sommatoria delle singole forze, elevate all’ennesima potenza da un Fattore X, che è un fattore moltiplicativo legato all’ambiente peculiare ove avvengono le proiezioni di forza (Mondo Astrale).

E poiché la forza proiettata è Forza intelligente, in quanto costituita da energia dell’emozione che rende vitale in astrale l’idea che unisce i componenti la Catena, la risultante finale su di un piano occulto sarà la creazione di un Ente.

L’Ente di una Catena è dunque un’Intelligenza artificialmente creata, con poteri limitati alla realizzazione del particolare piano di un insieme di anime. Per esempio, se la finalità del gruppo è la terapeutica, l’Ente di Catena indirizzerà le forze sviluppate dall’azione collettiva all’ottenimento di risultati tangibili in campo terapeutico (e non in altri campi).

Esistono leggi occulte che regolano il funzionamento delle Catene Collettive, sulle quali sarebbe prematuro soffermarsi.

Tizio: Tornando alla Fratellanza Ermetica, si potrebbe creare anche in tal caso un Ente di Gruppo? E con quali finalità?

Caio: Il progressivo disvelamento dell’interiorità umana, che conduce alla manifestazione dell’Ermete, è caratterizzato dalla formazione di energia spirituale sempre più purificata, che si libera per effetto dell’intenso campo vibratorio prodotto dall’anima durante la sua manifestazione.

Queste forze del risveglio ermetico possono essere utilizzate per vari scopi. Innanzitutto per aiutare i meno sviluppati psichicamente a progredire utilizzando l’ausilio energetico dei più evoluti. In secondo luogo per curare le malattie del corpo e della mente, com’è nell’uso tradizionale delle Fratellanze di tipo ermetico.

Tizio: In che modo si può agire in una Catena Fluidica per determinare degli effetti terapeutici?

Caio: Come ti dicevo, l’energia della Catena Terapeutica è un’energia vitale estremamente purificata. Nella Pranoterapia, riconosciuta dalla scienza ufficiale, il guaritore irradia l’ammalato con l’energia emessa dalle sue mani, producendo un effetto curativo.

Si tratta in genere di individui comuni dal punto di vista dello sviluppo spirituale, ma caratterizzati da una particolare conformazione del corpo fluidico (Corpo Lunare), che consente la facile irradiazione di forza nervosa.

Tale forza, impura perché proveniente dalla parte più grossolana del campo energetico (Sistema Nervoso), agisce sul corpo fluidico dell’ammalato reintegrando – entro certi limiti – il patrimonio energetico speso a causa della malattia.

E poiché esiste una precisa corrispondenza tra i Centri energetici del corpo fluidico (chakra) e gli organi corporei, riequilibrando detti centri si trasmette agli organi ammalati l’impulso all’equilibrio e alla guarigione.

Lo stesso meccanismo è in gioco nelle guarigioni miracolose operate dalle Catene Terapeutiche, dove l’energia è molto più potente. Non solo, ma anche chi non è naturalmente dotato di particolare forza psichica, purché sia in catena, può sortire effetti terapeutici attingendo l’energia direttamente dall’Ente di Gruppo, che lo aiuta e lo guida nella sua opera di bene.

In definitiva l’azione terapeutica può svolgersi o attraverso un’azione diretta del terapeuta sul paziente o a distanza, agendo sull’immagine mentale dell’ammalato o su un suo testimone, ossia su un oggetto saturo della sua energia che funge da ponte per la trasmissione della forza di guarigione.

Vi è da aggiungere che nell’atmosfera energetica della Catena, ossia dell’Ente Fluidico costituito col contributo degli aderenti alla Catena, gravitano Intelligenze non umane, esseri puramente spirituali che collaborano con l’iniziato rendendo più incisiva ed efficace la sua azione curativa.

Rappresentando con un’immagine schematica la struttura di una Catena Fluidica, potremmo paragonarla ad un grande albero: la chioma corrisponde all’atmosfera energetica che costituisce l’Ente di Gruppo; i frutti sono le Intelligenze di Catena, create ad arte (Geni terapeutici) o confluite per affinità (Eoni); mentre le radici sono le unità umane (pile energetiche) che con la loro linfa danno vita all’Ente, ma che pure da esso traggono forza e nutrimento.

In definitiva l’Ente di Catena costituisce una perfetta Unità funzionale. E poiché esso dev’essere rappresentato nei tre piani (fisico, astrale, mentale), avrà una controparte materiale, costituita dai corpi di tutti i membri del Gruppo; una controparte astrale, formata dall’insieme delle emanazioni fluidiche dei singoli individui, e da una controparte mentale costituita dal cosiddetto gradiente psichico di Catena, ossia dalla gradazione intelligente delle entità psichiche – viventi o disincarnate – che in essa progressivamente confluiscono.

Tizio: Hai spiegato chiaramente il principio della Catena fluidica. Ora sarà certamente più semplice capire che cosa fanno gli ermetisti nei loro strani riti.

Caio: I riti dell’Ermetismo sono preghiere dell’iniziato a Dio, di cui in ogni momento della vita egli invoca la protezione e il conforto. Tra Dio e l’Uomo esistono generazioni di Esseri intelligenti, coi quali l’iniziato entra in rapporto e da cui riceve aiuto e utili insegnamenti: Spiriti della Natura, Geni (generati, creati dal mago), Eoni, che un tempo fecero parte della linea evolutiva umana e conquistarono l’immortalità…

E’ impossibile sintetizzare il bagaglio di conoscenze proprio dell’Ermetismo, che può essere utilizzato dall’iniziato alla ricerca di se stesso. Tuttavia, volendo riassumere i concetti espressi, due sono gli aspetti fondamentali di ogni percorso verso la trascendenza: la fede in Dio e la purificazione che, come ho detto, deve essere il più possibile precoce, intensa e completa. Il fine ultimo, lo ripeto, è la piena manifestazione dell’Ermete, sinonimo del progresso effettivo e irreversibile dell’iniziato. Altre mete più ambiziose e difficili sono sottoposte alla volontà dei Numi, i soli a poter giudicare se l’iniziato è degno o meno di ulteriore ascenso.

Tizio: Quella che hai tratteggiato mi sembra una strada faticosa e irta di difficoltà.

Caio: L’Ermetismo è una filosofia di vita ed anche un sistema pratico, che consente di verificare in se stessi la veridicità delle teorie enunciate.

Il metodo ermetico è dunque un metodo soggettivo, nel senso che i risultati delle trasformazioni interiori sono apprezzabili soprattutto attraverso i significativi cambiamenti che l’iniziato riscontra in sé.

La strada ermetica comincia con l’iniziazione per concludersi quando si saranno pienamente realizzate le prerogative dell’Uomo Solare, ambiziosa meta di ogni ricerca spirituale. Non importa quanto tempo sarà necessario. Una o più vite sono poca cosa di fronte all’eternità.

Ciò che importa è che in ogni momento della sua esistenza l’iniziato avverta -profondo in sé – il sentimento dell’utilità di ciò che lentamente sta realizzando; che egli cioè si senta parte integrante di un Tutto più grande, al quale aspira ardentemente di fondersi, perdendo ogni carattere di personalità per valorizzare solo ciò che di autentico e divino esiste in lui.

Molte volte, specie all’inizio della strada, l’ermetista si dimostra impaziente di percorrere rapidamente le tappe dell’evoluzione. Egli non sa neppure che cosa vuole e dove và. In realtà non sa quasi nulla.

Solo una flebile voce interiore lo sostiene nelle oscure notti dell’anima, quando il sapore della materia lo richiama ai bisogni del corpo e l’illusione lo avvolge come una spessa caligine da cui è difficile liberarsi.

In seguito però egli si accorge che il tempo non ha molta importanza, che la lunga attesa non è tanto deprecabile, ma diviene – al contrario – qualcosa di ambito e amorevole, se egli impara poco per volta a calare nell’esperienza di vita ogni sia pur minimo cambiamento che riscontra in se stesso durante il percorso.

La vita è il dono più grande per l’uomo intelligente, che deve imparare ad amarla: nel dolore e nella gioia, nello spasimo della rinuncia come nell’esaltazione della conquista. Sempre, in ogni momento, l’ermetista deve saper sollevare il capo dalla terra e guardare il Sole. Solo questo gli viene chiesto. E poi di godere delle cose semplici, sapendo di essere e di appartenere.

Poco per volta il Dio del suo corpo inizierà a manifestarsi e una nuova saggezza scorrerà nel suo sangue. Il suo cuore pulserà più forte e sempre più per le cose vere, che sono le verità dello Spirito, le uniche per cui valga la pena di vivere.

E si distaccherà da ciò che è inutile e superfluo, ed imparerà a vibrare senza forma, e crederà nel vero amore, e vibrerà di puro amore: per un ammalato, per un compagno, per il proprio figlio. E proseguirà il suo cammino con dignità, sino alla fine e a un nuovo inizio.

E’ nella vita che si deve rimanere, non nelle oscure botteghe della magia delle forme involute. Nella vita, nel pensiero intelligente dell’uomo moderno e intraprendente, ma non per questo meno antico e tradizionale… in fondo al cuore, che è il suo Cuore di sempre, il Cuore di un Ermetista.

FINE


I Dialogo